I tempi morti sul lavoro sono rari, soprattutto per un manager. Forse in questi casi si può semplicemente tirare il fiato. Secondo Forbes, ci sono 4 attività per rendere produttive queste brevi parentesi di tranquillità.
- Piano di avvicendamento = può succedere di abbandonare la propria attività o anche solo assentarsi per un lungo periodo. È molto utile lasciare una traccia con la descrizione dettagliata delle mansioni, con anche i consigli pratici frutto di prassi consolidate e conoscenza di particolari scadenze. Se nessuno ha mai preparato un documento del genere, pensateci voi, ve ne saranno grati.
- Organizzare le email = anche se archiviate già le vostre email, è opportuno salvare alcune di queste sui server aziendali, così come i feedback, i commenti e le proposte ricevuti sui progetti aziendali.
- Fare una telefonata = si comunica sempre più spesso via email, ma una telefona può essere molto utile per consolidare i rapporti con i nostri stakeholder, clienti, collaboratori, informarsi sulla loro vita, non solo professionale.
- Letture specifiche = la metà degli italiani non legge neppure un libro all’anno. Ma non ci sono solo le opere di narrativa, nel nostro percorso professionale un manager dovrebbe dedicare maggior tempo alla lettura di saggi di management e leadeship, manuali di formazione e articoli di riviste di settore.
Avete altre attività, anche pratiche, da consigliare per rendere fruttuosi le parentesi di tranquillità sul lavoro?






E quando mai ci sono momenti tranquilli in ufficio? Nel caso, sarà una buona occasione per sistemare gli inevitabili arretrati, fare un po’ di strategia per le proprie evoluzioni di carriera, riflettere sulle prossime mosse formative o cercare nel web le ultime novità ed aggiornamenti del mercato. Insomma, tutte quelle attività che dovremmo fare con regolarità ma che non abbiamo mai il tempo di fare.
29 giugno 2012 alle 22:01i aggiungerei che, comunicare anche all’interno dell’azienda, in particolare dedicare un po’ di tempo ad ascoltare potrebbe essere molto utile sia professionalmente che per migliorare le relazioni.
5 luglio 2012 alle 08:45patti