Basta mimose, basta parole, più fatti. È una provocazione, certo, quella di abolire la ricorrenza dell’8 marzo. Eppure, diciamocelo una volta per tutte, questa festa serve solo a mettersi a posto la coscienza. Occorre al contrario un impegno quotidiano e concreto per superare l’attuale cultura che impone alla donna ruoli ormai anacronistici, all’interno della coppia e nell’organizzazione familiare e aziendale.
Purtroppo la strada della parità è ancora lunga, come dimostra una recente indagine di Manageritalia effettuata su un campione di 1.242 manager (di cui il 20% donne). Per l’88% degli intervistati, infatti, alle donne viene ancora delegata in toto la cura e l’educazione dei figli, la gestione delle faccende domestiche e l’assistenza degli anziani. Insomma, la distribuzione dei compiti all’interno della famiglia è del tutto sbilanciata.
Per i manager è inoltre auspicato e ritenuto possibile un miglioramento dell’organizzazione del lavoro per andare incontro alle esigenze dei singoli, donne, ma anche uomini, riuscendo allo stesso tempo a migliorare clima e produttività (77%) o comunque ottenendo gli stessi risultati (64%). Un problema, quello della conciliazione di vita personale e professionale, che tocca soprattutto le donne (68%), ma anche gli uomini (40%), anche se poi condiziona l’accesso e/o la permanenza al lavoro solo delle prime.
Il Gruppo donne manager è dalla sua fondazione in prima linea per proporre e rendere concrete iniziative volte a superare questo gap. A tal proposito chiediamo a tutte/i voi di rispondere a un questionario sulle nostre attività, per verificare se i nostri interventi siano utili e apprezzati o meno.




io mi sono accorta solo recentemente di questa pagina e dei suoi blog. Certo che sono utili.
Sono anche brevi, quindi doppiamente utili.
Spesso sono evidenziati i problemi (che altrettanto spesso conosciamo bene) è più raro che vengano (qui non so, ma certamente altrove) suggeriti dei rimedi.
in merito al problema di oggi e dei tre pesanti carichi femminili casalinghi, vorrei proporre una soluzione che non può essere istituzionale, ma personale:
- gli anziani: ciascun coniuge si cura i propri-
- laddove entrano due stipendi: delegare a personale specializzato quasi completamente la gestione della casa
- i figli:coinvolgere il più possibile il coniuge, ma comunque questo ( con qualche eccezione per i vari “trasporti” di qui e di là) non ci spiace tenercelo. Forse delegare al coniuge gli hobby dei figli e la scuola? o fare in alternanza?
Detto così è ovvio che appaia semplicistico. Parliamone e poi diamo suggerimenti standard per i primi passi in famiglia con l’aiuto di uno psicologo.
Detto questo aggiungo: perchè fra i vari servizi di Manageritalia non aggiungere un ufficio per la ricerca di personale qualificato, fisso o ad ore, per le Donne Manager? Con un suo prezzo, calmierato, ma che paghi il grosso dei costi?
8 marzo 2010 alle 14:42dimenticavo:
8 marzo 2010 alle 14:49e perchè no, una conferenza (per soli uomini manager con moglie manager), magari allegra con la presenza di un comico idoneo, ma che inviti seriamente ciascuno di loro a fare la propria parte ? e che tratti seriamente anche alcuni problemi tipicamente maschili (tipo l’invidia per la carriera della moglie, per esempio, ma ce ne sono sicuramente diversi altri).