In questi mesi di crisi ci si aspetta che anche la pubblicità tenga conto della necessità delle famiglie di spendere il proprio denaro con più attenzione, basando le proprie scelte su fattori concreti.

Per questo mi ha compita la nuova campagna di Mulino Bianco che ha delegato a un appesantito Banderas con una teglia di biscotti in mano il compito di tessere le lodi dei famosi biscotti Barilla. Il tutto all’interno di una specie di moderno mulino da miliardari.

Premesso che se Banderone ha mai sfornato un biscotto io sono cintura nera di karate, mi sono chiesta quanti pacchetti di macine in più si sia stimato di vendere grazie al sorriso di un attore straniero. La mia seconda domanda è chi la Barilla ritenga essere il responsabile dell’acquisto del prodotto “biscotti”. A istinto direi le donne/ mamme, influenzate dai bambini. Dando per scontato che i bambini l’Antonione ispanico manco lo conoscano (Scooby-Doo avrebbe sortito un effetto migliore), mi chiedo chi possa credere che basti un giovanotto sorridente a far allungare la manina delle mamme italiane verso un biscotto diverso.

Mi aspetterei un maggiore rispetto per il senso critico e la capacità di valutazione delle signore del Bel Paese. Per questo, fosse stato per me avrei piuttosto optato per una bella sana raccolta punti, di quelle che ci avevano fatto rimpinzare di nastrine, pur di ottenere l’ambito fornetto. Ecco, magari con una scelta più felice dei premi, mi ricordo infatti la fatica di molti per ottenere quel piccolo forno, utile solo a scaldare le nastrine stesse.
Peccato che dopo averne ingurgitate qualche centinaio la maggior parte dei “collezionisti” non ne potesse più di sfoglie e affini, relegando così il premio al ruolo di soprammobile.