In questi mesi di crisi ci si aspetta che anche la pubblicità tenga conto della necessità delle famiglie di spendere il proprio denaro con più attenzione, basando le proprie scelte su fattori concreti.
Per questo mi ha compita la nuova campagna di Mulino Bianco che ha delegato a un appesantito Banderas con una teglia di biscotti in mano il compito di tessere le lodi dei famosi biscotti Barilla. Il tutto all’interno di una specie di moderno mulino da miliardari.
Premesso che se Banderone ha mai sfornato un biscotto io sono cintura nera di karate, mi sono chiesta quanti pacchetti di macine in più si sia stimato di vendere grazie al sorriso di un attore straniero. La mia seconda domanda è chi la Barilla ritenga essere il responsabile dell’acquisto del prodotto “biscotti”. A istinto direi le donne/ mamme, influenzate dai bambini. Dando per scontato che i bambini l’Antonione ispanico manco lo conoscano (Scooby-Doo avrebbe sortito un effetto migliore), mi chiedo chi possa credere che basti un giovanotto sorridente a far allungare la manina delle mamme italiane verso un biscotto diverso.
Mi aspetterei un maggiore rispetto per il senso critico e la capacità di valutazione delle signore del Bel Paese. Per questo, fosse stato per me avrei piuttosto optato per una bella sana raccolta punti, di quelle che ci avevano fatto rimpinzare di nastrine, pur di ottenere l’ambito fornetto. Ecco, magari con una scelta più felice dei premi, mi ricordo infatti la fatica di molti per ottenere quel piccolo forno, utile solo a scaldare le nastrine stesse.
Peccato che dopo averne ingurgitate qualche centinaio la maggior parte dei “collezionisti” non ne potesse più di sfoglie e affini, relegando così il premio al ruolo di soprammobile.





Raramente la pubblicità parla alla ‘testa’, se vuole essere efficace…
Quando ho visto per la prima volta questa pubblicità – ripercorrendo un ragionamento non troppo lontano da quello che ho poi ritrovato nelle parole di questo post -, mi ero chiesto quale messaggio potesse mai voler essere veicolato a quali destinatari, ed avevo concluso con un po’ di raccapriccio che non erano probabilmente le ‘mamme’ il target individuato da questa campagna pubblicitaria, ma le ‘nonne’.
A chi mai altrimenti potrebbe suscitare ‘simpatia’ questo improbabile personaggio appesantito, e un po’ appannato, dagli anni? E chi mai potrebbe ricordare ancora che dietro una merendina ci fosse (quanto tempo fa?) un lavoro o un ragionamento diverso dalla semplice raccolta distratta dallo scaffale di un supermercato dell’ennesimo pacchetto da lasciar cadere nel carrello della spesa?
Non certamente una ‘mamma’ giovane, magari stanca per una giornata di lavoro in qualche ufficio, preoccupata dal denaro insufficiente alla fine del mese, in ritardo su tutto rispetto alle troppe cose ancora da fare alla fine di una giornata insufficiente e ancora lunga, e magari angosciata dall’attesa dell’ennesimo gadget proposto dalla televisione ai bambini che aspettano il suo ritorno a casa per chiederle quando verrà comprato anche quello…
Più facile per me pensare ad una ‘nonna’ non ancora ‘spenta’ e tuttora forzatamente attiva, ma più incline al ricordo di una giovinezza non ancora dimenticata che ai sogni ed ai desideri di un presente troppo faticoso o di un futuro sempre più improbabile. E propensa forse a subliminare con una mutile merendina il ruolo ingrato di ‘mamma surrogata’ che il mondo attuale le impone di assolvere come se non potesse esserle riservato altro.
Cosa poi questo spostamento di target potrebbe significare, con quale modifica di ruoli e di attese, o con quale soddisfacimento di bisogni o di desideri… è un pensiero che, da quasi coetaneo, mi riempie di troppa tristezza per provare perfino a soffermarmici.
14 maggio 2012 alle 14:07Cara Sabrina a confermare ancora una volta che la promessa di un mondo buono del mulino bianco sia pur proclamata da nonno banderas è quello che è: un banale evidente illusorio artifizio cerebrale che non parla né alla testa né al cuore né alla pancia ma solo alle girevoli gonadi maschili e forse alle ovaie femminili degli italiani e delle italiane consapevoli. Saluti e sano stile di vita a te.
14 maggio 2012 alle 16:41@Giovanni: delizioso e arguto come sempre il tuo commento. “…propensa forse a subliminare con una mutile merendina il ruolo ingrato di ‘mamma surrogata’ che il mondo attuale le impone di assolvere come se non potesse esserle riservato altro” è da antologia.
E’ sempre un piacere leggerti.
@Tiziano Sigh. Condivido la tua acuta e spietata fotografia di buona parte di ciò che anima la televisione italiana
15 maggio 2012 alle 18:31La pubblicità per definizione è finta e fuori dalla realtà, crea miti, personaggi, stili di vita, etc.. etc…
16 maggio 2012 alle 11:00Banderas? beh! anche lui deve campare, e ha trovato la favola del mugnaio che parla con la gallina…
Barilla sta cercando di rilanciare il Mulino Bianco con una ristrutturazione “fashonist” e noi compreremo i biscotti di riso al vapore perchè li ha fatti il bell’Antonio…
Personalmente da tempo ho deciso di farli io in casa i biscotti, se Antonio vuole venire ad assaggiarli è benvenuto