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	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; Consigli di lettura</title>
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	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
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		<title>Relazioni pubbliche: donne manager protagoniste</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono gli atout per gestire con efficacia la comunicazione nelle aziende e nel mondo del non profit? Di cosa si occupa il PR manager nei tempi del web 2.0? Una ricerca di Manageritalia ha fatto luce sul ruolo e le funzioni di chi coordina le relazioni pubbliche a livello manageriale. L’apporto femminile in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono gli atout per gestire con efficacia la comunicazione nelle aziende e nel mondo del non profit? Di cosa si occupa il PR manager nei tempi del web 2.0? Una ricerca di Manageritalia ha fatto luce sul ruolo e le funzioni di chi coordina le relazioni pubbliche a livello manageriale. <strong>L’apporto femminile in questo ambito risulta determinante. Sembra infatti che non solo a livello operativo (uffici stampa esterni, agenzie di settore) ma anche nei ruoli dirigenziali le donne siano protagoniste della comunicazione esterna e interna.</strong> Donne in grado di gestire il crisis management e i rapporti con gli stakeholder, di sciogliere la matassa delle comunicazioni a dipendenti e collaboratori, donne abili nel governare internet attraverso blog, house organ telematici e newsletter.</p>
<p>Nell’ebook <strong>Public Relations 2.0</strong> di Davide Mura, giornalista e responsabile comunicazione di Manageritalia, pubblicato da Bruno Editore (<a href="http://www.brunoeditore.it/">www.brunoeditore.it</a>), una raccolta di interviste a direttori relazioni esterne di importanti realtà aziendali, tra cui Atm, Citroën e Virgin Active, e la sintesi dell’indagine.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/11/Public-Relations-2.0-Davide-Mura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3863" title="Microsoft Word - Public Relation 2.0 finale.doc" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/11/Public-Relations-2.0-Davide-Mura-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
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		<title>Le donne in tv, storia di un abuso</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 09:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla presentazione organizzata da Valore D dell’interessante saggio di Daniela Brancati, Occhi di maschio (Donzelli), dedicato al rapporto controverso tra il mondo televisivo del nostro paese e le donne, c’eravamo anche noi. La giornalista è stata la prima “direttora” di un telegiornale nazionale in Italia, il Tg3, e ha conosciuto da vicino i problemi sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla presentazione organizzata da <strong><a href="http://www.valored.it/" target="_blank">Valore D</a></strong> dell’interessante saggio di Daniela Brancati, <strong><a href="http://www.donzelli.it/libro/2294" target="_blank">Occhi di maschio</a></strong> (Donzelli), dedicato al rapporto controverso tra il mondo televisivo del nostro paese e le donne, c’eravamo anche noi. La giornalista è stata la prima “direttora” di un telegiornale nazionale in Italia, il Tg3, e ha conosciuto da vicino i problemi sia dell’immagine femminile in televisione sia della rappresentatività delle donne nelle leve decisionali di questo settore. Le abbiamo rivolto alcune domande sul suo libro.</p>
<p><strong><em>Che ruolo hanno avuto le donne nella televisione italiana?</em> </strong></p>
<p>Le donne sono state molto importanti per la tivù del nostro paese. Questo per una serie di motivi, a partire dalla fase di passaggio dalla televisione sperimentale a quella industriale, in cui grazie alla pubblicità hanno dato una forte spinta ai consumi di massa. Secondariamente, le donne come telespettatrici costituiscono una fascia di pubblico fondamentale, basti pensare alle trasmissioni pomeridiane. Il terzo aspetto che mi preme sottolineare è l’uso del corpo delle donne, apparentemente un protagonista costante, tanto che non esistono programmi in cui le donne non siano fisicamente presenti.</p>
<p><strong><em>Se la tv è affollata di donne, qual è allora il problema?</em></strong></p>
<p>Il problema è che queste ultime sembrano manovrate da dietro la telecamera da registi e autori quasi esclusivamente uomini. Ci sono delle eccezioni, come per esempio Fatma Ruffini. Ma sono appunto delle eccezioni. Il titolo che ho scelto di dare al mio libro a questo proposito è abbastanza eloquente. L’intento del saggio è di offrire una storia della televisione dal punto di vista delle donne. Non ci sono molti studi su questo tema.<strong></strong></p>
<p><strong><em>Nella storia degli ultimi decenni televisivi, quale periodo è stato più attento alla rappresentatività femminile? </em></strong></p>
<p>Il periodo migliore che ha fatto emergere talenti femminili si colloca subito dopo la riforma della tivù, dal 1976 al 1980. Erano per intenderci gli anni di Massimo Fichera e di Mimmo Strano. <strong></strong></p>
<p><strong><em>Si può affermare che il corpo delle donne venga “usato” nella televisione italiana? </em></strong></p>
<p>Il dramma, ciò che io definisco “abuso”, è che in tivù non emerge mai la competenza femminile. Prendiamo la vostra categoria. Se ci fa caso, ogni volta che si deve far parlare un manager o un professionista si interpella un uomo. Emma Marcegaglia o Susanna Camusso appaiono solo perché sono al vertice di importanti organizzazioni. Alle donne si affidano l’informazione astrologica, i delitti a sfondo femminile e in generale ruoli che non rendono loro giustizia. Le donne nella società italiana sono un’altra cosa, le gambe o i seni prorompenti nel piccolo schermo dal mio punto di vista non sono il vero scandalo.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/veline.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3764" title="veline" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/veline-300x248.png" alt="" width="300" height="248" /></a></p>
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		<title>Parità di genere: in un libro le sfide di oggi</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 13:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi vi consigliamo un libro che ci è piaciuto molto: La sfida delle giovani donne (Franco Angeli). Le tre autrici sono Francesca Zajczyk, docente di Sociologia urbana presso la Facoltà di Sociologia dell&#8217;Università di Milano-Bicocca e coordinatrice del dottorato di Ricerca Interdisciplinare sulla Società dell&#8217;Informazione &#8220;Projects Quality of Life in the Information Society&#8221; (QUA_SI), Barbara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi vi consigliamo un libro che ci è piaciuto molto:<strong> <a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=19309&amp;Tipo=Libro&amp;titolo=La+sfida+delle+giovani+donne.+I+numeri+di+un+percorso+ad+ostacoli" target="_blank">La sfida delle giovani donne</a></strong><a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=19309&amp;Tipo=Libro&amp;titolo=La+sfida+delle+giovani+donne.+I+numeri+di+un+percorso+ad+ostacoli" target="_blank"> </a>(Franco Angeli). Le tre autrici sono <strong>Francesca Zajczyk</strong>, docente di Sociologia urbana presso la Facoltà di Sociologia dell&#8217;Università di Milano-Bicocca e coordinatrice del dottorato di Ricerca Interdisciplinare sulla Società dell&#8217;Informazione &#8220;Projects Quality of Life in the Information Society&#8221; (QUA_SI),<strong> Barbara Borlini</strong>, borsista presso l&#8217;Istituto Italiano di Scienze Umane SUM di Firenze e <strong>Francesca Crosta</strong>, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell&#8217;Università di Milano-Bicocca .</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro del saggio il divario ancora da colmare tra donne e uomini in ambito lavorativo con numeri inequivocabili. Le sfide per raggiungere le posizioni apicali in azienda vengono interpretate in maniera chiara e allo stesso tempo si propongono alcune soluzioni per uscire da questo impasse.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/09/la-sfida-delle-giovani-donne.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3739" title="la sfida delle giovani donne" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/09/la-sfida-delle-giovani-donne-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/09/la-sfida-delle-giovani-donne.jpg"></a></p>
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		<title>Consigli letterari/3</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altri consigli letterari da due manager del gruppo Donne. Alessandra Persico: &#8220;Mio amato Frank&#8221;, di Nancy Horan (Einaudi). Il romanzo narra della vita privata del celebre architetto americano Frank Loyd Wright, che si innamora, ricambiato, di una donna sposata, all&#8217;inizio del secolo scorso. La storia contrastata dei due innamorati porta con sé la tragedia finale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altri consigli letterari da due manager del gruppo Donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandra Persico: &#8220;Mio amato Frank&#8221;, di Nancy Horan (Einaudi). Il romanzo narra della vita privata del celebre architetto americano Frank Loyd Wright, che si innamora, ricambiato, di una donna sposata, all&#8217;inizio del secolo scorso. La storia contrastata dei due innamorati porta con sé la tragedia finale ma analizza anche passo dopo passo il tormento della donna, coraggiosa, colta in epoca non sospetta e desiderosa di lavorare e lottare per i diritti di tutte le donne. Una donna combattuta tra l&#8217;amore per i figli e quello per l&#8217;uomo, incontrato troppo tardi per poter pensare a  una vita &#8220;normale&#8221; accanto a lui. Consiglio anche il primo romanzo dell&#8217;autrice, uscito sempre per i tipi di Einaudi.</p>
<p>Eva Bassi: &#8220;Che tu sia per me il coltello&#8221;  di David Grossman (Mondadori). Una storia d&#8217;amore intensa e scritta in modo fantastico.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/horan_mioamatofrank.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3626" title="horan_mioamatofrank" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/horan_mioamatofrank.jpg" alt="" width="129" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/che-tu-sia-per-me-il-coltello.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3627" title="che tu sia per me il coltello" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/che-tu-sia-per-me-il-coltello-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" /></a></p>
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		<title>Ancora due libri, &#8220;Più felice&#8221; e &#8220;Una donna&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Pugi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per questa estate vi consiglio due libri che mi hanno entusiasmato. Il primo è “Più felice” di Tal Ben-Shahar (Baldini Castoldi Dalai). Partendo dal presupposto che viviamo in un mondo stressante, dietro a carriera, famiglia, vita sociale, l’autore fornisce un approccio per migliorare la qualità della nostra vita. Il saggio è scritto da un  professore ad Harward (insegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per questa estate vi consiglio due libri che mi hanno entusiasmato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è “Più felice” di Tal Ben-Shahar (Baldini Castoldi Dalai). Partendo dal presupposto che viviamo in un mondo stressante, dietro a carriera, famiglia, vita sociale, l’autore fornisce un approccio per migliorare la qualità della nostra vita. Il saggio è scritto da un  professore ad Harward (insegna Psicologia della leadership e Psicologia positiva), pensato per i manager, ma perfetto per tutte le donne che lavorano e tentano disperatamente di far contenti tutti, senza però riuscire ad accontentare se stesse.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/piu-felice.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3619" title="piu-felice" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/piu-felice.jpg" alt="" width="106" height="160" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo titolo è un classico, scritto nel 1906: “Una donna” di Sibilla Aleramo (Feltrinelli). Il racconto autobiografico di una donna che nel 1906 si separa dal marito, rinunciando al proprio figlio, pur di poter lavorare e vivere. Se le vacanze sono il momento per riscoprire i classici, questo è uno dei primi libri femministi, senza sapere di esserlo. Chissà cosa sarebbe diventata la protagonista, se solo fosse vissuta ai nostri tempi?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/una-donna.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3620" title="una donna" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/una-donna-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a></p>
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		<title>Cinque compagni di viaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 07:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[premio campiello]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse ci vorrebbe un incipit un po’ più originale del solito “estate, tempo di letture”. Però, di fatto, questa frase rituale nel mondo dei giornali, blog e siti di informazione prima delle ferie corrisponde a una sacrosanta verità: finalmente un po’ di tempo per riscoprire la lettura, un piacere sottile per la mente e lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse ci vorrebbe un incipit un po’ più originale del solito “estate, tempo di letture”. Però, di fatto, questa frase rituale nel mondo dei giornali, blog e siti di informazione prima delle ferie corrisponde a una sacrosanta verità: finalmente un po’ di tempo per riscoprire la lettura, un piacere sottile per la mente e lo spirito. <strong>Forse dovremmo veramente mettere nel cassetto per qualche giorno i nostri pc e gli smartphone in grado di tenerci ancorati alle email e alla nostra attività lavorativa</strong> e tuffarci non solo nel mare o in piscina ma nelle pagine di carta o digitali (gli ebook stanno prendendo quota) dei libri. Unica raccomandazione: trovate romanzi, racconti, saggi, opere teatrali, classici… tutto ciò che vi tenga lontani dal lavoro e vi faccia sognare mondi, storie e personaggi in grado di trasportarvi in un viaggio che nessun tour operator vi potrà mai vendere: quello letterario. Per allenare l’immaginazione e stimolare la vostra creatività. Siamo certe tra l’altro che uno “sforzo” di questo tipo possa avere dei vantaggi anche sulla vostra professione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/se-tu-fossi-qui-maria-pia-ammirati.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3602" title="se-tu-fossi-qui-maria-pia-ammirati" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/se-tu-fossi-qui-maria-pia-ammirati-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Queste riflessioni nascono da un evento organizzato a fine giugno da ManpowerGroup, una serata che aveva l’obiettivo di presentare i cinque finalisti al Premio Campiello di settembre. <strong>Anche noi della redazione del blog Donne eravamo presenti e siamo rimasti colpiti dall’attenzione del pubblico – in gran parte formato da uomini e donne d’azienda, rappresentanti della cosiddetta business community – verso opere di narrativa</strong>. In realtà la scrittura di un libro richiede un lungo lavoro e l’idea romantica dell’ispirazione dall’alto oggi farebbe ridere qualunque editore. E poi, oltre alla lunga fase di gestazione dell’opera, c’è il lancio, la promozione, le vendite eccetera eccetera. Una strategia, quindi, manageriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/disegnare-il-vento.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3603" title="disegnare il vento" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/disegnare-il-vento-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo a loro, i romanzi. Storie diverse tra loro ma accomunate dall’originalità e dalla volontà di scandagliare la psicologia dei protagonisti, un viaggio interiore che ben si presta ad essere consigliato in questo periodo estivo. A cominciare dal thriller psicologico <strong>Se tu fossi qui</strong> di Maria Pia Ammirati (Cairo Editore) sulla vita di un uomo sconvolta dalla morte improvvisa della propria moglie, una mattina come tante altre: ma siamo sicuri che la donna non avesse segreti?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/lultima-sposa-di-palmira.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3604" title="l'ultima-sposa-di-palmira" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/lultima-sposa-di-palmira-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E ancora,<strong> Disegnare il vento</strong> di Ernesto Ferrero (Einaudi) sull’universo fatto di libri, immaginazione e qualche delirio di Emilio Salgari; <strong>L’ultima sposa di Palmira</strong> di Giuseppe Lupo (Marsilio), la storia del post terremoto del 1980 e della ricerca di una donna “leggendaria”; <strong>Di fama e di sventura</strong> di Federica Manzon (Mondadori), su uno strano personaggio dotato di una sensibilità fuori dal comune e in grado di leggere il futuro. </p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/di-fama-e-di-sventura.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3605" title="di fama e di sventura" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/di-fama-e-di-sventura-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, <strong>Non tutti i bastardi sono di Vienna</strong> di Andrea Molesini (Sellerio) sullo sfondo della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca, a pochi chilometri dal Piave, un gruppo di personaggi in una dimora storica, che racchiude aspirazioni, desideri di rivalsa e nostalgie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/non-tutti-i-bastardi-sono-di-vienna1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3608" title="non-tutti-i-bastardi-sono-di-vienna" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/non-tutti-i-bastardi-sono-di-vienna1-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Buone vacanze e buona lettura a tutti!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/07/non-tutti-i-bastardi-sono-di-vienna.jpg"></a></p>
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		<title>Vademecum per il colloquio con gli insegnanti</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 08:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Donne / Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[È intelligente ma non si applica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ammettiamolo, andare a parlare con gli insegnanti dei nostri figli non è sempre semplice, anche per un manager. Tra chi tende a prendere le difese dei ragazzi e chi invece dà piena fiducia a chi sta in cattedra, spesso si affronta questo momento di confronto con una certa tensione. Abbiamo voluto allora chiedere qualche suggerimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ammettiamolo, andare a parlare con gli <strong>insegnanti</strong> dei nostri figli non è sempre semplice, anche per un manager. Tra chi tende a prendere le difese dei ragazzi e chi invece dà piena fiducia a chi sta in cattedra, spesso si affronta questo momento di confronto con una certa tensione. Abbiamo voluto allora chiedere qualche suggerimento a un’esperta, la psicologa italo-svizzera <a href="http://www.vittoria-cesari-lusso.ch" target="_blank">Vittoria Cesari Lusso</a>, autrice del libro “<em>È intelligente ma non si applica</em>” (Erickson).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2706 alignnone" title="Genitori e Insegnanti" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/10/in_classe.jpg" alt="" width="346" height="279" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi si affronta il colloquio con gli insegnanti con un atteggiamento difensivo nei confronti dei figli, mentre un tempo si preferiva ascoltare senza ribattere. Cosa è cambiato in questi anni?</strong><br />
Non occorre essere una star della sociologia per accorgersi quante cose, capaci di esercitare un’influenza sul <strong>rapporto insegnanti-genitori</strong>, siano cambiate negli ultimi decenni. I mutamenti sono sotto gli occhi di tutti. Tra questi vale la pena ricordare il passaggio da una scuola di élite a una scuola di massa. La durata della scuola dell’obbligo si è notevolmente allungata e anche i livelli post-obbligatori sono ormai frequentati da un’altissima percentuale di giovani. Gli insegnanti formano oggi un esercito quasi totalmente femminile, mal retribuito e con un certo handicap d’immagine.  Assistiamo poi alla scomparsa di una gerarchia sul piano del sapere tra genitori e docenti. Si può dire che prima della seconda guerra mondiale l’insegnante era mediamente più colto della stragrande maggioranza dei genitori. Nei villaggi di un tempo il maestro era un’autorità al pari del sindaco, del medico e del farmacista. Oggi invece non pochi genitori hanno titoli di studio equivalenti o persino più elevati rispetto ai docenti dei propri figli, e sono convinti, a torto o a ragione, di avere qualcosa da dire anche in materia di didattica e di pedagogia. Gli stili di vita, educativi e pedagogici sono inoltre profondamente cambiati: l’accento è messo oggi più sui diritti e sul benessere individuale che sui doveri e sugli interessi della collettività. Anche il profilo demografico della popolazione è completamente mutato: nei clan familiari c’è un costante aumento del numero degli adulti rispetto a quello dei bambini. Questi godono ormai dello status privilegiato di merce rara.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2705"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le ripercussioni sul piano psicologico e relazionale?</strong><br />
I figli sono percepiti sempre più come oggetti di gratificazione narcisistica e l’attenzione di cui godono è spesso smisurata. Un tempo quando un bambino tornava a casa da scuola gli si chiedeva se era stato rispettoso nei  confronti della maestra. Ora gli si domanda invece se la maestra è stata abbastanza gentile con lui. Inoltre, quando i bambini arrivano copiosi e non pianificati, i genitori tendevano a meglio accettare l’inevitabile scarto tra il figlio sognato e il figlio reale. Oggi che i figli sono progettati e programmati, ci si aspetta da loro che corrispondano all’ideale vagheggiato. Se questo poi non succede, la colpa viene non di rado attribuita anche agli insegnanti.<br />
Questi cambiamenti epocali fanno sì che i docenti abbiano sempre più bisogno di sviluppare adeguante competenze comunicative e buone conoscenze in materia di psicologia delle relazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i consigli che si sente di dare a un genitore?</strong><br />
Quando l’allievo va bene e si comporta educatamente a scuola normalmente non sorgono problemi nei colloqui tra insegnanti e genitori. La comunicazione diventa invece molto più delicata quando si tratta di trovare soluzioni per rimediare a difficoltà scolastiche o di comportamento degli allievi, in particolare quando gli interlocutori adulti hanno scarse competenze relazionali e comunicative.<br />
Dai dati che ho potuto raccogliere nei miei incontri di formazione del personale docente, si può ricavare una buona e una cattiva notizia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iniziamo dalla buona notizia.</strong><br />
I casi di relazioni particolarmente difficili tra docenti e genitori sono piuttosto rari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Veniamo alla cattiva.</strong><br />
Spesso basta un solo caso per fabbricare forti dosi di stress a livello dell’insegnante, della classe, del dirigente scolastico, dei genitori eccetera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In queste situazioni che si fa?</strong><br />
Sotto la pressione dello stress, dell’ansia e della frustrazione, il primo riflesso è quello di cercare un colpevole. È così che di volta in volta, da un lato,  si designeranno come colpevoli genitori troppo permissivi, troppo aggressivi, troppo assenti, troppo presi dai loro contrasti coniugali; dall’altro, docenti mancanti di autorità, ingiusti nei confronti di certi allievi, poco motivati a curare i talenti dei piccoli “innocenti campioni”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è l’errore più comune che fanno gli adulti?</strong><br />
È quello di litigare tra loro invece di considerarsi come alleati che cercano le vie migliori per aiutare l’allievo a comportarsi in modo più adeguato, oppure a superare le difficoltà in una determinata materia, eccetera. Detto altrimenti, l’errore capitale è quello di cercare di far sentire l’interlocutore come  parte del problema e non della soluzione. E in questi casi chi ci rimette è l’allievo. Esso si sentirà preso tra due fuochi e non riceverà i sostegni e le indicazioni di cui ha bisogno. I giornali hanno recentemente parlato d’inauditi episodi in cui dei chirurghi litigavano nel corso di delicate operazioni, mettendo così in pericolo la vita del malcapitato paziente.<br />
Ebbene, capita non di rado che insegnanti e genitori si comportino un po’ allo stesso modo: si mettono a litigare tra loro, a discutere animosamente per dimostrare che l’altro ha torto. Risultato: chi ci rimette è l’allievo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è insomma un problema di qualità della comunicazione.</strong><br />
Sì. Il ruolo professionale del docente implica che egli assuma oggi la responsabilità di “esperto” in materia di qualità della comunicazione. Nel mio ultimo libro ho presentato numerose situazioni concrete di tensione tra scuola e famiglia, indicando ogni volta quali erano dal punto di vista dei docenti le trappole da evitare e quali invece le modalità concrete di gestione capaci di produrre sbocchi positivi. In particolare, fare in modo che i colloqui si svolgano in spazi e tempi adeguati; presentare  i problemi dell’allievo attraverso esempi concreti e fattuali, evitando di ricorrere a sterili giudizi  generici del tipo: è svogliato, è caotico, è insolente; ascoltare in modo professionale il punto di vista del genitore; evitare di formulare all’indirizzo dei genitori messaggi (più o meno impliciti) che li discreditano e li colpevolizzano; proporre obiettivi di miglioramento graduali, concreti e verificabili; costruire un’alleanza con i genitori  in vista di tali obiettivi e verificare costantemente il raggiungimento delle varie tappe previste dal percorso di miglioramento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una volta a casa si deve parlare del colloquio con i figli? E in che modo?</strong><br />
Se si sono ricevuti gradevoli complimenti, vale la pena di condividerli  con i diretti interessati e di assaporare assieme la gratificazione.<br />
Ma anche se si è discusso di un problema di comportamento o rendimento è altrettanto importante parlarne con i figli, visto che sono loro a dover migliorare.<br />
Affinché possano effettivamente progredire sono necessarie almeno tre condizioni: in primo luogo, che abbiamo chiaro cosa devono fare concretamente  nei giorni seguenti per rimediare al problema; secondariamente, che capiscano che docenti e genitori sono alleati e non rivali che si squalificano reciprocamente; infine, che quando un piccolo miglioramento si produce, non ci si limiti a dire che c’è ancora molta strada da fare, ma al contrario si prenda atto con soddisfazione dei primi cambiamenti positivi, capaci in seguito di generare altri cambiamenti.</p>
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		<title>Anche il nostro blog va in vacanza</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vogliamo ringraziare tutti coloro che con le loro visite hanno seguito il nostro blog, sempre più numerosi, in particolare in questi ultimi mesi. Questo ci conforta e ci sprona a proseguire nel cammino, soprattutto ci indica che il percorso che stiamo seguendo riscuote attenzione e produce interesse sui temi che noi trattiamo. Ma ora è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vogliamo ringraziare tutti coloro che con le loro visite hanno seguito il nostro blog, sempre più numerosi, in particolare in questi ultimi mesi. Questo ci conforta e ci sprona a proseguire nel cammino, soprattutto ci indica che il percorso che stiamo seguendo riscuote attenzione e produce interesse sui temi che noi trattiamo.<br />
Ma ora è <strong>tempo di vacanza</strong> anche per noi, lo saremo per tutto il mese di <strong>agosto</strong> ma torneremo a settembre con rinnovata energia soprattutto perchè il <strong>programma 2010/2011</strong> approvato dal <strong>Gruppo Donne Manager </strong>nell&#8217;ultima riunione plenaria di Giugno, è particolarmente ricco ed impegnativo.</p>
<p style="text-align: center;">
<img class="alignnone size-full wp-image-2350" title="Il blog donnemanager va in vacanza" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/08/vacanze.jpg" alt="Il blog donnemanager va in vacanza" width="320" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ve ne parleremo sicuramente al nostro ritorno a settembre quando verrà anche riattivato il nostro calendario con tutte le iniziative del nostro Gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2349"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo anche quest&#8217;anno approfitto del nostro blog per segnalarvi una bellissima <strong>località</strong> <strong>da visitare</strong> ed un <strong>libro</strong> <strong>da</strong> <strong>leggere</strong>:</p>
<ul>
<li>La località umbra è <a href="http://www.benvenutiapanicale.it/" target="_blank">Panicale</a>, vicino al lago Trasimeno, che qualcuno di voi vorrà inserire nel proprio itinerario delle vacanze. Durante l&#8217;estate è ricco di varie manifestazioni che lo rendono ancora più attraente.</li>
</ul>
<ul>
<li>Per chi invece vorrà farsi accompagnare da un <strong>libro</strong> non particolarmente impegnativo,consiglio la lettura di  &#8220;<a href="http://www.anobii.com/books/Mille_splendidi_soli/9788838487033/0197da495e89507fd1/" target="_blank">Mille splendidi soli</a>&#8221; di <a href="http://www.anobii.com/contributors/Khaled_Hosseini/41188/" target="_blank">Khaled Hosseini</a>.<br />
Non è un libro nuovo, ma anch&#8217;io l&#8217;ho letto solo di recente. L&#8217;autore è lo stesso del più famoso &#8220;<a href="http://www.anobii.com/books/Il_cacciatore_di_aquiloni/9788838481727/011a5e23f9928e8d4a/" target="_blank">Il cacciatore di aquiloni</a>&#8220;. Si tratta di un romanzo che ha come sfondo un paese martoriato dalle guerre, l&#8217;Afganistan. Questa lettura ci aiuta a sentire questo Paese più vicino, a comprenderne meglio la storia degli ultimi anni e perchè ancor oggi sia ancora tormentato.<br />
Martoriata è la sua gente, quella comune, quella che non ha nulla a che fare con i signori della guerra, ma che è vittima dei macro interessi economici mondiali che sono alla base di tutte le guerre, ci farà capire meglio come un Paese vive l&#8217;avvicendarsi di &#8220;padroni&#8221;, dove le varie etnie subiscono a turno  persecuzioni, di cosa significa vivere in un paese dove la vita, la dignità della donna è calpestata, schiavizzata e vittima della arroganza degli uomini anche in nome delle religioni. Comprendiamo anche la miseria di quelle popolazioni i cui paesi sono quotidianamente alla ribalta delle nostre cronache, magari perchè un nostro soldato è rimasto vittima di un attentato, ma di cui è assolutamente dimenticata la sofferenza.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Buone vacanze, arrivederci a settembre.<br />
Marisa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le avventure di una giovane madre: dal blog al romanzo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’appuntamento è per questa sera alle 18 presso la libreria Mondadori Multicenter di Piazza Duomo a Milano: Chiara Cecilia Santamaria (anche conosciuta come @machedavvero su twitter), giornalista freelance e blogger, presenterà il libro Quello che le mamme non dicono, un racconto in prima persona molto legato alla sua esperienza di mamma di 28 anni alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’appuntamento è per questa sera alle 18 presso la libreria Mondadori Multicenter di Piazza Duomo a Milano: <strong>Chiara Cecilia Santamaria </strong>(anche conosciuta come <a href="http://twitter.com/machedavvero" target="_blank"><strong>@machedavvero</strong></a> su <a href="http://twitter.com/manageritalia" target="_blank">twitter</a>), <strong>giornalista freelance e blogger</strong>, presenterà il libro <strong>Quello che le mamme non dicono</strong>, un racconto in prima persona molto legato alla sua esperienza di <strong>mamma</strong> di 28 anni alle prese con un pupo.<br />
L’abbiamo sentita al telefono mentre da Roma, città dove vive, stava raggiungendo Milano per la presentazione di stasera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2168 aligncenter" title="Quello che le mamme non dicono" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/05/mamme_non_dicono-1024x746.jpg" alt="" width="456" height="331" /></p>
<p><strong>Come nasce l’idea di un libro sull’esperienza della maternità?</strong><br />
Nasce dal mio blog, <a href="http://www.macheddavero.it" target="_blank">www.machedavvero.it</a> in cui racconto quello che mi è capitato. Lavoravo in un’azienda con prospettive di crescita, sono rimasta incinta del tutto inaspettatamente e <strong>al quinto mese di gravidanza il mio contratto è scaduto</strong>. I miei superiori mi hanno comunicato che non era previsto un rinnovo. Nel libro ho cercato di proporre una mia visione della maternità, diversa dagli stereotipi, con un po’ di ironia, attraverso un linguaggio leggero. Il mio obiettivo, nella vita così come nella scrittura, è quello di portare avanti la mia vita al 100% come prima, benché le mie giornate sia state stravolte da <strong>mio figlio</strong>, una sorpresa che resta per me meravigliosa.</p>
<p><strong>Quali sono le principali sfide di una giovane donna che diventa madre?</strong><br />
<strong>Conciliare la propria vita con quella del bambino</strong>, trovare un punto di incontro tra il fatto di essere <strong>donna</strong>, non trascurare quindi la vita di coppia, i propri interessi e passioni. Purtroppo<strong> in Italia non ci sono soluzioni valide da permettere una flessibilità per entrambi i ruoli</strong>. Siamo indietro, troppo indietro, rispetto ad altri paesi.</p>
<p><strong>In che termini, secondo lei è possibile conciliare il fatto di essere una giovane madre con il lavoro e la carriera?</strong><br />
È necessario studiare nuove forme di <strong>flessibilità</strong>. In Italia sopravvivono concezioni del lavoro anacronistiche. Quindi ben venga il <strong>telelavoro</strong>, il <strong>part-time verticale</strong>, non il finto part-time che in realtà è una copertura per pagare di meno. Occorre poi applicare in maniera rigida le <strong>leggi già in vigore</strong>, molte aziende fanno finta di niente. E per finire, un maggiore controllo e riconoscimento del lavoro al <strong>rientro dalla maternità</strong>. Ancora troppe donne smettono di fare carriera, vengono dequalificate o interrompono proprio il lavoro, come è successo a me.</p>
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		<title>Donne, lavoro e potere: ne parliamo con Cristina Bombelli</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 12:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del dibattito sulla leadership femminile previsto giovedì sera alle 18 alla libreria Egea dell&#8217;Università Bocconi, abbiamo fatto qualche domanda a Cristina Bombelli, studiosa delle tematiche legate alla donna nel mondo del lavoro, delle differenze di genere nelle organizzazioni e autrice di &#8220;Alice in business land&#8220;, il libro che offrirà molti spunti per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del dibattito sulla leadership femminile previsto <a href="http://www.egeaonline.it/ITA/Eventi/News.aspx?IDAgenda=1741&amp;" target="_blank">giovedì sera alle 18 alla <strong>libreria Egea</strong> dell&#8217;<strong>Università Bocconi</strong>,</a> abbiamo fatto qualche domanda a <a href="http://www.bombelli.net/" target="_blank">Cristina Bombelli</a>, studiosa delle tematiche legate alla donna nel mondo del lavoro, delle differenze di genere nelle organizzazioni e autrice di &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788862501002/bombelli-m--cristina/alice-business-land.html" target="_blank">Alice in business land</a>&#8220;, il libro che offrirà molti spunti per la discussione di domani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/BombelliCristina.gif"><img class="size-medium wp-image-2013 aligncenter" title="BombelliCristina" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/BombelliCristina-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Chi è l&#8217;Alice nel mondo del lavoro di oggi e quali avventure/disavventure deve prepararsi ad affrontare?</strong></p>
<p>Alice è una donna un po&#8217; ingenua, cosa che non dipende dall&#8217;età. Di solito crede che quanto capita a lei sia dovuto a sue incapacità e non<br />
si rende conto che ci sono delle logiche organizzative che presiedono alla problematiche nel mondo del lavoro. Prende le cose sul personale<br />
e consegna tutta se stessa ai problemi che affronta, invece di vedere le dinamiche organizzative con lucidità, comprendendo che i giudizi<br />
lavorativi non coincidono necessariamente con quelli esistenziali.</p>
<p><strong>Le differenze di genere in azienda sono destinate ad essere sempre più riconosciute oppure scompariranno come valore in sé?</strong></p>
<p>Le differenze si coglieranno sempre più in termini di competenza. Ovviamente le donne non sono tutte uguali, ma alcune caratteristiche<br />
sono spesso più femminili: far crescere i proprio collaboratori, saper gestire i conflitti in modo propositivo, ascoltare le opinioni degli<br />
altri. Caratteristiche queste che servono alle organizzazioni e che sono spesso poco valorizzate. Per questo saranno sempre più riconosciute.</p>
<p><strong>Il lavoro femminile ha sue specificità, oppure è anacronistico pensare a un modello universale di donna che lavora?</strong></p>
<p>Tutti i modelli universali andranno in crisi perchè il mondo è molto diverso, come sono diverse le persone. Certamente le donne lavoreranno<br />
sempre più, stanno studiando per questo e sarebbe uno spreco sociale non utilizzare questi talenti. Certo anche gli uomini sembrano<br />
apprezzare, ad esempio, le gioie della paternità.</p>
<p><strong>Nel suo libro lei affronta il tema della leadership femminile. In che termini una leader donna è diversa da un leader uomo?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per ora ci sono poche evidenze di una leadership al femminile molto diversa perché poche sono ancora le donne leader.<br />
Ma sicuramente le competenze femminili sopra descritte aprono la porta a una leader meno gerarchica, meno isolata, più sensibile ai<br />
bisogni del gruppo e della collettività.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/alice320x_1_Standard.jpg"><img class="size-medium wp-image-2014 aligncenter" title="Alice in Business Land" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/alice320x_1_Standard-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a></p>
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