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	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; Donne / Università</title>
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	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
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		<title>Donne, la festa finisce con la laurea&#8230; o no?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Università]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è la dura realtà che viene presentata nei campus universitari americani. Ma non per tutti, dato che il messaggio è diretto soprattutto agli studenti di sesso femminile, racconta Amy Siskind sull’Huffington Post . Nel 2011 per la prima volta nella storia degli Stati Uniti le donne hanno superato gli uomini nel numero dei laureati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/women-career.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4350" title="women-career" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/women-career-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Questa è la dura realtà che viene presentata nei campus universitari americani. Ma non per tutti, dato che il messaggio è diretto soprattutto agli studenti di sesso femminile, racconta <a href="http://www.huffingtonpost.com/amy-siskind/its-the-economy-girlfrien_b_1224531.html">Amy Siskind sull’Huffington Post </a>.</p>
<p><strong>Nel 2011 per la prima volta nella storia degli Stati Uniti le donne hanno superato gli uomini nel numero dei laureati, ma una volta entrate nel mondo del lavoro i percorsi di carriera sono molto diversi.</strong> In settori come la gestione aziendale e la politica gli uomini occupano ancora l’84 e l’83% dei ruoli di leadership. Il gap salariale, poi, è ancora molto forte e tende ad allargarsi nel corso degli anni.</p>
<p>Siskind individua una serie di motivi. In testa, la rete dei contatti, che per gli uomini è più solida e precoce (la squadra sportiva, il golf club del padre e via dicendo). Le battaglie dei movimenti degli anni 60 e 70 hanno sicuramente portato a dei grandi risultati in tema di occupazione femminile, ma, spiega Siskind, è stato un po’ come affidare una macchina a qualcuno senza dare lezioni di guida. Lezioni di guida, che, in un’ottica professionale potrebbero essere riassunte come segue.</p>
<p><strong>Lezione 1: È l’economia, cara</strong></p>
<p>La questione centrale per le donne di oggi è l’indipendenza economica. Con i soldi arriva il controllo. Fortunatamente, le donne hanno di recente iniziato a comprendere l&#8217;importanza delle loro finanze, che si riflette in un cambiamento marcato nei modelli sociali.</p>
<p><strong>Lezione 2: Guadagnare denaro è una cosa giusta</strong></p>
<p>Le scelte di carriera sono i principali motivi della disparità salariale. Oggi le giovani donne sono ancora bombardate da messaggi, più o meno subdoli, non solo da parte dei media e della cultura popolare, ma anche di docenti universitari, secondo i quali le persone devono aiutarsi tra loro, rifuggire l’avidità, il potere o il guadagno. Una conseguenza di tutto ciò? Diamo un’occhiata a quante donne lavorano nel sociale: l’80% dei laureati in psicologia sono donne, il 90% dei posti di assistenti sociali è ricoperto da donne, idem per l’88% dei lavori di assistenza domestica. Nel frattempo… il numero di donne laureate che entrano in Wall Street è sceso del 22% negli ultimi dieci anni!</p>
<p><strong>Lezione 3: Create il vostro brand, rendetevi indispensabili </strong></p>
<p>Siete persone ma anche un brand, inteso come la somma delle vostre competenze, degli studi, della formazione e dei legami. È un errore pensare che le uniche persone che contano sono i vostri superiori e che occorre conquistarsi solo la loro stima. I colleghi della vostra età sono altrettanto importanti, così come il pubblico esterno all&#8217;azienda.</p>
<p><strong>Lezione 4: # Mentor_Up!</strong></p>
<p>Non bisogna credere che le connessioni si possano sviluppare in modo automatico in ufficio. Occorre dedicarci del tempo, privilegiando magari le esperienze di affiancamento (mentoring), formazione e, soprattutto, sui social network, professionali e non.</p>
<p><strong>Lezione 5: Le brave ragazze chiedono</strong></p>
<p>Forgiare legami con maestri, formatori e colleghi, ricordarsi che dietro ogni grande donna spesso c’è una o più donne che hanno collaborato con lei. Ma, soprattutto, non avere paura di chiedere, di farsi avanti, senza paura di sbagliare. Esponetevi per farvi strada nella vita e nel mondo del lavoro e pretendete ciò che vi spetta.</p>
<p><strong>Gli ostacoli sono molti, ma è una sfida che senz&#8217;altro vale la pena di intraprendere. Cosa ne pensate? Quali consigli vi sentite di dare alle donne che escono dall&#8217;università e fanno i primi passi in azienda?</strong></p>
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		<title>Un premio per le tesi di laurea sulle pari opportunità</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 18:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Università]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[concorso a premi]]></category>
		<category><![CDATA[nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[parità genere]]></category>
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		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[tesi di laurea]]></category>

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		<description><![CDATA[La Provincia di Nuoro ha indetto un concorso a premi per valorizzare le migliori tesi di laurea aventi come tematica il genere femminile nei suoi aspetti: culturali,sociali, economici, istituzionali, politico-giuridici e filosofici. Giunto quest&#8217;anno alla terza edizione Il premio è finalizzato sia a promuovere l’impegno delle studentesse e degli studenti universitari, residenti in Sardegna, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Provincia di Nuoro</strong> ha indetto un concorso a premi per valorizzare le migliori tesi di laurea aventi come tematica il genere femminile nei suoi aspetti: culturali,sociali, economici, istituzionali, politico-giuridici e filosofici.</p>
<p>Giunto quest&#8217;anno alla terza edizione Il premio è finalizzato sia a promuovere l’impegno delle studentesse e degli studenti universitari, residenti in Sardegna, che nella scelta della tesi si sono orientate/i verso uno dei temi più importanti e attuali della nostra vita sociale: la <strong>parità di genere</strong>; sia quello di sensibilizzare tutti coloro che afferiscono all’Università ad affrontare e approfondire la tematica delle pari opportunità tra uomo e donna e contribuire ad evidenziare ed abbattere gli stereotipi di genere.</p>
<p>Questi i premi: la Commissione giudicatrice assegnerà  Euro 1.200,00 al primo classificato, Euro 800,00 al secondo classificato ed Euro 600,00 al terzo classificato.<br />
La scadenza per presentare i lavori è fissata per le ore 13.00 del giorno 31/05/2010. Il materiale andrà inviato all’ufficio Posta in Arrivo della Provincia di Nuoro.<br />
I requisiti richiesti e le modalità di partecipazione sono riportati nel <a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/05/esatto-estratto-bando-3-edizione-te.doc" target="_blank"><strong>bando</strong></a> e sul sito web <a href="http://www.provincia.nuoro.it" target="_blank"><strong>www.provincia.nuoro.it</strong></a> .</p>
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		<title>Il futuro dei figli: maggiore attenzione ai maschi di Eligio Levi</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 08:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Università]]></category>
		<category><![CDATA[giovani maschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora, e con molto piacere, riportiamo una riflessione del ns caro collega Eligio Levi sul tema dei figli&#8230;lui è un &#8220;nonno&#8221;, uno splendido nonno che ama molto i giovani e li frequenta  poichè, come lui stesso afferma nel suo scritto, ne avvicina moltissimi nelle scuole dove, come Maestro del Lavoro, è promotore volontario di interessanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora, e con molto piacere, riportiamo una riflessione del ns caro collega <strong>Eligio Levi</strong> sul tema dei figli&#8230;lui è un &#8220;nonno&#8221;, uno splendido nonno che ama molto i giovani e li frequenta  poichè, come lui stesso afferma nel suo scritto, ne avvicina moltissimi nelle scuole dove, come Maestro del Lavoro, è promotore volontario di interessanti iniziative.</p>
<p>                                                                                     <br />
Riprendo un argomento che ho già  trattato su questo blog.</p>
<p>Questa volta mi riferisco in particolare al <strong>futuro dei figli maschi</strong>.<br />
Prendo spunto dall’articolo apparso sul &#8220;Mondo&#8221; del 12 giugno u.s., “<strong>Addio maschio, il futuro è  donna</strong>” . Tra la miriade di dati che l’articolista ( Ennio Caretto ) riporta  voglio riferirmi in particolare alla<strong> maggior dedizione<br />
allo studio che le  femmine hanno rispetto ai maschi.</strong></p>
<p>Secondo l’Ocse <strong>tra vent’anni in Italia il 70% della popolazione universitaria sarà femminile</strong>.</p>
<p>La mia, anche se modesta, conoscenza del mondo scolastico mi porta a condividere questa ipotesi.<br />
Ogni anno, vado nelle scuole per diffondere la cultura del lavoro, incontro centinaia di giovani  e, constato, con sempre maggiore evidenza, come le ragazze siano mediamente migliori dei maschi.</p>
<p>Sono più interessate, hanno  voglia di apprendere,  di affermarsi,  sono determinate, sanno cosa vogliono e sono convinte delle loro possibilità. In altre parole sono più disposte a mettersi in gioco per delineare il loro futuro.<br />
I maschi con la loro esuberanza, con l’aspetto fisico, spesso, sono convinti di essere in grado di  dominare le situazioni, ( magari con l’aiuto della mamma ), di essere sufficientemente preparati.</p>
<p>In realtà spesso non è così. La loro preparazione spesso è superficiale, il loro futuro non ancora ben  delineato<br />
L’Economist , già due anni fa scriveva, …..le famiglie moderne farebbero bene ad investire nelle figlie più che sui figli…..<br />
Attenzione signore non è che può aver ragione?</p>
<p><strong>Mi rivolgo alle colleghe, alle madri che tanto peso hanno nel determinare il futuro dei figli.</strong> Continuate a vigilare, a seguire i vostri figli, ma <strong>ponete una attenzione particolare ai vostri maschi</strong>. Cercate di far comprendere loro che devono e dovranno sempre più, confrontare le loro capacità con quelle delle loro amiche, delle loro compagne.</p>
<p><strong>I maschi hanno dovranno fare uno sforzo in più per conoscere, per sapere, per essere aggiornati. La tendenza che il 70% della popolazione universitaria sarà femminile non va sottovalutata.</strong></p>
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		<title>Quote azzurre in Iran</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 08:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Persico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Università]]></category>
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		<category><![CDATA[quote azzurre iran]]></category>
		<category><![CDATA[Quote rosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni articoli letti in questi giorni abbiamo appreso che in Iran il 60% delle persone che frequentano le università sono donne. Il governo ha proposto quindi di istituire delle quote azzurre per tutelare la presenza dei ragazzi negli atenei: in ogni facoltà ci sarà una quota rosa e una quota azzurra del 30% ciascuna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni articoli letti in questi giorni abbiamo appreso che <strong>in Iran il 60% delle persone che frequentano le università sono donne</strong>.</p>
<p><span id="more-119"></span><br />
Il governo ha proposto quindi di istituire delle <strong>quote azzurre per tutelare la presenza dei ragazzi  negli  atenei</strong>: in ogni facoltà ci sarà una quota rosa e una quota azzurra del 30% ciascuna. Solo il restante 40 % sarà lasciato alla libera competizione.</p>
<p>Questa proposta sta però incontrando alcuni ostacoli. L’avvocatessa Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace, ha per esempio detto che assumerà la difesa degli interessi delle studentesse che dovessero sentirsi discriminate. E la deputata conservatrice moderata Nafiseh Fayazbakhsh si è dichiarata &#8220;contraria ad ogni ingiustizia&#8221;, sia contro gli uomini che contro le donne.</p>
<p>La <strong>situazione</strong> sembra <strong>assai complessa</strong>: da un lato assistiamo ad un pregevole progresso in termini di riforme che ha portato in una ventina di anni al raddoppio della presenza delle donne negli atenei, dall’altro ci si scontra con una società che non è ancora pronta a ricevere tante donne preparate a ricoprire ruoli importanti nei diversi ambiti professionali.</p>
<p>Rimangono infatti alcune tradizioni che si scontrano con quelli che sono i risultati delle riforme: le donne medico ad esempio possono curare solo persone del medesimo sesso, questo potrebbe significare che troveremo molte dottoresse disoccupate e molti uomini che soffriranno malattie senza trovare il conforto delle cure di un medico.</p>
<p>Anche in questo caso, si propone la soluzione delle quote quando ci si trova di fronte ad una discrepanza tra ciò che si capisce essere il percorso corretto verso il progresso e la mentalità legata a tradizioni, credenze, abitudini e talvolta anche cecità, opportunismo, timore…</p>
<p>Una considerazione però va fatta, ed è del tutto personale. Mi pare infatti che se le <strong>quote rosa</strong> nei paesi occidentali rappresentano una possibile forzatura nei confronti di atteggiamenti  che precludono ulteriori sviluppi economico-sociali; le <strong>quote azzurre</strong> proposte dall’Iran d&#8217;altra parte sembrano essere un freno ad uno sviluppo che si sta rendendo possibile ma che, inevitabilmente, fa paura perché ha probabilmente superato ogni aspettativa.</p>
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		<title>L&#8217;Italia chiude le porte ai cervelli che vogliono rientrare?</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Università]]></category>
		<category><![CDATA[emanuela sala]]></category>
		<category><![CDATA[fuga cervelli]]></category>

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		<description><![CDATA[La dottoressa Emanuela Sala è stata una nostra collaboratrice: si è occupata dell&#8217;indagine fatta nel 2000 da Manageritalia di cui trovate maggiori informazioni qui. Collabora da qualche anno con una nota università in Uk, e ora che ha fatto la richiesta per il rientro in Italia ci sembra interessante condividere con voi il risultato: le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La dottoressa Emanuela Sala è stata una nostra collaboratrice: si è occupata dell&#8217;indagine fatta nel 2000 da Manageritalia di cui trovate maggiori informazioni <a href="http://www.manageritalia.it/menu1/associazioni/milano/gruppi_di_lavoro/gruppo_donne_manager/work_smarter.htm">qui</a>.</em></p>
<p><em> Collabora da qualche anno</em><em> con una nota università in Uk, e ora che ha fatto la richiesta per il rientro in Italia ci sembra interessante condividere con voi il risultato: le ho chiesto di scriverci le sue considerazioni, che sono molto interessanti.<br />
</em></p>
<p><em>Marisa Montegiove</em></p>
<p><span id="more-98"></span><br />
Care amiche e amici,</p>
<p>Si sente tanto parlare di politiche per il rientro dei cervelli e di programmi volti a incentivare il ritorno di studiosi che hanno deciso di andare a lavorare in prestigiosi istituti di ricerca all&#8217;estero, ma forse nessuno sa che nel 2008 il Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca Scientifica (MIUR) potrebbe NON finanziare il principale programma pensato a tal fine (in termini tecnici, la &#8220;chiamata diretta nel ruolo di associato o ordinario&#8221;). Per gli amanti del burocratese invito a leggere la comunicazione ministeriale <a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6889Fondo__cf2.htm">qui</a>.<br />
Per avere ulteriori informazioni si può, ovviamente, telefonare al Ministero.</p>
<p>Con la pubblicazione di tale comunicazione sono state anche bloccate le domande inoltrate nel 2007 (sebbene  la nota ministeriale faccia riferimento esplicito al 2008). Nonostante la sua intrinseca importanza, questa notizia sta passando inosservata nel disinteresse generale. Ultimamente si discute di cambiamento del Paese, innovazione e modernizzazione dell&#8217;Italia, ma come si può creare una nazione moderna se, dopo aver investito milioni di euro in formazione dei giovani intellettuali, si lasciano scappare i cervelli migliori e, infine, si impedisce a coloro che lo desiderano di condividere con i colleghi italiani l&#8217;esperienza maturata all&#8217;estero e di contribuire alla formazione delle giovani generazioni?</p>
<p>Vi ho scritto questo messaggio nella speranza che qualcuna/o possa portare all&#8217;attenzione dei media questa informazione.</p>
<p>Emanuela Sala</p>
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