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	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; Donne / Mondo</title>
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	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
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		<title>Gli stereotipi sulle donne di potere</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendiamo spunto dall’articolo di Jenna Goudreau su Forbes per elencare una serie di stereotipi molto diffusi sulle donne di potere, tra cui le manager. Benché ci siano settori e ambiti dove la presenza femminile è ancora fortemente limitata, è innegabile che nelle posizioni di vertice negli ultimi anni le donne sono aumentate. Sempre più sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/Hillary-Clinton-Usa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4388" title="HILLARY RODHAM CLINTON ATTENDS THE DEMOCRATIC NATIONAL CONVENTION" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/Hillary-Clinton-Usa-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /></a>Prendiamo spunto dall’articolo di <a href="http://www.forbes.com/sites/jennagoudreau/2011/10/24/worst-stereotypes-powerful-women-christine-lagarde-hillary-clinton/">Jenna Goudreau su Forbes</a> per elencare una serie di stereotipi molto diffusi sulle donne di potere, tra cui le manager. Benché ci siano settori e ambiti dove la presenza femminile è ancora fortemente limitata, è innegabile che nelle posizioni di vertice negli ultimi anni le donne sono aumentate. Sempre più sotto i riflettori e sulle copertine dei giornali le “icone di emancipazione”: donne potentissime che, almeno in occidente, ricoprono posizioni chiave. Qualche nome? Oprah Winfrey (media), Christine Lagarde (finanza), Dilma Rousseff (politica).</p>
<p><strong>Ciascuno di noi conosce donne potenti, anche in Italia. Donne che ce l’hanno fatta, spesso  pagando un prezzo molto alto in termini di sacrifici e scelte personali. Nei loro confronti, ci ricorda Goudreau, gli stereotipi si sprecano.</strong> È come se a livello di subconscio collettivo, ci fossero dei pregiudizi dettati magari dall’invidia o dallo scetticismo circa le loro effettive capacità. Vediamoli insieme.</p>
<p>1 &#8211; <strong>Regina di ghiaccio</strong>. Come Miranda Priestly, l’algida direttrice editoriale del romanzo e poi film “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_diavolo_veste_Prada_(film)">Il diavolo veste Prada</a>” (il personaggio tra l’altro si ispira a una donna reale che ha esattamente questa fama, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Wintour">Anna Wintour</a> di <em>Vogue America</em>). Lo stereotipo vuole che simili donne facciano di tutto per mascherare le proprie emozioni e i sentimenti sul lavoro perché sembrerebbero sinonimo di debolezza.</p>
<p>2 &#8211; <strong>Single e sola</strong>. Le statistiche in effetti mostrano che molte donne in carriera sono state costrette a rinunciare a una famiglia, ma non si può generalizzare, anche perché non tutte le donne desiderano fare figli. In ogni caso, se parlare di acrobazie è un eufemismo, si dovrebbe definire queste donne delle “eroine contemporanee”. Carriera, potere e famiglia: sì, molte ce la fanno a fare tutto. Chapeau.</p>
<p>3 &#8211; <strong>Tosta</strong>. Un aggettivo molto diffuso. “Quella donna è proprio tosta”. Detto altrimenti: tenace, determinata, imperterrita. Ma anche: rigida, severa, che non guarda in faccia a nessuno. Una specie di caterpillar insomma.</p>
<p>4 &#8211; <strong>Fragile e dipendente da qualcuno</strong>. È pur sempre una donna, quindi fragile, non va dimenticato (<a href="http://donne.manageritalia.it/elsa-fornero-scoppia-in-lacrime">le lacrime di Elsa Fornero</a> hanno del resto fatto scorrere fiumi d’inchiostro e polemiche). E poi non si è “fatta da sola”. “È arrivata lì perché ce l’hanno messa”. “È una figlia d’arte”. “Il frutto del lavoro di un team”. E via dicendo&#8230;</p>
<p>5 &#8211; <strong>Mascolina</strong>. Sia nel look &#8211; tailleur senza fronzoli, pantaloni, giacche squadrate e poco vistose &#8211; sia nel carattere &#8211; dure, ciniche, concentrate solo sui risultati, magari qualche parolaccia come intercalare (il turpiloquio in azienda non è forse virile?). In poche parole una “virago” che ha ereditato il peggio del carattere maschile, senza accorgersi però che in questo modo mortifica gli aspetti di solito più apprezzati della femminilità. Una donna di potere come una manager dovrebbe essere una donna a tutti gli effetti, almeno quando non scimmiotta lei stessa un certo modo di essere uomo, forse per insicurezza.</p>
<p>6 &#8211; <strong>Sleale</strong>. Ha trafficato, architettato, tramato, imbrogliato (e chi più ne ha più ne metta) per ottenere quella posizione, come le matrone dell&#8217;antica Roma. Nulla a che vedere insomma con la sua bravura e le sue capacità ma piuttosto un’attitudine alla spregiudicatezza e alla slealtà.</p>
<p>7 &#8211; <strong>Troppo emotiva</strong>. Nulla a che vedere con la sensibilità. In quanto donna c’è il rischio che non sappia ponderare bene e con freddezza le situazioni e sia vittima delle emozioni, positive o negative.</p>
<p>8 &#8211; <strong>Arrabbiata</strong>. La psicanalisi ha spesso affrontato il tema della <a href="http://www.wellnessoggi.com/2011/11/21/aggressivita-femminile/">rabbia femminile</a>, frutto del soffocamento dell’aggressività nell’educazione delle bambine. Se ricopre un incarico di potere e di prestigio è perché ha dovuto combattere duramente, quindi, di fatto, è un serpente velenoso sempre pronto a mordere.</p>
<p>9 &#8211; <strong>Una quota</strong>. È lì perché fa parte di una categoria protetta. Perché è giusto che ci siano un po’ di donne per essere equi o più semplicemente politically correct. Punto e basta.</p>
<p>10 &#8211; <strong>Una cheerleader</strong>. Appariscenti, seducenti, brillanti. Delle showgirl che fanno colore e che hanno saputo conquistare quella posizione grazie al loro fascino. Qualcuno si spinge oltre, ma questa è un’altra storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa pensate di questi pregiudizi? Quali secondo voi sono più duri e in che modo si possono combattere?  </strong></p>
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		<title>Più donne per la pace</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Persico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo avere riconosciuto il Nobel per la pace a tre donne lo scorso ottobre, ecco che anche l&#8217;amministrazione Obama  ha recentemente compreso il valore della  donna  nei processi di pace. Barack Obama  ha dunque imposto  agli organi del governo (dal dipartimento di Stato al ministero della Difesa, dall&#8217;agenzia per lo Sviluppo Internazionale alle missioni Onu) di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/nobel-pace-2011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4332" title="nobel-pace-2011" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/nobel-pace-2011-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Dopo avere riconosciuto il Nobel per la pace a tre donne lo scorso ottobre, ecco che anche l&#8217;amministrazione Obama  ha recentemente compreso il valore della  donna  nei processi di pace.</p>
<p><strong>Barack Obama  ha dunque imposto  agli organi del governo (dal dipartimento di Stato al ministero della Difesa, dall&#8217;agenzia per lo Sviluppo Internazionale alle missioni Onu) di aumentare la presenza</strong> <strong>di funzionari donne entro 150 giorni.</strong></p>
<p>Ci auguriamo dunque che questo porti a occuparsi con più attenzione dei problemi delle donne durante i conflitti: alle  violenze e  agli stupri da loro subiti  e alle vedove di guerra.</p>
<p><strong>Riteniamo che questo possa essere  un passo fondamentale verso la costruzione della pace</strong> e soprattutto della garanzia di presa in considerazione del punto di vista femminile nelle zone di guerra.</p>
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		<title>Quote rosa in Libia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lucini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Ansa ha appena diffuso la notizia di un progetto elettorale volto ad assegnare alle donne il 10% dei seggi disponibili nella nuova Assemblea Costituente libica, la cui elezione è prevista nel prossimo giugno. Energico il dissenso espresso dalle due principali associazioni a difesa dei diritti delle donne nel paese  - &#8220;The voice of Lybian women&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/libia-donne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4126" title="libia-donne" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/libia-donne-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>L&#8217;Ansa ha appena diffuso la notizia di un progetto elettorale volto ad assegnare alle donne il 10% dei seggi disponibili nella nuova Assemblea Costituente libica, la cui elezione è prevista nel prossimo giugno.<br />
<strong>Energico il dissenso espresso dalle due principali associazioni a difesa dei diritti delle donne nel paese</strong>  - &#8220;The voice of Lybian women&#8221; e &#8220;The Lybian rights Organization&#8221; &#8211; le quali trovano inaccettabile che venga destinato solo il 10% dei seggi a chi numericamente costituisce il 50% della popolazione.</p>
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		<title>Donne al comando: Christine Lagarde</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lucini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un aeroporto internazionale ho di recente acquistato un numero di Forbes dalla cui copertina sorride sicura Christine Lagarde, neoeletta direttore del Fondo Monetario Internazionale. Un ruolo non facile, soprattutto in questi tempi di crisi. La Lagarde, già dal 2004 inserita da Forbes tra le 100 donne più potenti del mondo, non è però nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un aeroporto internazionale ho di recente acquistato un numero di <em>Forbes</em> dalla cui copertina sorride sicura<strong> Christine</strong> <strong>Lagarde, neoeletta direttore del Fondo Monetario Internazionale. Un ruolo non facile, soprattutto in questi tempi di crisi.<br />
</strong>La Lagarde, già dal 2004 inserita da <em>Forbes</em> tra le 100 donne più potenti del mondo, non è però nuova a incarichi impegnativi e prestigiosi: è già stata ministro del Commercio Estero, dell’Agricoltura e della Pesca e delle Finanze in Francia.<br />
Nell’intervista ricorda con affetto di aver chiesto alla madre al telefono un consiglio circa l’opportunità o meno di cambiare al femminile il titolo di “ministro”. La risposta della madre fu: <strong>“No, non ce n’è bisogno. Cambia piuttosto il modo in cui vengono gestite le cose”.</strong></p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/christine-lagarde1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3976" title="christine-lagarde" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/christine-lagarde1-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/christine-lagarde-forbes.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Quanto è bello nascere in Islanda</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 07:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[State per dare alla luce una bella bambina? Ebbene… trasferitevi in Islanda ! Questa è la conclusione a cui si arriva dopo aver letto i risultati di un sondaggio promosso dalla rivista americana Newsweek.  La valutazione è stata condotta esaminando 165 paesi nel mondo. Il criterio di giudizio utilizzato ha preso in considerazione la condizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>State per dare alla luce una bella bambina? Ebbene… trasferitevi in Islanda !</p>
<p><strong>Questa è la conclusione a cui si arriva dopo aver letto i risultati di un sondaggio promosso dalla rivista americana<em> Newsweek</em>.</strong>  La valutazione è stata condotta esaminando 165 paesi nel mondo. Il criterio di giudizio utilizzato ha preso in considerazione la condizione della donna nel livello di istruzione, nella politica, nel sistema legislativo, nella salute e nella condizione economica. Ha vinto l’Islanda, ma più in generale il nord Europa e questo ce lo aspettavamo. In fondo alla lista, il Chad, l’Afghanistan, lo Yemen, il Congo&#8230; e anche questo ce lo aspettavamo.</p>
<p><strong>Ma indovinate dove troviamo l’Italia???</strong></p>
<p>Scorrendo la classifica si incontrano la Francia (12°) , l’Inghilterra (19°), il Canada, gli Usa, la Romania… poi la Cina, il Rwanda e la Mongolia. E l’Italia ? Ancora non la troviamo.</p>
<p><strong>Poi spunta alla “CINQUANTANOVESIMA”  posizione</strong>. Lo scrivo in maiuscolo perché questo proprio non me lo aspettavo! In particolare questo risultato è dato da percentuali molto basse per la condizione economica e la presenza delle donne in politica.</p>
<p>La notizia dei tre nobel per la pace 2011 a tre donne “simbolo” di paesi come la Liberia con la  sua presidente Ellen Johnson Sirleaf  e Leymah Gbowee dello Yemen con Tawakkol Karman permettono a questi paesi di sperare in un futuro migliore.</p>
<p><strong>E noi cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?</strong></p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/reykjavik.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3769" title="reykjavik" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/reykjavik-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 08:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[giorno della memoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche noi non dimentichiamo oggi, nè mai, l&#8217;orrore di quei giorni, nè dobbiamo ignorare l&#8217;orrore che ancora oggi nel mondo subiscono tanti uomini, donne e bambini. Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche noi non dimentichiamo oggi, nè mai, l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento" target="_blank">orrore di quei giorni</a>, nè dobbiamo ignorare l&#8217;orrore che ancora oggi nel mondo subiscono tanti uomini, donne e bambini.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-2934" title="Prigionieri di guerra" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/01/iraqi_prisoner_and_son2-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></p>
<p style="text-align: center;">
<blockquote><p><em>Voi che vivete sicuri<br />
nelle vostre tiepide case,<br />
voi che trovate tornando a sera<br />
il cibo caldo e visi amici:<br />
Considerate se questo è un uomo<br />
che lavora nel fango<br />
che non conosce pace<br />
che lotta per mezzo pane<br />
che muore per un si o per un no.<br />
Considerate se questa è una donna,<br />
senza capelli e senza nome<br />
senza più forza di ricordare<br />
vuoti gli occhi e freddo il grembo<br />
come una rana d&#8217;inverno.<br />
Meditate che questo è stato:<br />
vi comando queste parole.<br />
Scolpitele nel vostro cuore<br />
stando in casa andando per via,<br />
coricandovi, alzandovi.<br />
Ripetetele ai vostri figli.<br />
O vi si sfaccia la casa,<br />
la malattia vi impedisca,<br />
i vostri nati torcano il viso da voi.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Primo Levi</em></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Finalmente libera Aung San Suu Kyi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 10:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lucini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[liberazione Aung San Suu Kyi]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo 7 anni trascorsi agli arresti domiciliari, durante i quali a nulla sono valsi gli appelli provenienti da ogni parte del mondo e neppure il premio Nobel per la pace ricevuto nel 1991, Finalmente ora Aung San Suu Kyi è libera. Nonostante le difficoltà di questi anni di segregazione la sua energia e la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo 7 anni trascorsi agli arresti domiciliari, durante i quali a nulla sono valsi gli appelli provenienti da ogni parte del mondo e neppure il premio Nobel per la pace ricevuto nel 1991, <strong>Finalmente ora Aung San Suu Kyi è libera</strong>.<br />
Nonostante le difficoltà di questi anni di segregazione la sua energia e la sua voglia di lottare per portare la democrazia nel suo Paese non si sono spente, ma si sono anzi rafforzate. Già nel primo giorno di libertà la dissidente ha voluto parlare alla sua gente, e davanti alle circa 40 mila persone ha ribadito che “La base della democrazia è la libertà di parola” ed ha confermato di voler “lavorare con tutte le forze democratiche, <strong>senza perdere la speranza per un futuro migliore</strong>”. Ha poi sottolineato “di aver <strong>bisogno dell’energia della popolazione</strong>, perché niente può essere raggiunto senza la partecipazione della gente. Bisogna camminare insieme”.<br />
Inoltre durante gli incontri che ha già avuto con diplomatici di diversi paesi la coraggiosa leader ha lanciato un grido d’appello:</p>
<p>“<strong>la Birmania ha bisogno di aiuto</strong>. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, delle nazioni occidentali, di quelle orientali, di tutte”.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/Aung_San_Suu_Kyi04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2760" title="Aung_San_Suu_Kyi04" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/Aung_San_Suu_Kyi04.jpg" alt="" width="181" height="275" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dilma Rousseff alla guida del Brasile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 15:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lucini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’ è un nuovo capo di stato donna. Dilma Rousseff infatti è stata eletta presidente del Brasile e pare stia già mettendo a punto il suo governo all’ interno del quale, secondo le sue dichiarazioni, le donne troveranno ampio spazio. Quello delle pari opportunità è del resto un punto importante del suo programma elettorale, tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’ è un nuovo <strong>capo di stato</strong> donna.<br />
<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201011articoli/60065girata.asp" target="_blank">Dilma Rousseff infatti è stata eletta presidente del Brasile</a> e pare stia già mettendo a punto il suo <strong>governo</strong> all’ interno del quale, secondo le sue dichiarazioni, <strong>le donne troveranno ampio spazio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/dilma-r.1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2752" title="dilma r." src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/dilma-r.1-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Quello delle pari opportunità è del resto un punto importante del suo programma elettorale, tanto che proprio nel suo primo discorso ufficiale da Presidente ha dichiarato:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“ (…) Qui arriva la mia prima promessa post voto: onorare le donne brasiliane affinché questo fatto si trasformi in un qualcosa di naturale, che si ripeta anche nelle aziende e in tutti i settori della società.<strong> L’uguaglianza di opportunità tra uomini e donne è un principio fondante di ogni democrazia</strong>.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">I complimenti del Gruppo Donne Manageritalia a Dilma.<br />
Ed anche un grande in bocca al lupo.﻿</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un popolo, una regina</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 07:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[donne manager]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione bambini poveri]]></category>
		<category><![CDATA[principessa rania]]></category>
		<category><![CDATA[rania]]></category>
		<category><![CDATA[rania di giordania]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono appena tornata dalla Giordania, paese che offre molte meraviglie…. Petra, Jerash, Betania, Mar Morto, il Monte Nebo… i giordani e la loro regina. Sono rimasta affascinata da un popolo umile e gentile e colpita dall’attaccamento e l’ amore che tutti provano per la loro regina: Rania. Non è stato facile, le sue idee moderne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono appena tornata dalla <strong>Giordania</strong>, paese che offre molte meraviglie…. Petra, Jerash, Betania, Mar Morto, il Monte Nebo… i giordani e la loro regina. Sono rimasta affascinata da un popolo umile e gentile e colpita dall’attaccamento e l’ amore che tutti provano per la loro regina: <strong>Rania</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/rania-di-giordania.jpg"><img class="size-full wp-image-2396 aligncenter" title="rania di giordania" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/rania-di-giordania.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2395"></span>Non è stato facile, le sue idee moderne non sono state subito accettate, ma con il suo coraggio è riuscita  a portare avanti battaglie a favore dell’infanzia e delle donne con risultati che si possono percepire anche girando il paese da comuni turisti.<br />
Alle donne sta donando la possibilità di poter difendere i propri diritti e di uscire dalla sottomissione.  Sta consentendo alle donne di attingere a microfinanziamenti per poter avviare una attività lavorativa e uscire dalla povertà.<br />
Oltre a lottare contro ogni forma di violenza verso i bambini è convinta che l’istruzione di base sia l’arma vincente per difenderli. Lancia campagne e raccoglie fondi a favore dell’<strong>istruzione per i bambini pover</strong>i nel mondo.<br />
Oggi la sua ultima sfida, in un paese dove l’acqua è il bene più prezioso, riuscire a lanciare un turismo basato su strutture eco-compatibili di lusso ad impatto zero per permettere di visitare, ma anche  proteggere l’ambiente che viene man mano trasformato in vere e proprie riserve naturali.</p>
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		<title>Stati Uniti, le ragazze single guadagnano più dei loro coetanei</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
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		<category><![CDATA[donne manager internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[donne pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[meritocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Reach Advisor di New York]]></category>
		<category><![CDATA[stipendi]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia è uno “scoop” delle pari opportunità: secondo la ricerca del Reach Advisor di New York pubblicata su Usa Today, le donne tra i 22 e i 30 anni non sposate e senza figli hanno stipendi superiori ai coetanei uomini (in media, 27.000 dollari in più, pari all’8%). La tendenza prima si è radicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La notizia è uno “scoop” delle pari opportunità: secondo la ricerca del <a href="http://www.npr.org/player/v2/mediaPlayer.html?action=1&amp;t=1&amp;islist=false&amp;id=129584041&amp;m=129584544" target="_blank">Reach Advisor di New York</a> pubblicata su <a href="http://www.usatoday.com/money/workplace/2010-09-01-single-women_N.htm" target="_blank">Usa Today</a>, le donne tra i 22 e i 30 anni non sposate e senza figli hanno <strong>stipendi</strong> superiori ai coetanei uomini (in media, 27.000 dollari in più, pari all’8%). La tendenza prima si è radicata nelle aree metropolitane e poi si è estesa anche nei piccoli centri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/donna-manager.jpg"><img class="size-full wp-image-2377 aligncenter" title="donna manager" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/donna-manager.jpg" alt="" width="178" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2376"></span>Il motivo di questo divario retributivo sta nell’elevato livello di istruzione delle donne giovani: tre quarti delle ragazze che escono dalle superiori si iscrivono al college, contro i due terzi dei maschi e le studentesse che si laureano con voti alti superano di una volta e mezzo il numero dei maschi. È chiaro che in un <strong>sistema meritocratico </strong>le giovani donne con voti alti pretendano salari elevati. Conditio sine qua non sembra essere il fatto di restare single e senza figli per potersi concentrare sulla carriera, almeno in questa fase della loro vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, pare di capire che  in   Usa  il merito paga, ma i figli restano un ostacolo e allora vien da pensare che da noi va ancora peggio perché  il merito non paga e i figli restano un ostacolo ancora più insormontabile!</p>
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