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	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; Donne / Salute</title>
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	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
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		<title>Donna e lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 09:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’agenzia del lavoro Eurointerim S.p.a. vuol premiare i  migliori elaborati in tema di “donna e lavoro” lanciando la 4° edizione del concorso omonimo. Il concorso è aperto a uomini e donne e i temi prescelti sono interessanti e molteplici.
I temi prescelti:
 Donne straniere e integrazione;
 Lavoro: un mondo non ancora a misura di donna;
 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’<strong>agenzia del lavoro</strong> <a href="http://www.eurointerim.it" target="_blank">Eurointerim S.p.a.</a> vuol premiare i  migliori elaborati in tema di <strong>“donna e lavoro”</strong> lanciando la 4° edizione del concorso omonimo. Il concorso è aperto a uomini e donne e i temi prescelti sono interessanti e molteplici.</p>
<p><center><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/07/eurointerim.gif"><img class="size-full wp-image-2343 aligncenter" title="eurointerim" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/07/eurointerim.gif" alt="" width="133" height="181" /></a></center><span id="more-2340"></span>I <strong>temi</strong> prescelti:</p>
<li> Donne straniere e integrazione;</li>
<li> Lavoro: un mondo non ancora a misura di donna;</li>
<li> Donne tra potenzialità e accesso al potere;</li>
<li> Maternità come valore sociale;</li>
<li> Perdita del lavoro e possibilità di ricollocamento femminile;</li>
<li> Binomio lavoro/salute: fattori di rischio e qualità di vita;</li>
<li> Idee al femminile per il mondo della scuola;</li>
<li> Donne viste dalle donne;</li>
<p style="text-align: justify;">I lavori più innovativi, concreti e creativi saranno premiati con Euro 3.000, Euro  2.000, Euro 1.000. La metà del premio sarà destinata ad una associazione di beneficienza a scelta del vincitore.<br />
All’interno dello stesso concorso un premio speciale alla poesia che meglio riuscirà a colpire per personalità, originalità e sensibilità.<br />
La <strong>scadenza</strong> del concorso è prevista per il <strong>15 novembre 2010</strong>. Per ogni informazione è possibile contattare il  <strong>Numero Verde 800/020303</strong></p>
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		<title>Salviamo un bambino</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 16:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensiamo ad una madre, pensiamo ad un bambino, è del tutto naturale provare tenerezza.
Ma se ci fermiamo a riflettere è semplice immaginare come la complessità della vita quotidiana può non permettere alle madri di garantire la sopravvivenza dei  loro bambini.
Il nuovo rapporto diffuso il 9 maggio scorso da ANCI Ricerche per “Save the Children” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensiamo ad una <strong>madre</strong>, pensiamo ad un <strong>bambino</strong>, è del tutto naturale provare tenerezza.<br />
Ma se ci fermiamo a riflettere è semplice immaginare come la complessità della vita quotidiana può non permettere alle madri di garantire la sopravvivenza dei  loro bambini.<br />
Il nuovo <strong>rapporto</strong> diffuso il <strong>9 maggio</strong> scorso da <strong>ANCI</strong> <strong>Ricerche</strong> per “<strong>Save the Children</strong>” sulla <strong>mortalità</strong> e sulle <strong> condizioni</strong> di <strong>povertà</strong> delle <strong>madri</strong> non presenta dati incoraggianti.<br />
Alle 350 mila donne che <strong>perdono la vita</strong> nel mondo in conseguenza alla <strong>gravidanza</strong> o al <strong>parto</strong> si aggiungono i <strong>9 milioni di bambini</strong> che non riescono a raggiungere i 5 anni di età.<br />
Tra i paesi dove le condizioni sono migliori troviamo Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania . I peggiori risultano invece Afghanistan, Niger, Chad, Guinea Bissau, Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Sudan, Eritrea, Guinea Equatoriale.<br />
L’<strong>Italia</strong> si posiziona al 17esimo posto con <strong>tassi di mortalità</strong> molto <strong>bassi</strong>. Ma il risultato non è altrettanto soddisfacente se si analizza lo <strong>stato di povertà</strong> delle <strong>madri</strong>. Nel nostro paese <strong>1,6 milioni di madri versano in condizioni di grave ristrettezza</strong>.  Circa un milione hanno un figlio minorenne.<br />
Le principali cause sono da ricercare nelle <strong>difficoltà economiche</strong> che incontrano le <strong>madri</strong> in famiglia, ma soprattutto le madri sole; difficoltà che derivano  da problemi sul lavoro e da complicazioni nell’accedere ai servizi essenziali come ad esempio gli asili nido.<br />
“<strong>Save the Children</strong>”  con la <strong>campagna Every One</strong> ha già salvato <strong>500 mila</strong> <strong>bambini</strong>, un buon traguardo che può crescere esponenzialmente con l’aiuto di tutti noi.</p>
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		<title>La depressione post-partum</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 14:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Parviero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sul Corriere della Sera, ed in questi giorni sui media in genere, c&#8217;è clamore circa la patologia a noi nota e di cui tanto dibattiamo: la depressione post-partum.
Purtroppo  continuano incessanti gli eventi devastanti per la vita di tutti, in cui le neo-mamme compiono gesti inconsulti e di cui sono vittime i bambini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi sul <a href="http://www.corriere.it/salute/10_giugno_04/debac-memme-depresse-trattamento-sanitario-obbligatorio_05fe2e8a-6f9d-11df-b547-00144f02aabe.shtml" target="_blank"><strong>Corriere della Sera</strong></a>, ed in questi giorni sui <strong>media</strong> in genere, c&#8217;è clamore circa la <strong>patologia</strong> a noi nota e di cui tanto dibattiamo: la <strong>depressione post-partum</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo  continuano incessanti gli eventi devastanti per la vita di tutti, in cui le <strong>neo-mamme</strong> compiono gesti inconsulti e di cui sono vittime i <strong>bambini</strong> e le loro <strong>famiglie</strong>, le <strong>madri</strong> per prime che invece vengono sbattute con i loro visi devastati sulle pagine dei giornali come se ci fosse qualcosa da vedere sui loro volti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di seguire le donne 24h/24h, di ritenerle malate, del rischio noto, e c&#8217;è uno scambio acceso di vedute sulla modalità di trattamento della condizione di <strong>depressione post-partum</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che durante il nostro <a href="http://donne.manageritalia.it/22-febbraio-un-fiocco-in-azienda" target="_blank"><strong>convegno del 22 febbraio 2010</strong></a> è emerso a chiare lettere è che i primi interlocutori impreparati ad identificare questa patologia sono i <strong>ginecologi</strong> (secondo un questionario presentato durante il nostro convegno) .</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è sconcertante, è qui che dovrebbe essere fatta una massiva opera di <strong>formazione</strong>, <strong>addestramento</strong> e <strong>sensibilizzazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Manageritalia</strong> per prima ha messo mano e cuore al problema: si è spinta oltre, e <strong>prima in Italia ha studiato il tema</strong>, partendo da un <strong>questionario rivolto alle mamme</strong>, e coinvolgendo via via interlocutori importanti e partner esperti in materia per costruire il nostro progetto:<strong> <a href="http://donne.manageritalia.it/un-fiocco-in-azienda" target="_blank">Un Fiocco in azienda</a></strong>, una sfida in cui siamo tutti coinvolti, come lavoratori, cittadini e manager di azienda. Abbiamo iniziato a diffondere questo progetto, partendo dalla necessità primaria di sensibilizzazione, credendo fortemente nella potenzialità che hanno le aziende stesse in cui i nostri associati lavorano come players per la diffusione di temi così importanti per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti noi possiamo fare concretamente qualcosa in termini di <strong>sensibilizzazione e diffusione del problema</strong>.<br />
Il problema non è delle <strong>madri</strong>, ma delle <strong>famiglie</strong>, dei <strong>nuclei interi</strong> che devono poter riconoscere ed essere guidati nella cura di questa orribile condizione in cui versa la donna a ridosso della <strong>nascita di un figlio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coinvolgersi</strong>, ciascuno per primo, ed <strong>informarsi</strong>, perché vicino o lontano a qualcuno che conosciamo è già successo, e magari non ce ne siamo nemmeno resi conto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro che stress… news!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 10:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non ha mai provato stress a causa del lavoro? Se c’è qualcuno ci scriva subito un bel commento…
Certo è che la situazione non migliora, nel corso dei primi mesi del 2010 sono stati resi pubblici i risultati di importanti studi, tra cui il rapporto dell’Ispesl, che hanno evidenziato il diffondersi ormai a macchia d’olio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi non ha mai provato <strong>stress</strong> a causa del <strong>lavoro</strong>? Se c’è qualcuno ci scriva subito un bel commento…<br />
Certo è che la situazione non migliora, nel corso dei primi mesi del 2010 sono stati resi pubblici i risultati di <strong>importanti</strong> <strong>studi</strong>, tra cui il rapporto dell’<strong>Ispesl</strong>, che hanno evidenziato il <strong>diffondersi</strong> ormai a macchia d’olio <strong>di disturbi fisici e psichici legati al posto di lavoro</strong>. Nella fascia tra 35 e 44 anni le persone interessate sono circa 4.000.000, ma questo non è un fenomeno solo italiano, <strong>negli USA il 66% dei lavoratori lotta contro lo stress da lavoro</strong>.</p>
<p>Ma quali sono i  motivi? Beh impossibile citarli tutti&#8230;</p>
<p>L’inseguire il posto “fisso”, il clima aziendale (specialmente in momenti di crisi), il comportamento dei <strong>colleghi</strong>, il rapporto con il <strong>capo</strong> o il datore di lavoro, la mansione non coerente con la propria preparazione, <strong>gli orari</strong>, il carico di lavoro, i ritmi sempre più incalzanti, ecc. Per <strong>le donne, che risultano le più colpite</strong>, sono da aggiungere le <strong>discriminazioni sessuali</strong> e le problematiche legate alla <strong>conciliazione con la famiglia</strong>, ecc.</p>
<p>Ma veniamo alle <strong>news</strong>, una delle principali cause di stress che colpisce i manager (sia donne che uomini) mi ha sorpreso moltissimo: è il frutto del <strong>tentativo di <a href="http://donne.manageritalia.it/regole-di-diversity" target="_blank">modificare il proprio comportamento</a> in funzione dell’altro sesso</strong>.<br />
Le <strong>donne che ricoprono cariche dirigenziali hanno ridotto gli effetti derivanti da sensibilità, cortesia, empatia per rendersi più simili agli uomini</strong>. Viceversa gli uomini hanno cercato di enfatizzare ancora di più questi stessi aspetti.</p>
<p>Quello che in realtà si sta ottenendo è un <strong>forte grado di stress dovuto al continuo imporre al proprio carattere un comportamento diverso da quello naturale</strong>. Un impedimento alla valorizzazione dei propri pregi,  nonché grosse difficoltà nell’instaurare rapporti “veri” e a socializzare con i colleghi.</p>
<p>Dagli USA è in arrivo la “<em>soluzione</em>”: <strong>Team building ai fornelli</strong>. L’ultima moda prevede <strong>corsi di cucina per i manager</strong> con lo scopo di <strong> favorire e sviluppare il gioco di squadra </strong>sia durante la preparazione, ma anche durante  l’assaggio, la degustazione dei cibi e di fronte ad un buon vino. Questa la formula per far risaltare la personalità di ciascuno pur all’interno di un lavoro di gruppo, creare rapporti basati sulla fiducia, abbattere lo stress e le barriere tra i manager.<br />
Che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allarme HIV a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 08:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Persico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una teenager milanese su 6 perde la verginità a 14 anni. La prima volta può accadere anche tra i banchi di scuola (nel 10% dei casi) e troppo spesso non si usa il profilattico (37%), aumentando il rischio di trasmissione di virus come l&#8217;Hiv.
Dilagano inoltre tra i ragazzini una serie di comportamenti sessuali impropri, basati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <strong>teenager milanese </strong>su 6 <a href="http://coppia.pourfemme.it/articolo/verginita-la-prima-volta-a-14-anni-per-molte-adolescenti/2929/" target="_blank"><strong>perde la verginità</strong> a 14 anni</a>. La prima volta può accadere anche tra i banchi di scuola (nel 10% dei casi) e troppo spesso <a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/10_aprile_27/aids-prevenzione-sesso-adolescenti-quattordicenni-1602915304774.shtml" target="_blank"><strong>non si usa il profilattico</strong></a> (37%), aumentando il rischio di trasmissione di virus come l&#8217;<strong>Hiv</strong>.<br />
Dilagano inoltre tra i ragazzini una serie di comportamenti sessuali impropri, basati sul commercio online di scatti e video osé in cambio di ricariche telefoniche o oggetti firmati.<br />
A Milano, in media <strong>due persone al giorno vengono contagiate dal virus Hiv</strong>: una vera emergenza!<br />
I dati sono stati ricordati dall&#8217;assessore comunale alla Salute<a href="http://www.agi.it/milano/notizie/201004271743-cro-r010653-salute_aids_in_lombardia_diagnosticato_1_3_dei_casi_italiani" target="_blank"> <strong>Giampaolo Landi</strong> di Chiavenna</a> durante la premiazione dei giovani vincitori del concorso organizzato da «<a href="http://www.milanocontrolaids.org/" target="_blank"><strong>Milano contro l&#8217;Aids</strong></a>».</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/teen.jpg"><img class="size-medium wp-image-2088 aligncenter" title="Teenager a rischio?" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/teen-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Notizia agghiacciante che, come madre di due ragazze di 13 e 16 anni, mi lascia sconvolta.<br />
Le Istituzioni si stanno muovendo per educare i nostri ragazzi ma ci vuole il contributo di tutti per arginare il problema.</p>
<p>Si tratta come sempre di<strong> cultura e di educazione </strong>e non importa affatto se si è genitore di maschi o di femmine.<br />
Credo che il primo contributo sia quello di <strong>educare</strong> <strong>i nostri figli al rispetto</strong>: della <strong>vita</strong>, della persona, del corpo e dell’anima propria e altrui.<br />
Anche qualora volessimo escludere considerazioni di carattere etico, peraltro di fondamentale importanza, dovremmo comunque condividere obiettivi comuni come educatori.<br />
In gioco c’è la vita serena  dei nostri figli e in alcuni casi la vita stessa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aiutiamo Alice!</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/aiutiamo-alice</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 15:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle Poncet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Alice è una bambina dolcissima e la sua famiglia sta vivendo un periodo di grande tribolazione, sosteniamola fattivamente iscrivendoci al gruppo nato su Facebook e se qualcuno ha qualche possibilità concreta di azione lo faccia subito!
Tra poco non sarà più assistita&#8230;
Per chi non la conosce, Alice ha 10 anni, è nata con una malformazione cerebrale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Aiutiamo Alice" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/1007/71/n104789202891637_1762.jpg" alt="" width="200" height="149" /></p>
<p>Alice è una bambina dolcissima e la sua famiglia sta vivendo un periodo di grande tribolazione, sosteniamola fattivamente iscrivendoci al <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=104789202891637" target="_blank">gruppo nato su Facebook</a> e se qualcuno ha qualche possibilità concreta di azione lo faccia subito!</p>
<p>Tra poco non sarà più assistita&#8230;</p>
<blockquote><p><em>Per chi non la conosce, Alice ha 10 anni, è nata con una malformazione cerebrale che l’ha tenuta fisicamente e mentalmente come una bimba di 7-8 mesi, ma è gioiosa ed ha tanta voglia di vivere. E’ tracheotomizzata dal 2006, per 12/14 ore al giorno respira grazie ad un ventilatore meccanico portatile, e frequenta una scuola speciale strettamente collegata ad un centro di “degenza riabilitativa diurna” dell’ASL, la Fondazione Don Gnocchi di Pessano con Bornago, inutile dire che come un bimbo di 7 mesi deve essere seguita 24 ore su 24.<br />
Da un mese circa e senza motivi riscontrati fino ad ora, Alice non deglutisce più, (tutti gli esami che abbiamo fatto hanno dato esiti negativi) per cui la alimentiamo con un sondino naso-gastrico.</em></p>
<p><em>In questo scenario, come madre di Alice, posso qui affermare e confermare che la Fondazione Don Gnocchi, per i 5 anni che ha gestito e curato i problemi di salute ma anche di benessere della bambina, si è sempre comportata in modo corretto e onesto,ineccepibile, ma&#8230;.</em></p>
<p><em>&#8230;Ma arriviamo purtroppo a circa un mese fa, dove, vuoi<br />
per lo stress, vuoi per &#8220;incomprensioni&#8221;, vuoi per cattivo utilizzo delle parole, per difetto o per colpa, nella buona o nella cattiva fede, qualcosa non ha funzionato.<br />
E secondo i fatti, che non sono interpretabili, per tre giorni ho dovuto assistere mia figlia nell&#8217;alimentazione forzata, secondo i fatti, con un pessimo utilizzo delle parole, alcuni responsabili avevano paventato la concreta possibilità che la bambina non fosse più assistita presso la Fondazione (in quanto la loro struttura sembra che non sia più in grado di gestire le problematiche della bambina) con decorrenza immediata.</em></p>
<p><em>Arrivando cosi alla creazione del gruppo Facebook: &#8220;Aiutiamo Alice!&#8221;</em></p>
<p><em>Ieri, Martedi 6 Aprile 2010, la sottoscritta, Raffaele, il papà di Alice e Luigi, il fondatore di questo gruppo, abbiamo fatto un&#8217;incontro con la direzione del Don Gnocchi dove, una volta manifestato il mio disagio e le motivazioni della protesta, chiarite le divergenze e smorzati i toni della discussione, l&#8217;Istituto ci ha comunque confermato la loro impossibilità a seguire Alice per le ragioni sopra descritte ovvero, la struttura, secondo il loro parere, non è in grado di soddisfare i requisiti socio-sanitari che le condizioni di Alice richiederebbero.<br />
Nell&#8217;attesa che l&#8217;istituto trovi una soluzione alternativa, sono disposti a continuare ad accogliere Alice per il tempo necessario a questa transizione.</em></p>
<p><em>Io desidero, io voglio che Alice rimanga presso l&#8217;Istituto Don Gnocchi di Pessano con Bornago perchè è un&#8217;ottima struttura che unisce un&#8217;eccellente assistenza sanitaria con una struttura scolastica per disabili eccezionale ed è relativamente vicino casa il che mi permette di respirare.</em></p>
<p><em>Quindi? Dove verrà trasferita Alice? Perche&#8217; continuano a dichiarare un peggioramento di Alice che la realtà non mostra? Perchè vogliono &#8220;ospedalizzare&#8221; mia figlia?<br />
La struttura che potrebbe essere verosimilmente più idonea è a 25Km dalla mia abitazione, 45Km dal mio posto di lavoro, come riuscirò a gestire questa situazione?</em></p>
<p><em>Dunque, non è finita ed io non mollo, e voi?</em></p>
<p><em>da dopo pasqua (7 aprile) Alice ha ricominciato a frequentare la fondazione, e nonostante tutte le parole spese, nessuno si occupa di alimentarla in modo corretto, per cui per l&#8217;ennesima volta, devo andare io, prendendo un&#8217;ora e mezzo di ferie al giorno (la mia giornata lavorativa è di 6 ore)<br />
ieri 14 aprile la fondazione ha finalmente accettato di alimentarla correttamente.</em></p>
<p><em>Dunque, va meglio, ma non è finita ed io non mollo, e voi?</em></p>
<p><em>Alice e mamma Giordana </em></p></blockquote>
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		<title>Troppo pessimista?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Zanfrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Salute]]></category>
		<category><![CDATA[andrea genazzani]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
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		<category><![CDATA[repubblica.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto da un incisivo articolo pubblicato su Repubblica.it per riportare in vita un’annosa questione: carriera… figli … o tutte e due?
Noi donne ci giochiamo una bella parte della nostra vita a cercare di rendere compatibili e … sostenibili queste scelte.
In Italia sembra che questa conciliazione sia sempre più una chimera.
Da una parte le cause [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto da un incisivo articolo pubblicato su <a href="http://canali.kataweb.it/salute/2010/03/05/infertilita-per-una-coppia-su-sette-la-pma-funziona-ma-si-concepisce-tardi/" target="_blank">Repubblica.it</a> per riportare in vita un’annosa questione: carriera… figli … o tutte e due?<br />
Noi donne ci giochiamo una bella parte della nostra vita a cercare di rendere compatibili e … sostenibili queste scelte.<br />
In Italia sembra che questa <strong>conciliazione</strong> sia sempre più una chimera.<br />
Da una parte le cause sociali:</p>
<ul>
<li>uomini e padri che non si assumono compiti domestici e famigliari</li>
<li>strutture di supporto che mancano o hanno livelli di servizio inadeguati</li>
<li>datori di lavoro che licenziano le lavoratrici mamme</li>
<li>prospettive di carriera decisamente ridotte</li>
</ul>
<p>(tutti questi fatti sono liberamente tratti dai dati e dalle discussione apparsi in questi mesi sul nostro blog)<br />
L’articolo di Repubblica di oggi ci ricorda che anche la natura gioca contro.<br />
“I nuovi ruoli sociali e l’emancipazione  femminile hanno spostato la maternità dopo i 30 anni, in alcuni casi anche dopo i 35”. Solo che, ci spiegano gli esperti della Società di endocrinologia ginecologica, l&#8217;aspettativa di avere un figlio per una coppia nella quale è presente una donna di età superiore ai 35 anni è ridotta del 50% rispetto a chi ha un&#8217;età inferiore.  E anche le nuove frontiere della procreazione medicalmente assistita (<strong>Pma</strong>) non risolvono il problema: la percentuale di successo passa dal 25% al 5-7% se il ciclo di Pma viene praticato su una ultra quarantenne<br />
Sono cambiati i tempi, continua a spiegare l&#8217;esperto, ma per la biologia della donna il periodo migliore per la gravidanza resta sempre la fascia 20-30 anni; dai 30 ai 40 anni è ancora possibile concepire figli, ma dopo i 40 la fertilità spontanea decresce in maniera drastica.<br />
Andrea Genazzani, professore ordinario presso il dipartimento di medicina della procreazione dell’università di Pisa, sentenzia: “Il mio consiglio  è &#8216;lavorare&#8217; sui giovani per creare la consapevolezza che non tutto è possibile, che ognuno è libero di scegliere, ma che la biologia continua, pur con gli enormi progressi della medicina, ad imporci le sue leggi&#8221;.<br />
Si vorrà mai affrontare le conseguenze di questa legge della natura sulla società attuale?<br />
Nell’attesa, per come si stanno mettendo le cose durante questi periodi di slow economy, la prospettiva più probabile è di trovarsi senza figli e senza carriera!<br />
Troppo pessimista?</p>
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		<title>Sono davvero belle le donne con le rughe?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 07:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[manageritalia]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Calabrese]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Magazine del Corriere del 19 novembre, Pietro Calabrese dedica un&#8217;intera pagina all&#8217;elogio delle rughe.
Il suo articolo comincia così:
&#8220;Ho scoperto che adoro le rughe delle donne. Sono affascinato dalla bellezza di quelle linee sottili come onde marine o marcate come campi di grano subito dopo l&#8217;aratura. Sono belle le donne con le rughe. Hanno il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Magazine del Corriere del 19 novembre, Pietro Calabrese dedica un&#8217;intera pagina all&#8217;elogio delle rughe.<br />
Il suo articolo comincia così:<br />
&#8220;Ho scoperto che adoro le rughe delle donne. Sono affascinato dalla bellezza di quelle linee sottili come onde marine o marcate come campi di grano subito dopo l&#8217;aratura. Sono belle le donne con le rughe. Hanno il coraggio della loro età, della loro dignità, della loro bellezza&#8221;.</p>
<p>E continua così, per tutta la pagina, per concludere &#8220;Deliziose ragazze di una certa età che vivono i giorni con le loro rughe senza tempo. Almeno io la vedo così&#8221;.</p>
<p>Un po&#8217; esagerato, ma per un un quarto d&#8217;ora, mi ha consolato.</p>
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		<title>Un&#8217;iniezione di ottimismo per la nostra ripresa!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 10:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle Poncet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Sport]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Hilary Lister]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[tenacia]]></category>

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		<description><![CDATA[Coraggio, tenacia, resistenza&#8230;.Peculiarità di molte donne che hanno dato ad Hilary la capacità di arrivare a raggiungere, nonostante le avversità, il suo obiettivo.
Guardate il suo video all&#8217;arrivo:

e il suo sito  per capire meglio la sua avventura.
Well done!
Ne parlano anche qui
Guarda una bellissima galleria fotografica
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Coraggio, tenacia, resistenza</strong>&#8230;.Peculiarità di molte donne che hanno dato ad Hilary la capacità di arrivare a raggiungere, nonostante le avversità, il suo obiettivo.</p>
<p>Guardate il suo video all&#8217;arrivo:</p>
<p><object width="480" height="295" data="http://www.youtube.com/v/fLIJ7PO29Zs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fLIJ7PO29Zs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>e il suo <a href="www.hilarylister.com" target="_blank"><strong>sito</strong></a>  per capire meglio la sua avventura.</p>
<p><strong>Well done!</strong></p>
<p>Ne parlano anche <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/blog/grubrica.asp?ID_blog=211&amp;ID_articolo=148&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">qui<br />
</a><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/sport/hilary-lister/1.html" target="_blank">Guarda </a>una bellissima galleria fotografica</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questionario: quanto conosci il Papilloma Virus o HPV?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 09:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Quarta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Salute]]></category>
		<category><![CDATA[hpv]]></category>
		<category><![CDATA[questionario Papilloma Virus]]></category>

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		<description><![CDATA[Periodo di vacanze e di relax. Ma l&#8217;attenzione verso la nostra salute non ammette ferie.
Come Gruppo Donne Manager ci occupiamo anche di salute delle donne, come per il progetto post partum.  La nostra attenzione ora è puntata sul Virus HPV, un virus diffuso, che in alcuni casi è collegato ad un temibile tumore e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Periodo di vacanze e di relax. Ma <strong>l&#8217;attenzione verso la nostra salute non ammette ferie.</strong></p>
<p>Come Gruppo Donne Manager ci occupiamo anche di salute delle donne, come per il progetto post partum.  La nostra attenzione ora è puntata sul <strong>Virus HPV</strong>, un virus diffuso, che in alcuni casi è collegato ad un temibile tumore e che purtroppo sembra non essere ancora molto conosciuto. <strong>Come per moltissime altre malattie le uniche armi a nostra disposizione sono la prevenzione ed i vaccini. Lo screening regolare ed il vaccino rappresentano, infatti, ad oggi la strategia chiave nella prevenzione del cancro cervicale.</strong></p>
<p>Ebbene <strong>grazie anche alla collaborazione con la Prof.ssa Gismondo e alla sua <a href="http://www.fdmonlus.it/" target="_blank">Fondazione Donna</a> a Milano, abbiamo sviluppato un brevissimo<a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/questionario_hpv/" target="_blank"> questionario</a>  per cercare di analizzare il livello di conoscenza di questo virus, delle sue cause e delle conseguenze.</strong></p>
<p>Un progetto importante che vogliamo al più presto concretizzare. Per fare questo <strong>abbiamo bisogno del contributo di tutte voi, della vostra esperienza e collaborazione.</strong> Questo progetto, come altri realizzati dal nostro Gruppo, non è rivolto solo alle donne manager o alle donne che lavorano ma davvero a tutte noi donne perché <strong>la salute è un bene fondamentale che prescinde dal ruolo sociale o lavorativo</strong>.</p>
<p>Ci auguriamo quindi che le <strong>risposte possano essere davvero numerose</strong> così da poter fornire un <strong>concreto contributo alla realizzazione di questo progetto per la diffusione delle informazioni su questo Virus e sulle strategie per debellarlo.</strong></p>
<p><strong>Rispondi ora al </strong><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/questionario_hpv/" target="_blank"><strong>questionario</strong></a><strong>!</strong></p>
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