Sembra brutto dirlo, ma per fare carriera uno sponsor aiuta parecchio. Provocatorio? No, se ci intendiamo su cos’è davvero uno sponsor.

Innanzitutto distinguiamo tra mentor e sponsor. Un mentor dà consigli, ti guida nelle scelte, di solito non lavora nella tua azienda, ma può essere il tuo ex capo, il professore della tesi di laurea. Lo sponsor è un senior della tua stessa azienda, che usa la sua influenza appunto per “sponsorizzare” la tua candidatura per promozioni e avanzamenti di carriera.

Ma se un mentor ti sostiene perché gli fa piacere aiutare i giovani talenti a crescere, per stima, magari pure per simpatia; uno sponsor ti aiuta in quanto crede davvero che tu sia in grado di crescere, anche perché la sua immagine aziendale sarebbe danneggiata se usasse la sua influenza per promuovere una persona non all’altezza.

La maggioranza delle donne pensa che la prima cosa per fare carriera sia impegnarsi e lavorare duro. C’è la sensazione diffusa che far carriera con altri metodi sia “sporco”. Tante poi esitano a cercare occasioni di contatto con senior manager (statisticamente uomini) oltre quelle strettamente legate al ruolo aziendale, per paura di essere viste come coinvolte in relazioni extra-professionali.

Al contrario, gli uomini sono molto più propensi a cercare attivamente rapporti di sponsorship. E, allo stesso tempo, sono più disponibili ad aiutare a loro volta uomini piuttosto che donne, perché al riparo da possibili pettegolezzi.

Il rapporto pubblicato a giugno 2012 dal Center for Talent Innovation “Sponsor Effect: UK” parla chiaro: se le inglesi rappresentano il 57% delle assunzioni nei ruoli impiegatizi, ma non riescono a sfondare, la causa non sarebbe tanto la mancanza di ambizione o di servizi alla famiglia, ma l’assenza di sponsor.

Avere uno sponsor è in Gran Bretagna un fenomeno prettamente maschile e i senior uomini hanno il 50% di probabilità in più di avere uno sponsor delle senior donne. Così, quando gli uomini devono scegliere chi promuovere, tendono a cercare, e trovare, un “mini me”.

Ecco alcuni consigli per trovarsi uno sponsor:

  • lavorare sodo e ottenere una buona performance
  • dimostrare nel tempo lealtà e affidabilità;
  • costruirsi un proprio personal branding;
  • dimostrare seniority e quindi di essere pronti per crescere in responsabilità.

 

Qualcuno di voi ha avuto l’opportunità di contare su uno sponsor in azienda? Con quali risultati?