Dopo un decennio di “letargo”, l’articolo 9 della legge 53/2000 (la norma che prevede contributi a favore delle imprese per misure a sostegno della flessibilità e conciliazione famiglia-lavoro) ha avuto il via libera dalla conferenza Stato-Regioni, che l’ha riformulato.
Meno male, verrebbe da dire, visto che i progetti presentati dalle aziende finora sono stati ben pochi. Arianna Visentini analizza su Lavoce.info le ragioni di questo insuccesso, indicando tra le possibili soluzioni per dare riscontro pratico alla legge quella della delocalizzazione. Lasciamo dunque che siano le province, i comuni, le camere di commercio, le reti locali delle imprese a decidere quali siano le misure necessarie (nido pubblico, telelavoro, part-time ecc.) e gli interventi economici per favorire le pari opportunità nelle aziende?
Cosa ne pensate?
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