Che la prima condizione per far lavorare una donna nella televisione italiana sia l’avvenenza e la giovane età (o comunque un aspetto giovanile, più o meno naturale) non è certo una novità. I decenni scorrono, ma dalle maggiorate anni 80 in stile Drive-In alle vallette-veline-gieffine di oggi poco è cambiato. Qualche mese fa abbiamo anche approfondito questi problemi in un’intervista a Daniela Brancati.

In un contesto di vero e proprio degrado (lo spot incessante che invita a pagare il canone Rai appare grottesco quando i tatuaggi impudichi e le gambe nude sono una costante anche sul palco del teatro Ariston), un giudizio così perentorio da parte di un ministro della Repubblica come quello di Elsa Fornero durante il convegno di Valore D – ha addirittura invitato a spegnere il televisore – non può che farci ben sperare in un possibile cambiamento.

Il ministro del Lavoro ha in programma una serie di proposte per migliorare le pari opportunità nel nostro paese e quindi la posizione della donna nella società e nel mondo professionale. Seguiremo tutti gli sviluppi, appoggiando le iniziative in questa direzione. Nel frattempo, terremo anche noi la tv spenta.