Vi segnaliamo che il 19 Aprile 2010 alle ore 18.00 presso la Sala della Mercede, Palazzo Marini – via della Mercede 55, Roma, Corrente Rosa organizza un dibattito molto vicino ai nostri temi: con la Senatrice Maria Ida Germontani (PdL) e la Deputata Alessia Mosca (PD) sui DDL proposti al Senato e alla Camera per imporre una rappresentanza femminile nei CdA delle società quotate in Borsa.

Come già saprete l’impatto positivo di una maggior presenza femminile nelle posizioni decisionali è avvalorato da numerosi studi (Cerved, McKinsey). Ad esempio lo studio McKinsey “Women Matter” dimostra che le aziende con più donne ai vertici ottengono risultati migliori.

Il dibattito, partendo da questi studi, si pone l’obiettivo di rispondere alla seguente domanda: “Come possono le donne dare un nuovo impulso all’economia ?” o ancora “come far emergere il talento femminile, così poco valorizzato ?”
Una delle possibili risposte potrebbe essere quella di aumentare il numero di donne nei Consigli di Amministrazione. Questa soluzione è stata sostenuta nel 2007 nel Regno Unito quando un cospicuo numero di Presidenti e Amministratori Delegati di società quotate alla Borsa di Londra hanno scritto al Daily Telegraph per sottolineare l’importanza di aumentare il numero di donne nei CDA. Le donne – dissero – contribuiscono a creare Consigli più equilibrati e sulla base della nostra esperienza possiamo dire che hanno avuto un impatto positivo. I consigli di amministrazione sono spesso la parte meno trasparente delle aziende, con nomine che hanno origine essenzialmente nelle reti personali. In Francia, solo 98 persone controllano il 48% dei consigli del CAC 40. Per potere essere più globale e trasparente l’economia ha bisogno di uscire fuori dai vecchi schemi.

Un approccio possibile al fine di imprimere un cambiamento nel modo in cui sono nominati i consiglieri sarebbe quello di introdurre una legge, come è stato fatto in Norvegia, in Spagna e adesso è in discussione anche in Francia, che imponga delle quote di donne nei CDA, almeno per le società quotate in Borsa.

In Italia sono stati depositati 3 DDL: uno al Senato dalla Senatrice Maria Ida Germontani e due alla Camera dalla Deputata Alessia Mosca e dalla Deputata Lella Golfo.

Le motivazioni sono le stesse e i testi sono molto simili: cosa propongono?

Che ci sia un equilibrio tra i generi e che questo equilibrio sarà raggiunto quando il genere meno rappresentato avrà ottenuto un terzo dei rappresentanti negli organi di amministrazione (e controllo) delle società quotate in borsa. Si tratta di una misura temporanea applicabile per due mandati consecutivi. La Deputata Golfo prevede invece che la misura sia definitiva. La Consob è l’organo incaricato di prevedere sanzioni in un regolamento che nel caso della Senatrice dovrà essere emanato entro 6 mesi dalla entrata in vigore della legge, nel caso della Deputata invece il regolamento dovrà entrare in vigore dopo 90 giorni.

Le disposizioni della legge si applicheranno dal primo rinnovo dei CDA e non prima di sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge. La Deputata aggiunge che l’obbligo di parità si applicherà anche alle società a capitale pubblico o misto controllate da pubbliche amministrazioni.

La proposta di legge di Alessia Mosca (Proposta di legge C. 2956) è stata presentata il 18 novembre 2009 – abbinata con quello della Deputata Golfo (2426.) L’esame in Commissione è iniziato il 26 gennaio 2010.