Domenica sera tardi ho visto i primi servizi sulla manovra finanziaria appena varata e ho sentito che il ministro Elsa Fornero era scoppiata a piangere durante la conferenza stampa.
Ho subito pensato “ecco, adesso diranno che è la solita donna che non regge la tensione”, così sono andata a guardare il video, per capire meglio le cose.
Quello che ho visto è una donna competente, precisa, asciutta, che con parole misurate si preparava ad annunciare la parte più dura della manovra sulle pensioni (il blocco dell’adeguamento all’inflazione). Poi, sulla parola “sacrificio” si è lasciata andare e ha avuto difficoltà a continuare.
Quello che ho intravisto è la tensione di giorni e giorni di analisi, discussioni, il sapere che una soluzione veramente buona non esiste, che qualunque decisione avrebbe scontentato tanti, colpendo spesso persone non in grado di porre rimedio.
Quello che ho capito è la passione di una donna che vuole fare il meglio che è umanamente possibile, che ha investito una vita nel lavoro per arrivare a questo punto, che ha dato tutta se stessa per rendere questa manovra più equa possibile, per sentire di avere la coscienza a posto con i destinatari di questi sacrifici.
Tutti i ministri dovrebbero essere così.





Concordo su tutta la linea cara Silvia.
5 dicembre 2011 alle 11:46E mi duole leggere di uomini e donne (sui social network impazzano da ieri sera) che si scandalizzano nel vedere che una donna possa esprimere un’emozione in pubblico: giammai esprimere le emozioni, continuiamo con il distacco e che non si parli di coinvolgimento emotivo! Ma perchè?
Elsa Fornero potrebbe essere mia madre e io ho tutta la comprensione del mondo per le sue lacrime. Capisco cosa quelle lacrime volessero dire e al suo posto avrei potuto fare lo stesso.
Che ci si trovi in un momento difficile e che la monovra – comunque vada – segni fortemente un paese già in difficoltà è una condizione che non mi stupisce affatto. Io me lo aspettavo.
Come altrettanto mi aspetto altri interventi, doverosi, per il rilancio del paese.
Voglio credere che si stia lavorando per priorità e continuerò a partecipare al dibattito perchè dopo la scossa sulle pensioni arrivino i servizi nonchè i tagli alla macchina burocratica malata ricca di privilegi insensati ed inaccettabili.
Io sono contenta di vedere ricoprire quel ruolo da “una donna competente, precisa, asciutta”, che (solo!) dal 16 novembre sta lavorando per risanare un paese in condizioni disastrose facendo qualcosa che fino ad oggi nessuno, e ribadisco NESSUNO, è stato capace di fare.
I piagnistei non servono a nulla.
5 dicembre 2011 alle 14:11Nel ruolo istituzionale che ricopre, tra le caratteristiche richieste, vi e’ anche l’ autocontrollo e l’immagine percepita dai piu’ e’ quella che da tempo tentiamo di combattere e che rifuggiamo con tutte le nostre forze ma che purtroppo, soprattutto chi ci dovrebbe rappresentare, in questo modo non avvalora.
Un’altra occasione persa.
Lauretta Tortora
non vedo nulla di male nel fatto che la Signora Fornero si sia commossa.
5 dicembre 2011 alle 16:29Credo fosse molto sincera in questa sua emozione e come donna non mi sono sentita affatto disturbata, piangere non e’ mai un segno di debolezza!
Ben altre sono le caratteristiche che ci spingono a richiedere una parità.
Forse anche gli uomini dovrebbero cominciare a piangere, farebbe bene a loro e a noi tutti.
Ma questa e’ solo una stupida polemica, sappiamo che uomini e donne sono geneticamente diversi e la predisposizione al pianto una caratteristica delle donne di cui non vergognarsi.
Auguriamoci invece che oltre ad indignarsi perche all’incontro con i giovani non ci fossero donne, oltre che commuoversi alla parola sacrificio richiesta ad una categoria debole, si affianchi la determinazione a battersi per le donne, per sostenerle nel lavoro, nei problemi di conciliazione, e a risolvere insieme a loro le ancora molteplici problematiche che dobbiamo affrontare nel nostro Paese.
Ministro Fornero, il Gruppo Donne Manager e’ a sua disposizione…parliamone!
“I piagnistei non servono a nulla” ed “Un’altra occasione persa” sono le uniche due frasi che capisco del commento di Lauretta Tortora.
5 dicembre 2011 alle 23:04Non mi è chiara quale sia “l’immagine percepita dai piu’” e quando si dice “tentiamo di combattere e che rifuggiamo con tutte le nostre forze” non capisco a chi si riferisca quel “noi”.
Quello della ministra Fornero non assomiglia nemmeno lontanamente ad un piagnisteo (pianto lungo e molesto, lamentoso) ma anzi è più vicino ad una leggera commozione.
Ci lamentiamo delle donne che per far carriera emulano gli uomini rinunciando a mostrare la propria parte femminile.
Non ci rendiamo nemmeno conto che a certi ruoli è assegnata un’etichetta e che questa etichetta è stata costruita e sino ad oggi appartenuta quasi esclusivamente a uomini. Stiamo chiedendo alle donne di corrispondere alla norma disegnata sugli uomini?
La vera rivoluzione culturale è sostenere l’unicità delle donne ma sembra che non sia vero che le lacrime e l’empatia siano una prerogativa di tutte le donne, come non è vero che le lacrime non appartengono agli uomini: davanti a quelle immagini in TV mio marito aveva le lacrime agli occhi come me.
Io ero li, non proprio nel momento del pianto, ma ho vissuto la tensione della mattina, nella presentazione alle parti sociali delle Riforma. La tensione era alta quella domenica e anch’io non la potrò dimenticare. Lacrime e sangue, sacrifici e sogni infranti, poche parole che avrebbero cambiato il futuro di molti italiani, specialmente dei più deboli tra noi. Licenziati troppo giovani per andare in pensione e troppo anziani per lavorare, donne espulse da un mondo del lavoro ancora sessista, pensionati da mille euro al mese, operai con un lavoro durissimo da sostenere ancora per troppi anni. Solo una persona irresponsabile può decretare questi cambiamenti con il cuore leggero. Io sono con la Ministra Professoressa Elsa Fornero, per la sua passione civica. Personalmente non la giudicherò per le sue manifestazioni emotive ma per l’equità delle scelte prossime, per come gestirà i diritti civili che con quelle scelte sono stati minacciati. Sarà allora che non mi commuoverà, ma ora, per ora, ha il mio credito e la mia stima.
6 dicembre 2011 alle 10:23Personalmente credo che quel gesto l’abbia resa più umana, più vicina a noi, ma soprattutto più consapevole rispetto a molti altri politici, di tutto quello che questa manovra comporterà per la popolazione.
6 dicembre 2011 alle 12:54Come GDM ci battiamo per la valorizzazione della diversità di genere e non per l’omologazione delle donne agli uomini; ci battiamo soprattutto per la meritocrazia e non credo che una donna (o un uomo) debbano essere valutati per come esprimono le loro emozioni.
Pensando al nostro blog che “…vuole rappresentare un punto di riferimento per la creazione di una cultura della valorizzazione della diversità di genere; uno strumento per mettere in atto una vera e propria sfida culturale. Una sfida che non riguarda solo le donne, ma anche gli uomini, importanti alleati in questo percorso.”, con amarezza mi rendo conto che il processo per creare questa cultura della valorizzazione della diversità di genere è ancora lungo ed irto di ostacoli; ostacoli che purtroppo non sempre sono rappresentati dai nostri amati uomini ma dalle donne stesse.
quello che mi ha colpito nell’intervento della Sig.ra Fornero ( la chiamo sig.ra perchè così mi è
6 dicembre 2011 alle 19:05apparsa, una vera signora ) e la commozione, la sofferenza , il cercare di far capire che quello
che sarà fatto è inevitabile e che lei è sarà comunque dispiaciuta.)
complimenti SIGNORA , ce ne fossero come lei.
il commento della Tortora si qualifica da solo, meschino.
E’ cio’ che ho percepito anchio . dopo difficili consultazioni e punti di opinioni deve essere stato …..tremendo ….per non scendere in termini più duri…. dover dire che i primi a rimetterci saranno i più poveri.
6 dicembre 2011 alle 19:52Di fronte alle lacrime della Ministra mi sono sentita orgogliosa di vedere nel Governo una persona che vive con alto senso di responsabilità e consapevolezza il ruolo di Servizio al Paese e che, proprio per questo, assumendo scelte e decisioni delicate con razionalità ed emozioni mostra come queste siano inscindibili senza nulla togliere alla sua autorevolezza, al suo spessore e alla sua umanità. Un alto esempio di donna, di elevata professionalità e leadership autentica.
7 dicembre 2011 alle 22:49In altra parte del blog(sinceramente ,in certi momenti,non riesco a capire questa distinzione fra sessi quando parliamo di pensione)ho espresso,se pur in un contesto scherzoso,un parere negativo sul pianto della ministro Fornero.Non posso che confermarlo anche se comprendo perfettamente che la tensione dei giorni precedenti,la fatica e l’emozione possono averle giocato uno scherzo.Nego però che quanto successo sia legato all’argomento che,guarda caso,riguarda da vicino i nostri emolumenti e da svariati anni.Tanto è vero che in questi giorni già la soglia delle pensioni da colpire si sta elevando come cifra.E non mi venite a dire che questo non fa parte di un gioco scritto in precedenza.Come pure altre cose che,piano piano,stanno venendo a galla.Questa non è una manovra tecnica ma una manovra molto politica.Studiata a tavolino per farcela digerire nel modo che sembri più indolore possibile .Ci adegueremo perchè siamo cittadini coscienti e il momento è grave,ma almeno non facciamo finta di non capire che ci stanno prendendo per tonti.
8 dicembre 2011 alle 13:31Ottimo inizio, benchè involontario, per la dott.ssa Fornero.
14 dicembre 2011 alle 13:59Spero che sia sintomo di un governo che benchè tecnico, sappia procedere con rigore, e vigore, in particolare dove i costi si possono evitare, tagliare e senza colpo ferire o dove gli interventi non farebbero piangere alcun ministro, pensionato o lavoratore ma magari chi ha risop per decenni.
Tutti aspettiamo ora intervento ancor piu’ duro su privilegi, evasione, appalti, aziende pubbliche, corpi militari, costi della politica, organizzazioni statali, ecc.
I sacrifici che siam disponibili a fare, pretendono un bilancio sistemato ma in particolare una svolta decisa su tutte le altre questioni che sono il vero problema della nostra comunità.
E’ veramente ora ed occasione imperdibile.
Manageritalia a spingere in tal direzione ove possibile!