Oggi è il giorno della “Memoria” e anche noi non vogliamo dimenticare una delle pagine più dolorose e vergognose dell’Umanità.
Vorremmo farlo insieme a voi sollecitandovi nel dirci come voi lo state ricordando, anche solo menzionando, un film che avete visto, un libro che avete letto, un episodio di allora che vi è stato raccontato… e qualcuno tra voi che ha vissuto quella tragedia.
Servirà a tutti noi per essere più vicini alle vittime di allora ma soprattutto deve essere un monito per il presente, perché ci sono ancora oggi troppe discriminazioni razziali e religiose che stanno mietendo vittime.



Ho passato mezza mattinata a guardare i clip del docu-web “Salvi per caso” sul sito del Corriere: sono testimonianze di alcuni sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti….un argomento che mi ha sempre interessato e turbato, voglio che i miei figli (grandi, 24 e 29 anni) lo guardino, perché i giovani devono sapere, e trasmettere ai loro figli questi ricordi di vite spezzate.
27 gennaio 2012 alle 14:59Io ho un ricordo indelebile della mia recente visita a Birkenau (ben più sconvolgente di Auscwitz….), e credo che andarci sia stata una delle migliori cose che ho fatto nella mia vita.
Ognuna di noi cerchi di fare vedere ai propri figli queste testimonianze, oramai restano in pochi a raccontarle!…
In dicembre sono stata a Trieste, città molto bella, e per tre giorni ho visitato le meraviglie che mi proponeva. Seguendo le indicazioni turistiche mi sono imbattuta quasi per caso nella Risiera di San Sabba. Una costruzione enorme nascosta nella zona industriale di Trieste. Non avevo mai sentito parlare di questo “monumento” e solo dopo essere entrata e aver visitato le due mostre permanenti e le “stanze destinate ai prigionieri” all’interno di questa fabbrica ho scoperto che si trattava dell’unico lager presente in Italia dove moltissime persone sono morte nel forno crematorio nascosto nel cortile interno. Sono rimasta molto colpita dalle storie personali descritte nelle mostre ma anche incise sulle pareti delle stanze. Il libro “La riesiera di San Sabba, l’olocausto dimenticato” di Folkel Ferruccio ci aiuta a conoscere meglio questo campo di steminio nazista.
27 gennaio 2012 alle 23:24Ho visto sul braccio il numero progressivo,impresso nella carne, del campo di sterminio di Dachau a una ex deportata che oggi ha ’89 anni e che mi ha raccontato la sua storia. E’ sopravvissuta perchè era un’ottima sarta e cuciva le uniformi dei soldati tedeschi e rammendava ,anche,le tute a strisce bianche e nere di chi, portato nelle “docce” ,non aveva più bisogno di indossarle. Nei suoi racconti la dignità dei prigionieri il coraggio delle donne che spesso, più degli uomini, hanno trovato risorse per sopravvivere :la forza dell’amore per i prori figli piccoli, la forza della fede , la convinzione che un mondo migliore era ancora possibile.Di fronte ai negazionisti è giusto non stendere il velo su questa tragedia tanto dolorosa e tanto attuale . La tragedia dell’intolleranza fino all’estremo della pulizia etnica , ricorrente verso anche altri popoli:i curdi in Turchia, i ceceni in Russia, i palestinesi della striscia di Gaza e tanti altri ancora. La Dichiarazione Universale dei diritti Umani è nata dopo l’Olacausto nel 1948, la maggioranza degli Stati l’hanno ratificata eppure , dopo quella data, molte tragedie si sono ancora consumate. E’ giusto non dimenticare per sensibilizzare le nuove generazioni a uno dei valori più semplici “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” (art.1.)
30 gennaio 2012 alle 15:09