Giovedì scorso ero al Gallia, al nostro convegno “Uguaglianza e merito per la crescita economica e sociale”: la sala gremita, i flash, le interviste ai relatori, la platea attenta e partecipe e poi i complimenti delle istituzioni intervenute per “un convegno unico nel suo genere”.
Un convegno in cui forse per la prima volta, con dati alla mano, si è voluto dimostrare come sia indispensabile una maggior partecipazione delle donne nel mondo del lavoro per far crescere il PIL del nostro Paese.
Interventi di rilevante spessore che hanno riportato la disastrosa situazione dell’Italia riguardo l’occupazione femminile – il tasso di occupazione femminile in Italia infatti è fra i più bassi d’Europa – ma che hanno anche sottolineato con dati concreti come favorire la maggior occupazione per le donne possa portare un beneficio economico al nostro Paese: con un maggior numero di donne lavoratrici potremmo infatti raggiungere addirittura la soglia del + 17% per il PIL.
Case history positive, forse voci fuori dal coro, ma proprio per questo importanti e stimolanti. La loro presenza, oltre alla best practice, è stata anche testimonianza della volontà di alcune persone che, pur trovandosi in situazioni di privilegio considerando la disastrosa situazione attuale, hanno voglia di far qualcosa per la società; perché sicuramente ognuna delle persone presenti ieri ha sentito la responsabilità nei confronti di colleghe che magari vivono situazioni diverse e più difficoltose.
E poi un messaggio molto importante che ha permeato tutto il convegno: la valorizzazione delle diversità e la MERITOCRAZIA come valore assoluto e unico strumento di valutazione delle persone.
Sicuramente quando è nato questo progetto, sapevamo che sarebbe stato ambizioso e questa mattinata è stata il risultato concreto di mesi di lavoro. Ma non pensate che rappresenti un punto d’arrivo: al contrario è un ulteriore trampolino per riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti.
I ringraziamenti vanno sicuramente alle persone intervenute in sala, agli eccellenti relatori, alla nostra Federazione, agli sponsor Cisco ed Accor e a voi che con i vostri preziosi suggerimenti, le risposte ai nostri sondaggi e la partecipazione attiva al nostro blog ci avete aiutato a preparare questo convegno e soprattutto a definire le proposte prioritarie che porteremo al governo.
E poi permettetemi di ringraziare le mie colleghe del gruppo Donne Manager: anche questa volta è stato un onore lavorare con voi a questo progetto.
Per tutti quelli che purtroppo non hanno potuto partecipare al convegno, la buona notizia è che nei prossimi giorni, proprio qui sul nostro blog troverete le registrazioni audio, le videointerviste e il materiale presentato. Quindi continuate a seguirci…




Sì, anch’io c’ero giovedì 5 al Gallia e ben felice di essere intervenuta, di avere preso il mio treno da Torino per conoscere di persona il gruppo delle donne Manager di Milano e le loro attività. Ho apprezzato le relazioni, le competenze e insieme la capacità di personalizzare (e qualche volta anche provocare) l’esperienza portata. Ho apprezzato, moltissimo, la concretezza, esplicitata nelle proposte che abbiamo votato. Quanto è stato detto, soprattutto rispetto alla necessità di lavorare -uomini e donne insieme- su nuovi modelli organizzativi risuona intenso con i temi su cui lavoro da tempo. In particolare, questo anno sono nell’equipe dell’ITC-ILO che ha proposto e sta realizzando una campagna a livello europeo (in 15 paesi EU) dal titolo: “Give talents a chance: Break Gender Stereotypes!”… la presenteremo a Torino, nella sede dell’International Training Centre dell’International Labour Organization il prossimo 27 giugno, al mattino; seguiranno, il 7 e 8 luglio due giornate di lavoro su tools organizzativi per consulenti e managers (invierò a Marisa il programma completo per tutte e tutti voi). Abbiamo bisogno, per la stessa competitività del nostro Paese e non solo, di diventare “bilingual”, di dismettere quel modo di lavorare che è tutto costruito sugli “uomini-bianchi-maturi” e andare oltre.
11 giugno 2008 alle 13:34… Avevo con me un quaderno dalla copertina rossa che ho gremito di appunti, ma soprattutto desidero ringraziare Marisa Montegiove per aver saputo, in modo chiaro e forte, parlare di “politica” per le donne. Politica nel senso più elevato, aristotelico, non partitica, ma profondo esercizio civico di un diritto-dovere che appartiene a chiunque davvero si consideri “cittadina, cittadino” e voglia agire per quella qualità della vita e del lavoro che permea documenti europei e nazionali: era moltissimo che non udivo qualcosa di simile in Italia…
E mi è piaciuto molto, mi è parso “responsabile” in senso pieno. Grazie Marisa. Grazie Gruppo Donne Manager di Milano … peccato, per me, abitare a Torino!
A presto, Barbara