Noi di Manageritalia conosciamo bene Cinzia Sasso, l’apprezziamo molto come scrittrice e giornalista: è una dei pochi che, sensibile ai problemi delle donne nel mondo del lavoro, non ne parla solo quando c’è da preparare il pezzo per il giornale in uscita l’8 di marzo.

Su La Repubblica di ieri Cinzia Sasso, inviata da Londra, scrive un pezzo su noi donne lavoratrici. Riguarda la maternità o meglio “il prezzo della maternità”, questo è il titolo dell’articolo molto interessante che vi voglio segnalare.
Io lo giudico un grido d’allarme!


Si parla di alcune azioni discriminatorie verso donne al rientro al lavoro dopo la maternità. Personalmente cade un mito, non pensavo che questi fatti accadessero ancora nella mitica Inghilterra: io sono molto legata a questo Paese non solo perché mio marito è inglese, ma perché rappresenta per me il Paese dove è nato tutto il movimento che ha dato origine alla trasformazione della nostra cultura, dei costumi, della musica, della moda, del nostro pensiero degli anni ‘70, non pensavo proprio che certe cose potessero accadere lì. Quanta delusione!

Nicole Brewer la responsabile della Commissione per le pari opportunità inglese ha messo sotto accusa il congedo per maternità. Vi rimando ad una lettura attenta dell’articolo e quindi non vi riferirò oltre sui contenuti se non riportando l’affermazione della Brewer secondo la quale “i permessi alle mamme sono un blocca-carriere”. Che novità!

Vorrei quindi condividere con voi, con quei pochi rimasti a leggere il nostro blog, qualche riflessione in questi giorni in cui il caldo e l’aria delle vacanze ci portano a dimenticare i nostri problemi quotidiani.

Noi del Gruppo Donne di Manageritalia che, come Cinzia Sasso ha citato nell’articolo, andiamo orgogliose della modifica alla legge sulla maternità delle dirigenti, affermiamo da sempre che la maternità intesa come assenza dal lavoro, non la legge che la tutela, è un blocca-carriere per le donne. Qualcuno dirà che è la stessa cosa ma per me non lo è affatto. Il diritto all’astensione dal lavoro rimane un diritto sacrosanto, il modus operandi di molte aziende nei riguardi delle donne al loro rientro è da biasimare. Il mobbing subito da molte donne questo sì è da punire e in modo esemplare. Il diritto ad essere madri e proseguire la carriera professionale questo sì è un diritto da tutelare con tutte le nostre forze: diventiamo forze sceme, inattendibili, incapaci, inaffidabili solo perché abbiamo partorito?

Quello di cui abbiamo bisogno non è di cambiare la legge che tutela la maternità ma la cultura di uomini e donne in azienda, perché capita che anche alcune donne siano capaci di discriminarne altre per questo motivo.

E allora, chi ci ha seguito nel convegno del 5 giugno sa bene cosa vogliamo dire, sa bene che tra le nostre proposte che le porteremo al Ministro Carfagna al nostro appuntamento a Settembre (purtroppo non siamo riusciti a fissarne uno prima) c’è quella del “4+1”.

Noi proponiamo che sia reso obbligatorio per il padre l’astensione di un mese.

Vorremmo quindi agire su quei congedi parentali di cui gli uomini non usufruiscono, e le ragioni le abbiamo spiegate più volte: stipendio più alto delle donne (se gli stipendi fossero uguali non ci sarebbero più alibi) , conseguenze sulla carriera, derisione da parte dei colleghi (“vuoi fare il mammo?”). Smettiamo di dire che nessuno meglio della moglie può accudire ad un bambino perché non è vero!
Vogliamo che i padri vengano responsabilizzati. E’ vero che loro ci hanno messo pochi minuti e le donne 9 mesi, ma diventare genitori è una cosa seria e le responsabilità iniziano da subito ma soprattutto non deve mancare il rispetto per il ruolo professionale di una donna.

Nicole Brewer termina il suo intervento dicendo: “E’ ora che sia chiaro a tutti che la famiglia è un problema di tutti, maschi e femmine” e il bell’articolo di Cinzia conclude che “è ora che la legge aiuti e riconosca questa rivoluzione sociale”. Noi siamo d’accordo con questo, ma stiamo attenti a non tornare indietro: noi dobbiamo sempre, guardando al passato, agire per un futuro migliore.