Le donne italiane in rete sono sempre più numerose, il 29% sono online più di 16 ore alla settimana e ne trascorrono sempre di più. Gestiscono meglio la loro quotidianità, restano in contatto con parenti ed amici ed in generale svolgono meglio le proprie attività senza doversi necessariamente muovere. I social media sono popolari al 40%.
Che dire ?
Mi ritrovo molto in questa descrizione.
Le donne, come sempre, abbracciando l’innovazione lo fanno con passione ed entusiasmo.
Per approfondimenti date un’occhiata alla ricerca Digital Women dell’EIAA
EIAA Digital Women Report
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Nonostante l’eta’ molto piu’… avanzata, mi ritrovo molto in questa analisi. Il mio utilizzo di Internet e’ cresciuto esponenzialmente allargandosi dalla professione, che mi ha dato capacita’ e strumenti, agli spazi privati, e soprattutto a seguito di una esperienza personale molto coinvolgente che ho avuto modo di condividere attraverso la rete. In questa occasione ho trovato aiuto e consigli preziosissimi, e mi piace ora metterli a mia volta a disposizione.
1 dicembre 2009 alle 11:22Credo che questo coinvolgimento personale delle donne sia la chiave della diffusione della tecnologia attraverso il femminile.
Nel corso di uno studio sull’applicabilita’ di sistemi di “Sanita’ personalizzata” ricordo di aver verificato il ruolo chiave delle donne della “generazione di mezzo” (mamme tra figli e genitori anziani) come depositarie della conoscenza sanitaria della famiglia, e risorsa fondamentale per la registrazione e conservazione dei dati che permetterebbero una vera personalizzazione delle cure.
Questo e’ un esempio, molti altri ce ne sarebbero ad indicare che le donne, con la loro capacita’ professionale coniugata con la passione “privata”, possono costituire una leva importantissima per migliorare la vita attraverso la tecnologia.
Oltre a condividere le opinioni già esposte vorrei segnalare una ricerca effettuata da Microsoft e presentata a Bruxelles proprio in questi giorni. I risultati dicono che “Tra cinque anni troverà lavoro quasi esclusivamente chi ha familiarità con il web 2.0, il ‘cloud computing’ e le ‘web based application’, ovvero solo persone con un’elevata alfabetizzazione tecnologica. Precipiterà invece fino al 10% la domanda di occupazione per quelle categorie con conoscenze informatiche di base.” Questo studio mi fa riflettere sull’importanza dell’aggiornamento informatico sia a fini professionali che privati. Molto spesso le aziende, ma anche noi stessi sottovalutiamo l’importanza di approfondire aspetti informatici che non trovano immediato riscontro. E’ meglio anticipare… piuttosto che inseguire!!!!
3 dicembre 2009 alle 02:07