Nell’antica Roma c’era una festa, i Saturnali, durante la quale padroni e schiavi si invertivano i ruoli: i padroni servivano gli schiavi e gli schiavi fingevano di essere liberi…. ma durava solo un giorno, poi tutto tornava come prima.
L’8 marzo mi fà lo stesso effetto: oggi tutti i giornali e le tv parlano di fattore donna, conciliazione lavoro e famiglia, Womenomics, quote rosa; oggi noi donne siamo brave, empatiche, intelligenti, ecc…
Domani tornerà tutto come prima, ma intanto per un giorno si è parlato delle questione che ci stanno a cuore. Tanto vale godersi la festa!



Cara Silivia,
8 marzo 2010 alle 16:24ho sempre pensato la medesima cosa della fsta delle Donne così come è intesa oggi. Per questo che non porto mimose e non faccio gli auguri alle donne in questo giorno. Per celebrare le donne non servirebbe un’intera vita, siete madri, amiche, sorelle, mogli, amanti, nonne, figlie, componenti essenziali della vita di un uomo. In questo paese ancora la civiltà non equipara i ruoli, se un uomo si assenta per periodi lunghi la carriera gli è comunque fatta salva, per una donna invece questo può essere un problema. Personalmente non lo reputo giusto. Per quanto mi riguarsa sono un convinto Olivettiano. Anzi la mia personale convinzione che se le donne aumentassero la loro presenza nella politica e nelle aziende ci sarebbe più buon senso. Grazie per tutto
duilio
8. marzo e le donne
Anche in Germania le donne non godono ancora di pari opportunità ed hanno stipendi inferiori dei colleghi maschi, anche se la situazione é migliore che in Italia. In questi giorni ho sentito alla televisione tedesca che se ne parla di fare una legge che costringe i datori di lavoro a “stesso stipendio per lo stesso lavoro”.
Andiamo avanti nella lotta, anche l’8 marzo può essere un palcoscenico.
8 marzo 2010 alle 19:45Brunhild
Sono sempre stata allergica alla festa della donna per la montagna di demagogia che in quel giorno si scatena sulla questione della parità.
I giornali di oggi dicono che la parità in Italia sarà raggiunta nel 2033.
Io so che nelle aziende le riunioni iniziano dopo le 18:00 (in Germania a quell’ora se sei ancora in ufficio sei un coglione).
Io so che nei bagni tante donne piangono perché non sanno come dire ai loro capi che sono incinte perchè sanno che “per permetterti di vivere tranquillamente il tuo stato” ti cominceranno a spogliare della tua professionalità.
So che tante impiegate, nelle piccole aziende, meno controllate, hanno un contratto regolare ma firmano contestualmente una lettera di dimissioni senza data che viene inserita al momento della “bella” notizia.
So che a Roma c’è una lista di attesa lunghissima per poter trovare il posto in un nido e quindi poter tornare al proprio lavoro, affidando il bimbo a quella forma di gestione sociale che avviene fuori di qui. In Europa.
So che nella lista del PD, quella dove anche io sono candidata, tutti i “portatori” di preferenze sono maschi tranne una ed, esclusi rari casi come il mio, le altre donne sono riempilista e fanno parte addirittura di comitati elettorali dei “pezzi grossi” maschili. Il 30% è stato rispettato, ma poi faremo il conto di quante donne del PD entreranno nel Consiglio Regionale.
So che ad una donna lesbica viene negato il desiderio di maternità.
So che una donna non fertile deve sottoporsi alle peggiori torture ed a costi incredibili per accedere alla fecondazione artificiale.
So che la paternità dovrebbe essere obbligatoria così fare un figlio cominci ad essere una responsabilità “familiare” e NON femminile.
So che Livia Turco aveva reso l’epidurale gratuita ed il Governo Berlusconi l’ha subito tolta quella norma perché siamo donne e partorendo dobbiamo soffrire.
Ecco io non mi sono mai definita femminista, tanto meno separatista. Ma oggi se qualcuno mi regalerà una mimosa prima gli renderò conto di tutto quanto sopra, poi se avrà ancora voglia di darmela la prenderò.
( http://www.cristianaalicata.it )
11 marzo 2010 alle 01:24Sinceramente? Sono allergica alle mimose per cui se non mi vengono regalate … è il più bel regalo che possa ricevere. Non credo nell’8 marzo se non per ricordare quelle povere donne bruciate vive in quella fabbrica di New York, come ricordo mio fratelli deceduto in tenera età, o mia nonna e tante altre persone a me molto care.
18 marzo 2010 alle 15:19Io sono una donna, come un uomo è un uomo: eistte per caso la festa dell’Uomo? Esiste la festa della mamma come quella del papà, la festa degli innamorati come quella dei single e/o degli omosessuali, esiste Natale come esiste Pasqua, esiste Ferragosto come esiste l’Immacolata.
Esiste la festa della donna ……. e la festa dell’uomo?
Festeggiarci quel giorno è come affermare che siamo qualcosa di diverso da un essere umano.
No, non ho mai pensato di esserlo per cui non ho biogno di essere festeggiata. Ho bisogno di essere RISPETTATA e AMATA e CONSIDERATA 365 giorni l’anno così come ogni individuo e/deve essere rispettato, amato e considerato nel mondo. Antonella Quici
A Cristiana Alicata: avrei anche potuto condividere tutto il tuo pensiero se non fosse quella orribile frase del penutlimo capoverso. Non capisco perchè bisogna inserire politca in ogni contesto. Potevi tranquillamente continuare a esprimerti sul ruolo della donna evitando di nominare cosa fa la destra e cosa fa la sinistra poichè la donna e l’uomo sono a prescindere da un’ideologia politica.
18 marzo 2010 alle 15:30Se tizio ha fatto Caio ha distrutto, a volte questo tizio di è di destra a volte questo tizio è di sinistra …. Gesù disse “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, a parte che io scaglierei direttamente Di Pietro – ma è una mia opinione strettamente personale che lede anche il mio orgoglio di corregionale del sunnominato – credo che nessuno sia immune dal peccato, fazioni politiche comprese.
Per cui cortesemente continuiamo a esprimere parere, anche politici se del caso, ma evitiamo – te/ve lo chiedo per favore – di additare colpe a uno rispetto all’altro perchè divento una iena. Grazie, Antonella