La dottoressa Emanuela Sala è stata una nostra collaboratrice: si è occupata dell’indagine fatta nel 2000 da Manageritalia di cui trovate maggiori informazioni qui.

Collabora da qualche anno con una nota università in Uk, e ora che ha fatto la richiesta per il rientro in Italia ci sembra interessante condividere con voi il risultato: le ho chiesto di scriverci le sue considerazioni, che sono molto interessanti.

Marisa Montegiove


Care amiche e amici,

Si sente tanto parlare di politiche per il rientro dei cervelli e di programmi volti a incentivare il ritorno di studiosi che hanno deciso di andare a lavorare in prestigiosi istituti di ricerca all’estero, ma forse nessuno sa che nel 2008 il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica (MIUR) potrebbe NON finanziare il principale programma pensato a tal fine (in termini tecnici, la “chiamata diretta nel ruolo di associato o ordinario”). Per gli amanti del burocratese invito a leggere la comunicazione ministeriale qui.
Per avere ulteriori informazioni si può, ovviamente, telefonare al Ministero.

Con la pubblicazione di tale comunicazione sono state anche bloccate le domande inoltrate nel 2007 (sebbene la nota ministeriale faccia riferimento esplicito al 2008). Nonostante la sua intrinseca importanza, questa notizia sta passando inosservata nel disinteresse generale. Ultimamente si discute di cambiamento del Paese, innovazione e modernizzazione dell’Italia, ma come si può creare una nazione moderna se, dopo aver investito milioni di euro in formazione dei giovani intellettuali, si lasciano scappare i cervelli migliori e, infine, si impedisce a coloro che lo desiderano di condividere con i colleghi italiani l’esperienza maturata all’estero e di contribuire alla formazione delle giovani generazioni?

Vi ho scritto questo messaggio nella speranza che qualcuna/o possa portare all’attenzione dei media questa informazione.

Emanuela Sala