In questi giorni tutti ne parlano ma non è facile per me interpretare il parere espresso dal nostro attuale premier Monti sul “posto fisso”.

«I giovani si abituino a non avere più il posto fisso. Che monotonia. È bello cambiare e accettare le sfide».

Ma cosa intendeva dire? Ho provato a guardare da due punti di vista diversi.

Da un lato con la frase “Il posto fisso che monotonia” si voleva forse dare una spinta al cambiamento dando a “monotono” un significato di diverso? Monotonia è immaginare la vita aziendale di un soggetto anni e anni sempre nello stesso ambiente, sempre con gli stessi compiti? Quindi un invito a cambiare azienda senza paura di lasciare la precedente sia in maniera volontaria che non….

È bello cambiare è vero, nuovi stimoli, nuovo entusiasmo, accrescimento delle conoscenze e competenze…. su questo mi trova d’accordo.

D’altro lato mi chiedo… Ma perché tale richiesta si realizzi non è forse necessario cambiare molte cose in Italia?

Partendo da due semplici considerazioni… nel nostro paese se si perde il posto fisso a causa di una decisione aziendale difficilmente è possibile trovarne uno nuovo in breve tempo, spesso non lo si trova più. I mesi passano e la vita si complica.

Se non si ha un posto fisso le banche non concedono prestiti né mutui.

Credo che la nostra mentalità si sia adeguata a un sistema che si è irrigidito sempre più con il passare degli anni, con l’arrivo di crisi sempre più pesanti fronteggiate con manovre finanziarie sempre più coercitive.

Come conseguenza abbiamo assistito al blocco della mobilità relativa ai posti fissi, alla riduzione drastica del numero di posti di lavoro anche di quelli precari dove i superstiti hanno aumentato il loro senso di instabilità e insicurezza, la fuga all’estero di molti cervelli e l’abbandono di ogni speranza per chi un lavoro lo stava cercando.

Il mio auspicio è da un lato di vedere quanto prima un paese che sostiene e sviluppa l’innovazione e la creatività, di vedere aziende che investono in nuove sfide e sulla formazione del proprio personale, aziende che cercano sul mercato nuove professionalità… e dall’altro persone che non hanno più paura di cambiare e di affrontare nuove sfide.

E voi come la pensate?