Qualche tempo fa abbiamo messo online un sondaggio che ci serve a raccogliere dati a proposito di un fenomeno molto più diffuso di quanto si pensa: la depressione post partum.
Vorremmo dare il via a un progetto per aiutare le donne che ne soffrono, ma avremmo bisogno del vostro aiuto per affrontare il problema nel modo più efficace possibile.
Mamme che siete in ascolto, ci date una mano?



questa mi sembra un’ottima iniziativa! sarebbe bello se nel dibattito riusciste a coinvolgere anche i gruppi di sostegno tra mamme, formali e informali.
10 ottobre 2008 alle 11:37Sono facilitatrice di un gruppo di auto mutuo aiuto e le “mie” mamme avrebbero molto da dire sia sull’aspetto legato alle emozioni di gravidanza, nascita e crescita dei figli sia su quello dei diritti delle madri, come madri e come lavoratrici. Un tema per noi prioritario è quello del congedo obbligatorio per i papà… utopistico?
Grazie Carolina.
Direi che quanto tu dici è in linea con i nostri obiettivi, tra cui la richiesta di un mese di astensione obbligatoria per i neo padri.
16 ottobre 2008 alle 09:12Per quanto riguarda l’esperienza delle “tue” mamme perchè non le inviti a rispondere al nostro questionario?
Sarà già un modo per iniziare una collaborazione laddove riuscissimo a portare avanti il nostro progetto per aiutare le neo mamme a non cadere nella trappola della depressione e questo lo decideremo sulla base dei risultati del nostro questionario.
Fammi sapere qualcosa di più su questo tuo gruppo di mamme!
Ciao Marisa,
3 novembre 2008 alle 12:21leggo ora la tua risposta! ho girato il questionario a tutti i miei contatti e credo che molte amiche abbiano risposto con partecipazione alla vostra iniziativa.
Il mio gruppo, attivo da tre anni, coinvolge mamme in gravidanza, mamme di piccolini e ormai anche mamme di bimbi che stanno compiendo i due anni (per un periodo abbiamo avuto anche UN papà…). E’ un’esperienza straordinaria quella della condivisione di questo periodo della vita così sconvolgente e coinvolgente… uno degli argomenti che maggiormente emerge nei nostri incontri è la difficoltà di “fare tutto”, di essere sempre “per tutti”. E’ una banalità, ma quello che ci viene richiesto quotidianamente è un carico pesante, ricco di soddisfazioni ma anche di grandi fatiche. In questo quadro mancano quasi del tutto i mariti, i papà… anche di fronte a richieste esplicite spesso svicolano, sfuggono… e allora il primo pensiero che abbiamo avuto è stato proprio quello del congedo obbligatorio per i padri, anche per evitare la discriminazione praticamente automatica a livello lavorativo. Sono felice di sapere che è un’idea condivisa e sono certa che debba essere la prossima battaglia a favore delle famiglie. Credi che la Carfagna accoglierà questo tipo di proposta?
Il mio gruppo è molto interessato a fare sensibilizzazione su questo argomento. Ogni anno organizziamo degli incontri sulla legge 53/2000 e in generale sul ruolo dei papà, ma mi farebbe piacere organizzare qualcosa proprio su questa idea, magari a partire da dati e documenti che ci potete fornire voi.
Un saluto
Volentieri Carolina.
3 novembre 2008 alle 17:55Complimenti per il vostro lavoro, e teniamoci in contatto.