Venerdì ho dedicato la mia pausa pranzo a quello che a me piace chiamare shopping sociale. Due volte l’anno infatti le cosiddette Dame di San Vincenzo organizzano una fiera benefica (il prossimo appuntamento è fissato a Maggio). Gironzolando per i due piani messi a disposizione si incontrano gentili e sorridenti signore che accompagnano tra le aree dedicate all’antiquariato, al vintage, all’abbigliamento per bambini fatto a mano, agli articoli per la casa ed una bella libreria ricca anche di volumi veramente antichi. Oltre a girovagare per questi spazi si può decidere di degustare un delizioso pranzo elaborato dalle volontarie o scovare qualche prelibatezza nella parte dedicata ai vini ed ai cibi.

L’ho chiamato shopping sociale perché il ricavato di questa fiera consente di aiutare minori a rischio, anziani soli e famiglie in difficoltà.

Mi piace pensare che un’attività così ludica e consumistica serva a migliorare un po’ il modo di vivere di persone bisognose.

Cercando di conoscere meglio il Gruppo di Volontariato Vincenziano, sono rimasta colpita da una frase riguardante il profilo del volontario: “ … ricerca unicamente la gratificazione della bellezza del dare gratuitamente”.

Alcune volte credo che anche nel volontariato ci sia un pizzico di egoismo. Sono convinta infatti che dare gratuitamente un aiuto agli altri arricchisca e soddisfi molto più colui che si impegna in queste azioni rispetto a coloro che beneficiano concretamente del volontariato. Ed allora consiglio veramente a chi ancora non ha provato questa sensazione di profonda felicità, di forte appagamento, di consapevolezza del ruolo di se stessi nel mondo, di provare a donare, impegnarsi in qualche attività di volontariato.

Ma non pensiamo solo alle donazioni di tipo economico, ma a donare parte del proprio tempo – l’unica vera risorsa scarsa che abbiamo – per costruire concretamente un mondo migliore dove vivere e dove far vivere i nostri figli.