Alcune manager donna che conosco mi hanno parlato della sindrome da “effetto sorrisino”.
Quando entrano per la prima volta in un consiglio di amministrazione vengono accolte da una schiera di uomini che, molto gentilmente, danno loro il benvenuto con un “sorrisino” accondiscendente.
Sono tutti manager navigati, sanno che le donne hanno diritto di sedere in CDA perché sono brave, preparate, magari pure piacevoli da avere intorno al tavolo, però… però non sono proprio parte del gruppo.
Non è certo perché in attesa del CDA non sembra più appropriato parlare dell’ultimo modello di Audi o del campionato di calcio. Non è neppure perché in cuor loro pensano che le nuove colleghe starebbero meglio a casa a far la calzetta. Non scherziamo, molti di questi manager sono promotori in prima persona delle donne.
Il punto è che, quando per la prima volta una donna entra nel CDA, al di là di qualsiasi valutazione di merito, semplicemente la percepiscono diversa da loro, appunto perché è una donna!
Insomma, un po’ come quando da bambine ci avvicinavamo ai maschi che giocavano a pallone e ci veniva detto “non è un gioco da femmine”.






http://meritocrazia.corriere.it/2009/04/25/donne_nei_cda_perche_una_o_due/
7 giugno 2012 alle 11:36Una donna non va da sola ad un ricevimento né a teatro né in un ristorante.
7 giugno 2012 alle 22:09Non entra da sola in un bar a bere un caffè, torna a casa prima che faccia buio.
Non fuma in pubblico né accetta inviti da sconosciuti.
Entrando in chiesa si mette il velo in testa; inutile dire che resta vergine fino al matrimonio.
Per una vera signora tutti questi erano dei “must” e mia madre me li aveva insegnati quando avevo vent’ anni.
Cosa è rimasto di tutto ciò ? Niente; è cambiato tutto.
Gli uomini hanno assistito a questi cambiamenti e li hanno accettati.
Beh, vorrà dire che accetteranno anche donne nei Consigli d Amministrazione.
E’ umano essere a disagio quando si esce dalla propria area di confort.
12 giugno 2012 alle 11:20Ma uomini e per di più manager navigati dovrebbero aver sviluppato la capacità per controllare e dominare anche questo tipo di reazioni.
D’altro canto sono sicura che molte donne sapranno sdrammatizzare il momento mettendo in campo un sorriso sicuro, competenza e l’energia giusta per costruire insieme un lavoro migliore.
E’ un grosso problema, senza scherzi… spesso al sorrisino di circostanza si aggiunge anche quella strana nota di compatimento che ti relega al ruolo di… segretaria (senza nulla togliere.. ne conosco alcune d’assalto mica male). Io ho imparato a sorridere di meno ovvero solo quando serve e a sciorinare la formazione della squadra di calcio preferita, magari con effetto bomba (sapete tutti quanto è alto Messi? ). Ho imparato a giostrare la mia insana (a detta loro) voglia di arrivare al risultato e al dunque in poco tempo, loro non lo fanno mai…le decisioni le prendono fuori dalla stanza dei bottoni, ecco ci serve un po’ di strategia migliore e un saper sfruttare le nostre dosi di pazienza e di tenacia… il resto godiamocelo (il miglior complimento è stato negli anni sentirsi dire … non pensavo che lei fosse così diplomatica..) siamo diverse e lo sappiamo perché non sfruttare questa opportunità…
18 giugno 2012 alle 12:44ma il problema è stare in un CDA o come ci si è arrivate? secondo me il punto è questo!
18 giugno 2012 alle 17:47Si può stare in un CDA per tante ragioni : “dinastiche”, per una strategia aziendale che presenta la società come più aperta e più friendly se ci sono donne ai vertici, per effettiva preparazione e capacità di leadership…mi piacerebbe, invece, pensare che le donne siedono nei CDA perchè, indipendentemente dal fatto che sono donne, hanno fatto un percorso di carriera ed hanno la “stoffa” per esserci.
Certo è faticoso dover stare al passo con l’aggiornamento professionale senza trascurare tutte le altre cose che nella vita delle donne fanno la differenza : i figli, il senso della famiglia, la cura di se stesse, il privilegio di avere un po’ di tempo libero per non diventare monocordi con i problemi del lavoro.
Vorrei comunque sedere in un CDA non perchè sono donna ma perchè sono capace di essere una donna capace!!!
il tema è che gli uomini sono abituati a gestire potere, a comunicare anche attraverso il corpo senza la presenza ingombrante e anche piuttosto imprevedibile delle donne .
31 luglio 2012 alle 17:37Tra di loro hanno un codice che hanno costruito da secoli , le donne lo scombinano e rischiano di avere risultati che non avevano previsto .
Le donne dunque non possono non tenere conto di queste dinamiche che riguardano la maggiornaza degli uomini e sono anche spesso validate da troppe donne .
la competenza e la conoscenza all’interno di una organizzazione non può ignorare le implicazioni legate alla appartenenza al proprio genere , ritengo che tale identità sia uno degli elementi da tenere in considerazione per un cambiamento necessario nell’organizzazione .
Ovvio che la parità delle competenze e delle conoscenze deve essere un requisito a prescindere dal genere , ma già il terreno delle esperienze pone una diversità di approccio che è oggi direi una risorsa fondamentale per soluzioni innovative e funzionali . Mi chiedo quanta disponibilità hanno gli uomini a fare spazio e le donne ad assumersi finalmente la responsabilità che le porterebbe a decidere e a scegliere .