Nel Magazine del Corriere del 19 novembre, Pietro Calabrese dedica un’intera pagina all’elogio delle rughe.
Il suo articolo comincia così:
“Ho scoperto che adoro le rughe delle donne. Sono affascinato dalla bellezza di quelle linee sottili come onde marine o marcate come campi di grano subito dopo l’aratura. Sono belle le donne con le rughe. Hanno il coraggio della loro età, della loro dignità, della loro bellezza”.
E continua così, per tutta la pagina, per concludere “Deliziose ragazze di una certa età che vivono i giorni con le loro rughe senza tempo. Almeno io la vedo così”.
Un po’ esagerato, ma per un un quarto d’ora, mi ha consolato.



Ho sempre pensato che tra i segni dell’eta’ che avanza le rughe siano quello meno fastidioso. Mi dispiace l’ovale un po’ cascante, l’espressione un po’ appannata, la pelle meno trasparente, la perdita insomma di quella freschezza che viene anche dall’anima, anche se, diciamocelo, e’ “propria” della giovane eta’.
25 novembre 2009 alle 20:03Guardavo pero’ le mie foto di qualche anno fa, un periodo un po’ buio nel mezzo di una svolta, e… caspita e’ vero, ero davvero meno bella. Intendiamoci, bella non sono mai stata, ma quella freschezza dentro… quella l’avevo persa e l’ho ritrovata piu’ tardi, ora piu’ di allora.
Chi mi vede dopo tanti anni mi dice “Sei sempre uguale!”… non e’ vero, in questi anni ho sempre avuto un obiettivo da raggiungere, non mi sono mai risparmiata e sono stata molto fortunata; il mio bicchiere e’ mezzo pieno, e nonostante la fatica e le ansie di tutti i giorni, nonostante le rughe, il mio viso lo dice con lo stesso entusiasmo di tanti anni fa.
Grazie per questo bel apprezzamento — Faccio parte anch’io di questo gruppo di donne che si tengono e amano le proprie rughette.
25 novembre 2009 alle 20:26Condivido quest link sulla mia pagina di facebook/annamariadamico
Buon lavoro