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	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; 8 marzo</title>
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	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
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		<title>3 ottobre 2011: il nostro 8 marzo!</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonella Zoza, Giovanna Sardaro, Matilde Doronzo, Tina Ceci lavoravano per meno di 4 euro all&#8217;ora e sono morte. Nel crollo della palazzina di Barletta, un&#8217;altra vittima: la figlia quattordicenne dei titolari della fabbrica, Maria Cinquepalmi. Tante ancora sono le morti bianche, ma al lutto per la tragedia, che alcuni definiscono annunciata, oggi  si aggiunge lo sdegno perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonella Zoza, Giovanna Sardaro, Matilde Doronzo, Tina Ceci</strong> lavoravano per meno di 4 euro all&#8217;ora e sono morte. Nel crollo della palazzina di Barletta, un&#8217;altra vittima: la figlia quattordicenne dei titolari della fabbrica,<strong> Maria Cinquepalmi.</strong></p>
<p>Tante ancora sono le morti bianche, ma al lutto per la tragedia, che alcuni definiscono annunciata, oggi  si aggiunge lo sdegno perché quelle donne lavoravano per meno di 4 euro all’ora e in nero. Due le questioni: un luogo di lavoro senza sicurezza, il lavoro nero.</p>
<p><strong>Due problemi ma un unico filo conduttore anche se molte delle “vittime” del lavoro nero stanno puntando il dito solo su chi non ha fatto i controlli e non hanno evitato il crollo della palazzina.</strong></p>
<p>Certamente la morte è stata causata dal crollo del fabbricato, fatiscente, che mostrava vistosi segni di pericolo, pericolosità del resto già denunciata ma allora chi ha fatto i controlli, come sono stati fatti, perché non si sono prese misure adeguate? La magistratura farà il suo corso, così si dice, intanto 5 vite sono state stroncate.</p>
<p>Le stesse lavoratrici temevano che qualcosa di grave potesse accadere, ma quali strumenti ha un lavoratore che in nero, “sfruttato”, deve ringraziare chi quel lavoro glielo dà e che per lui diventa un benefattore?</p>
<p><strong>La sicurezza nel mondo del lavoro è un problema importante, anche il Gruppo Donne Manager se ne è occupato proprio all’inizio della crisi, perché la mancanza di sicurezza tocca ancora troppe aziende e la situazione economica di certo non aiuta. La sicurezza è sicuramente un costo per l’azienda ma qual è il costo della non sicurezza per l’azienda, per la società!!</strong></p>
<p>Il lavoro in nero. Alcuni dati ci dicono che in Italia sono circa 3 milioni i lavoratori in nero per circa 275 miliardi di euro, cifre importanti e inquietanti, al sud  in misura doppia che nel nord, e quindi non è solo un problema geografico, è qualcosa di più che deve far riflettere ma che deve far intervenire su questo che non è solo un malcostume.</p>
<p><strong>Barletta sembra essere diventata l’emblema del lavoro nero ma questo è ingiusto perché tutto il nostro Paese, da nord a sud è costellato di tante Barletta.</strong></p>
<p>Il lavoro sommerso significa sfruttamento di lavoratrici e lavoratori, significa mancanza delle tutele più elementari e significa evasione fiscale e contributiva, ma per quelle donne e per tanti altri uomini e donne significava e significa poter arrivare a fine mese.</p>
<p>Tutto maledettamente deprecabile, tutto inaccettabile, e in aggiunta le parole del presidente Napolitano devono aiutarci a riflettere: &#8220;Attenzione &#8211; ha detto parlando a Biella &#8211; i meridionali a volte lavorano in condizioni bestiali. A Barletta quelle giovani donne lavoravano in nero per 3,95 euro l&#8217;ora. È lo specchio di un&#8217;economia arretrata, fragile, <strong>di un&#8217;Italia che fatica e produce come può</strong>&#8220;.</p>
<p>Questo sembra aggiungere gravità a una situazione già di per sé insostenibile se si arriva a giustificare un comportamento tanto deprecabile ma inevitabile ormai  in una Italia piegata, rassegnata, rinunciataria verso qualsiasi riscossa, a quel colpo di reni per risollevarci.</p>
<p><strong>Perché rinunciare a pretendere una qualità di vita e di lavoro dignitosa?</strong></p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/crolla-palazzina-barletta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3755" title="crolla-palazzina-barletta" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/10/crolla-palazzina-barletta-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>La giornata internazionale del lavoro femminile</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 09:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[dirigenti]]></category>
		<category><![CDATA[donne pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
		<category><![CDATA[giornata internazionale del lavoro femminile]]></category>
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		<description><![CDATA[8 Marzo: la festa della donna! non è proprio così, non si “festeggia la donna” ma si celebra  “la giornata internazionale del lavoro femminile” ed è importante sottolinearne la differenza se si vuol ridare senso alle parole. Sono passati cento anni dalla prima celebrazione e guardando a questo secolo trascorso sono tanti i motivi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>8 Marzo: la festa della donna!</strong> non è proprio così, non si “festeggia la donna” ma si celebra  <strong>“la giornata internazionale del lavoro femminile”</strong> ed è importante sottolinearne la differenza se si vuol ridare senso alle parole.<br />
Sono passati cento anni dalla prima celebrazione e guardando a questo secolo trascorso sono tanti i motivi per gioire delle conquiste ottenute faticosamente e per dire grazie alle donne che con il loro impegno, la loro determinazione,le loro battaglie, il loro esempio hanno fatto la storia delle donne nel mondo e in questo Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma di questo nostro Paese vorrei parlare, perché ancora tanta fatica? Perché il rischio di fare passi indietro? Perché le donne ancora si sentono cittadine di serie B? perché è ancora necessario battersi per i nostri diritti, per quelli non ancora raggiunti, per quelli da mantenere?<br />
Nel nostro blog noi ci occupiamo di donne e lavoro e lo vogliamo fare anche oggi proponendovi alcuni dati che emergono nella loro triste realtà.<span id="more-3047"></span></p>
<p style="text-align: justify;">È inconcepibile che politica, istituzioni, economia e società non vogliano capire che la parità uomo donna, al di là del mitico obiettivo da raggiungere e della rivendicazione di genere, è ormai una condicio sine qua non perché un paese possa avere uno sviluppo solido e duraturo. La possibilità delle donne di esprimersi al meglio nella società e nel mondo del lavoro ci vede perdenti in tutti i confronti internazionali ed è sicuramente una delle cause della nostra ormai ventennale limitatissima crescita. Sarebbe auspicabile che tutti gli italiani si adoperassero per costruire una società più giusta e moderna che riesca a guardare veramente avanti con lungimiranza.</p>
<p style="text-align: justify;">È infatti particolarmente fastidioso, soprattutto per noi donne, dover imporre per legge quello che, come nel caso delle quote rosa (che personalmente preferisco definire “equa presenza di generi” )nei cda, dovrebbe essere nella natura delle cose. E quello dell’ equa presenza dei generi, con l’avversione alla promulgazione della legge (oggi in Senato se ne dovrebbe discutere!) è solo un esempio dei quotidiani “stop e rimandi” che non tanto la parità, ma piuttosto la crescita della nostra società subisce continuamente, situazioni anacronistiche che frenano lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese</p>
<p style="text-align: justify;">Ed eccovi alcuni dati che parlano da sé:<br />
<strong>DONNE AI VERTICI PER ISTRUZIONE, MA NON NELL’ECONOMIA E NELLA SOCIETÀ </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Prime per laurea in Italia (tra 30 e 34 anni laureati 15% uomini e 23% donne), ma ultime come dirigenti (12% le donne dirigenti, 33% in Europa), ultime come membri cda (4,8% nelle società quotate in Borsa) e ancora ultime come imprenditrici (23,3%).<br />
Le donne in Italia, come nel resto del mondo e d’Europa, sono da tempo ben più istruite degli uomini e arrivano molto più dei colleghi alla laurea. Ma questo non basta nell’economia della conoscenza a dare loro le stesse chance per arrivare ai vertici di aziende e società.<br />
<strong>Basti pensare che le donne dirigenti nel settore privato sono in Italia l’11,9% del totale  mentre in Europa sono in media il 33%</strong> e proprio per questo siamo il fanalino di coda superati da tutti, anche da Turchia e Grecia Anche il confronto con i paesi più avanzati e vicini ci vede perdenti alla grande: Francia 37,4%, Regno Unito 34,9%, Germania 29,3%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Guardando poi alle donne nei Consigli di Amministrazione siamo messi veramente male.</strong> Nel 2010 le donne nei Cda e organi di controllo delle 248 società quotate alla Borsa di Milano  hanno un peso del 4,8%. In particolare solo 4 donne (3,7%) su 107 ricoprono la carica di presidente, solo 5 (3,8%) su 131 ricoprono la carica di amministratore delegato e solo 2 (4%) su 50 quella di direttore generale. Inutile dire che considerando sempre le società quotate il confronto con l’Europa è impietoso: siamo al quart’ultimo posto con un misero 3,2% rispetto a una media dell’Europa a 27 dell’11,4% e alle vette superiori al 20% di Finlandia e Svezia e all’inarrivabile 42% della Norvegia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Anche a livello imprenditoriale le cose non vanno molto bene per l’Italia, visto che le donne imprenditrici sono nel 2010 il 23,3%, contro una media Europea superiore al 33%</strong>.  In questo caso, a fronte di una crescita ben più sostenuta (+8,1%) di quella dei colleghi (1,9%) negli ultimi sette anni (2010-2003), la crisi pare avere rallentato quest’ascesa, tant’è che nell’ultimo anno (I semestre 2009 &#8211; primo semestre 2010) le imprese femminili calano dello 0,6% a fronte di una sostanziale stabilità di quelle guidate da uomini (+0,1%).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Le donne laureate sono la maggioranza della popolazione e nella fascia d’età 15-64 anni </strong>(2,8 milioni contro 2,3 milioni di uomini +26%), sono inferiori agli uomini solo oltre i 64 anni .Sono invece molto superiori agli uomini nelle fasce d’età più giovani (20-24 anni + 73,7%; 25-29 anni +56,4%, 30-34 anni + 51,1%). Questo a conferma del fatto che le donne su alcuni fronti, soprattutto <strong>dove vale il merito</strong> e non ci sono condizionamenti culturali, hanno sorpassato gli uomini e possono e devono essere <strong>la principale risorsa per lo sviluppo e la crescita dell’economia</strong>, che oggi è prima di tutto economia della conoscenza. Un fenomeno, quello del predominio nell’istruzione universitaria, non solo italiano, ma diffuso in tutto il mondo ed Europa. <strong>L’Italia però soffre di un tasso di istruzione universitaria quasi dimezzato rispetto a quello europeo  tra le giovani generazioni</strong> (tra 30-34 anni 19% i laureati in Italia, 15% uomini e 23% donne; 32,2% in Europa, 28,8% uomini e 35,6% donne).</p>
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		<title>Donne e Finanza</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Quarta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci piacerebbe molto non dover più festeggiare l&#8217;8 Marzo ma purtroppo ancora oggi ci ritroviamo a dover discutere del ruolo della donna e della sua posizione nella società civile. Ma se da un lato i media continuano a mostrarci esempi di donne che raggiungono la visibilità (non certo il potere) solo sfruttando il loro aspetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci piacerebbe molto non dover più festeggiare l&#8217;8 Marzo ma purtroppo ancora oggi ci ritroviamo a dover discutere del ruolo della donna e della sua posizione nella società civile. </p>
<p>Ma se da un lato i media continuano a mostrarci esempi di donne che raggiungono la visibilità (non certo il potere) solo sfruttando il loro aspetto fisico ed il loro approccio provocante, noi vogliamo ancora una volta dimostrare, numeri alla mano, come le donne siano davvero<strong> una risorsa da valorizzare</strong> per far crescere anche economicamente il nostro paese. </p>
<p>Nell&#8217;articolo pubblicato oggi su <a href="http://www.finanza.com" target="_blank">Finanza.com</a> c&#8217;è un interessante <a href="http://www.finanza.com/dettaglionotiziatop.asp?ActionNum=281290&#038;Tipo=E#refresh_cens" target="_blank">studio sulle performance delle società con almeno una donna nel CdA</a>. </p>
<p>Le &#8220;<strong>società rosa</strong>&#8221; hanno mediamente una redditività delle vendite del 27% superiore rispetto a quella complessiva e una redditività del capitale proprio di oltre il 28% maggiore. Le imprese nelle quali almeno una donna siede in cda realizzano inoltre 18,26 euro di margini operativi lordi ogni 100 euro di fatturato, contro i 13,89 euro della media. </p>
<p>Il <strong>fattore D </strong>ancora una volta è una leva strategica che un&#8217;azienda che vuole competere ai massimi livelli non può non utilizzare. </p>
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		<title>L’8 Marzo dura solo un giorno</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Pugi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[fattore donna]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;antica Roma c&#8217;era una festa, i Saturnali, durante la quale padroni e schiavi si invertivano i ruoli: i padroni servivano gli schiavi e gli schiavi fingevano di essere liberi&#8230;. ma durava solo un giorno, poi tutto tornava come prima. L&#8217;8 marzo mi fà lo stesso effetto: oggi tutti i giornali e le tv parlano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;antica Roma c&#8217;era una festa, i <strong>Saturnali</strong>, durante la quale padroni e schiavi si invertivano i ruoli: i padroni servivano gli schiavi e gli schiavi fingevano di essere liberi&#8230;. ma durava solo un giorno, poi tutto tornava come prima.<br />
L&#8217;8 marzo mi fà lo stesso effetto: oggi tutti i giornali e le tv parlano di <strong>fattore donna</strong>, <strong>conciliazione</strong> lavoro e famiglia, <strong>Womenomics</strong>, <strong>quote rosa</strong>; oggi noi donne siamo brave, empatiche, intelligenti, ecc…<br />
Domani tornerà tutto come prima, ma intanto per un giorno si è parlato delle questione che ci stanno a cuore. Tanto vale godersi la festa!</p>
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		<title>ABOLIAMO L’8 MARZO!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 14:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta mimose, basta parole, più fatti. È una provocazione, certo, quella di abolire la ricorrenza dell’8 marzo. Eppure, diciamocelo una volta per tutte, questa festa serve solo a mettersi a posto la coscienza. Occorre al contrario un impegno quotidiano e concreto per superare l’attuale cultura che impone alla donna ruoli ormai anacronistici, all’interno della coppia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/03/1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1928 aligncenter" title="-1" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/03/1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Basta mimose, basta parole, più fatti</strong>. È una provocazione, certo, quella di abolire la ricorrenza dell’8 marzo. Eppure, diciamocelo una volta per tutte, questa festa serve solo a mettersi a posto la coscienza. <strong>Occorre al contrario un impegno quotidiano e concreto</strong> per superare l’attuale cultura che impone alla donna ruoli ormai anacronistici, all’interno della coppia e nell’organizzazione familiare e aziendale.</p>
<p>Purtroppo<strong> la strada della parità è ancora lunga</strong>, come dimostra una recente indagine di Manageritalia effettuata su un campione di 1.242 manager (di cui il 20% donne). Per l’88% degli intervistati, infatti, alle donne viene ancora delegata in toto la cura e l’educazione dei figli, la gestione delle faccende domestiche e l’assistenza degli anziani. Insomma, la distribuzione dei compiti all’interno della famiglia è del tutto sbilanciata.</p>
<p>Per i manager è inoltre auspicato e ritenuto possibile un miglioramento dell’organizzazione del lavoro per andare incontro alle esigenze dei singoli, donne, ma anche uomini, riuscendo allo stesso tempo a migliorare clima e produttività (77%) o comunque ottenendo gli stessi risultati (64%). Un problema, quello della conciliazione di vita personale e professionale, che tocca soprattutto le donne (68%), ma anche gli uomini (40%), anche se poi condiziona l’accesso e/o la permanenza al lavoro solo delle prime.</p>
<p>Il Gruppo donne manager è dalla sua fondazione in prima linea per proporre e rendere concrete iniziative volte a superare questo gap. A tal proposito <strong>chiediamo a tutte/i voi di rispondere a un questionario sulle nostre attività</strong>, per verificare se i nostri interventi siano utili e apprezzati o meno.</p>
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		<title>Appuntamenti del week-end</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 17:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Violenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
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		<category><![CDATA[stalking]]></category>

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		<description><![CDATA[Il weekend che precede l&#8217;8 Marzo è sempre ricco di incontri ed eventi interessanti. Vi segnaliamo in particolare: Un dibattito organizzato da Chiamamilano e Associazione differenza donna per discutere di stalking dal titolo Alba &#8211; Agenda anti Stalking L&#8217;incontro pubblico dal titolo &#8220;Donne, Dignità e Diritti&#8221; organizzato dal Comune di Milano Vi invitiamo a tenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il weekend che precede l&#8217;8 Marzo è sempre ricco di incontri ed eventi interessanti.</p>
<p>Vi segnaliamo in particolare:</p>
<ul>
<li>Un dibattito organizzato da Chiamamilano e Associazione differenza donna per discutere di stalking dal titolo Alba &#8211; Agenda anti Stalking
<p><a href="http://http://www.chiamamilano.it/media/files/loc6marzo.pdf" target="_blank"><img class="alignnone" title="Alba Antistalking" src="http://www.chiamamilano.it/media/files/popup6marzo.jpg" alt="" width="351" height="296" /></a></li>
<li>L&#8217;incontro pubblico dal titolo &#8220;Donne, Dignità e Diritti&#8221; organizzato dal Comune di Milano
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/03/definitivo-invito-donne-edignità.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-1924" title="definitivo invito donne edignità" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/03/definitivo-invito-donne-edignità-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></li>
</ul>
<p>Vi invitiamo a tenere sempre d&#8217;occhio il nostro <a href="http://donne.manageritalia.it/calendario-eventi" target="_self">calendario degli eventi</a> per non perdere queste e altre segnalazioni interessanti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ActionAid a Varese per i Diritti delle Donne</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione dell’ 8 marzo , festa internazionale della donna, ActionAid vuole ribadire l’importanza di rimettere le donne al centro della lotta alla fame: i diritti delle donne alla terra e alle risorse naturali sono l’anello mancante nella risposta alla crisi alimentare. Il Gruppo Locale di Varese ti aspetta domenica 7 Marzo, presso chiesa dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dell’ 8 marzo , festa internazionale della donna, <a href="http://www.actionaid.it/" target="_blank">ActionAid</a> vuole ribadire l’importanza di rimettere le donne al centro della lotta alla fame: i diritti delle donne alla terra e alle risorse naturali sono l’anello mancante nella risposta alla crisi alimentare.</p>
<p>Il <strong>Gruppo Locale di Varese</strong> ti aspetta domenica 7 Marzo, presso chiesa dei frati della Brunella, dove allestirà un banchetto con vendita di deliziose torte.<br />
Per informazioni: <a href="mailto:varese@actionaid.org">varese@actionaid.org</a></p>
<p>Il Gruppo Locale per ActionAid di Varese</p>
<p>ActionAid chiede ai Paesi donatori, al G8 e in particolare all’Italia di mettere i diritti delle contadine al centro della risposta alla crisi alimentare: il diritto delle donne a possedere ed ereditare la terra, l’accesso alla formazione e al credito per attività agricole, assieme all’istruzione e alla garanzia di una fonte di reddito devono costituire le priorità dell’agenda politica di chi vuole combattere la fame a livello globale.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Action-Aid/70004498095?ref=mf" target="_blank">ActionAid è anche su Facebook</a></p>
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		<title>Per la giornata della donna</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 11:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni femminili]]></category>
		<category><![CDATA[informa.mi]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un 8 marzo all&#8217;insegna della valorizzazione delle numerose associazioni femminili che a Milano lavorano con costanza e passione ogni giorno, domenica potrete andare al Palazzo Giureconsulti (mappa). L&#8217;evento si chiama &#8220;Informa.Mi.Donna: le associazioni femminili per la città&#8220;, e trovate maggiori informazioni qui. Ecco il programma della giornata:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per un 8 marzo all&#8217;insegna della valorizzazione delle numerose associazioni femminili che a Milano lavorano con costanza e passione ogni giorno, domenica potrete andare al Palazzo Giureconsulti (<a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;q=palazzo+giureconsulti,+milano&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.466135,9.186201&amp;spn=0.005794,0.019097&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">mappa</a>).</p>
<p>L&#8217;evento si chiama &#8220;<strong>Informa.Mi.Donna: le associazioni femminili per la città</strong>&#8220;, e trovate maggiori informazioni <a href="http://www.partecipami.it/?q=node/6239" target="_blank">qui</a>.<br />
Ecco il programma della giornata:</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2009/03/informamidonna.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-796" title="Informa.Mi.Donna" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2009/03/informamidonna.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>Per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 17:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Marzo 1911, un gruppo di operaie di una industria tessile di New York sciopera come forma di protesta contro le terribili condizioni di lavoro. Lo sciopero prosegue per diverse giornate ma è proprio l&#8217;8 marzo che la proprietà dell&#8217;azienda blocca le uscite della fabbrica. Disgraziatamente quel giorno scoppia un incendio e 129 donne rimangono vittime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donne.manageritalia.it/per-non-dimenticare" title="banner_8marzo.gif"><img src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2008/03/banner_8marzo.gif" alt="banner_8marzo.gif" /></a></p>
<p><span id="more-129"></span><br />
<strong>Marzo 1911</strong>, un gruppo di operaie di una industria tessile di New York sciopera come forma di protesta contro le terribili condizioni di lavoro.<br />
Lo sciopero prosegue per diverse giornate ma è proprio l&#8217;8 marzo che la proprietà dell&#8217;azienda blocca le uscite della fabbrica. Disgraziatamente quel giorno scoppia un<strong> incendio</strong> e <strong>129 donne</strong> rimangono vittime non potendo scappare.</p>
<p>L&#8217;8 marzo assume un&#8217;importanza mondiale e diventa simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli.<br />
L&#8217;8 marzo più che una festa è per noi una ricorenza di quella giornata da non dimenticare.</p>
<p>Da ricordare è anche tutta la strada percorsa insieme a tutte le donne e gli uomini che non hanno dimenticato, che si sono prodigati ottenendo grandi risultati e lottano oggi per raggiungere sempre più importanti obiettivi.</p>
<p>Donna Moderna ha deciso di cogliere l’occasione di questa giornata per muoversi concretamente contro la violenza sulle donne.  <a href="http://www.noallaviolenza.donnamoderna.com/home" target="_blank">Qui</a> trovate il sito, <a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2008/03/convegnoviolenzadm.pdf" target="_blank">qui</a> l’invito per il convegno, e qui vari post interessanti al riguardo: <a href="http://www.catepol.net/2008/03/07/no-alla-violenza-sulle-donne-e-niente-mimose-per-me/" target="_blank">uno</a>, <a href="http://www.pm-10.net/niente-mimose-per-me-please/" target="_blank">due</a>, <a href="http://www.viscontessa.com/2008/03/05/ma-che-festa-e-se-non-ce-niente-da-festeggiare/" target="_blank">tre</a>, <a href="http://pippawilson.blogspot.com/2008/03/diamo-un-senso-un-pi-all8-marzo.html" target="_blank">quattro</a>, <a href="http://www.paolocosta.net/?p=9" target="_blank">cinque</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/03/03/per-l8-marzo-vorrei-una-donna-pontefice/" target="_blank">sei</a>, <a href="http://www.blimunda.net/?p=1229" target="_blank">sette</a>, <a href="http://www.maestrinipercaso.it/2008/03/la-potenza-delle-donne.html" target="_blank">otto</a>.</p>
<p>Se volete ricordare insieme a noi il vero senso di questa data, prendetevi il nostro banner <a href="http://transfer.hagakure.it/banner%20mimose/banner_8marzo.gif" target="_blank">qui</a>!</p>
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