<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; Diritti umani</title>
	<atom:link href="http://donne.manageritalia.it/tag/diritti-umani/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://donne.manageritalia.it</link>
	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 14:31:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Le donne in Asia: qualcosa sta cambiando?</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/donne-asia-diritti-umani</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/donne-asia-diritti-umani#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliana Bellavista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Salute]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[donne in asia]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[tsai ing-wen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=4444</guid>
		<description><![CDATA[Ho un amore sviscerato per l’Asia, amo le sue culture, il sorriso dei suoi popoli, le sue religioni, le differenze forti e crudeli a volte. È un continente dai panorami incantati e dalle genti gentili e sorridenti, pieno di contraddizioni, ma non posso fare a meno di ricordare che ancora oggi considera le donne esseri inferiori. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/Tsai_Ing_Wen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4445" title="Tsai_Ing_Wen" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/Tsai_Ing_Wen-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" /></a>Ho un amore sviscerato per l’Asia, amo le sue culture, il sorriso dei suoi popoli, le sue religioni, le differenze forti e crudeli a volte. È un continente dai panorami incantati e dalle genti gentili e sorridenti, pieno di contraddizioni, ma non posso fare a meno di ricordare che ancora oggi considera le donne esseri inferiori.</p>
<p><strong>La globalizzazione, le maggiori possibilità di comunicazione e informazione, le migrazioni, stanno però cambiando la considerazione femminile anche qui. A fatica e a piccoli passi ma sta succedendo.</strong></p>
<p>Avere una figlia, in Cina, è ancora considerata una disgrazia soprattutto se parliamo di comunità agricole: bisogna darle una dote e sposarla, può lavorare i campi ma come potrà provvedere alla famiglia?</p>
<p>Il piano di controllo delle nascite in atto fa sì che le famiglie diano la preferenza ai nascituri maschi e attuino l’aborto (obbligatorio dal “secondo” figlio) selettivo. È più facile, così se “puoi permetterti un solo figlio” che almeno sia maschio!</p>
<p><strong>Anche Taiwan si trova ad affrontare lo stesso problema ma con un approccio diverso:</strong> a inizio gennaio 2012 è stato pubblicato un rapporto governativo che rivela che ogni anno sull’isola scompaiono 3mila neonate (nascono e poi spariscono come nel medioevo!). Vendute, uccise, che altro? Per contrastare questa pratica (eufemismo!) qualche giorno fa le autorità sanitarie hanno inviato <a href="http://www.laperfettaletizia.com/2011/12/taiwan-divieto-ai-medici-di-rivelare-il.html">una circolare ai medici affinché non rivelino il sesso del nascituro nei primi mesi di gravidanza</a>, quando l’aborto è ancora possibile. Il medico potrà rivelare il sesso solo dopo l’ottavo mese di gravidanza.</p>
<p>Qualche buona notizia c’è però.</p>
<p>Sempre a Taiwan, lo scorso 14 gennaio, le <a href="http://www.elle.it/Sorelle-Italia/Elezioni-taiwan-prima-candidata-presidente-donna ">elezioni per il nuovo presidente hanno visto per la prima volta un candidato donna</a>: <strong>Tsai Ing-Wen</strong>, 55 anni e leader del Partito Democratico Progressista (DPP), sta sfidando il presidente in carica. La chiamano “Little Ing” ma è una lady di ferro: fautrice dell’autonomia dell’isola, dottorato alla London School of Economics, docente universitaria di Diritto e oggi candidata alle presidenziali di Taiwan.</p>
<p><strong>Riuscirà Little Ing a promuovere il grande cambiamento nella cultura del suo paese?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/donne-asia-diritti-umani/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La miopia dell&#8217;Unione Europea sulla maternità</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/la-miopia-dellunione-europea-sulla-maternita</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/la-miopia-dellunione-europea-sulla-maternita#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 09:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio dei ministri dell’Occupazione e Affari Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne lavoratrici]]></category>
		<category><![CDATA[donne lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[donne pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Ferruccio Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[maternità obbligatoria]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Grassi]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=2821</guid>
		<description><![CDATA[Solo un paio di mesi fa avevamo sperato che il Parlamento Europeo migliorasse l’attuale normativa sulla maternità chiedendo a tutti i Paesi di estendere la maternità obbligatoria  da 14 a 20 settimane retribuite al 100%: Anche l’Italia che vanta sicuramente una buona legislazione in materia di protezione della maternità e che attualmente prevede l’astensione obbligatoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo un paio di mesi fa avevamo sperato che <strong>il Parlamento Europeo migliorasse l’attuale normativa sulla maternità </strong>chiedendo a tutti i Paesi di estendere la maternità obbligatoria  da 14 a 20 settimane retribuite al 100%: Anche l’Italia che vanta sicuramente una buona legislazione in materia di protezione della maternità e che attualmente prevede l’astensione obbligatoria di 5 mesi, avrebbe dovuto adeguare la stessa dal punto di vista economico portando al 100% la retribuzione (attualmente all’80% integrato del 20% dalle aziende solo per i CCNL).</p>
<p>Purtroppo però<strong> è giunta la doccia fredda</strong> (ma c’era già chi se l’aspettava visto  che comunque ad ottobre, in prima lettura, si preannunciava una forte opposizione da parte di alcuni Paesi che ritenevano la proposta troppo onerosa &#8211; 390 voti a favore , 192 contrari e 59 astensioni) .<br />
E così è stato: <strong>il Consiglio  dei ministri dell’Occupazione e Affari Sociali (Epsco) ha posto un freno alle modifiche</strong> (per l’Italia hanno partecipato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e Vincenzo Grassi come rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue).</p>
<p>Una grande maggioranza di ministri, infatti, <strong>ha rigettato la proposta esprimendo preoccupazione per le implicazioni di costo</strong> ritenendo che gli emendamenti proposti dal Parlamento, in particolare la richiesta di proroga del congedo di maternità minima a 20 settimane a stipendio pieno, non possa costituire una base adeguata per i negoziati.</p>
<p>Insomma <strong>investire sulla famiglia, sulle donne lavoratrici, sulla maternità costa troppo e la crisi economica viene usata, ancora una volta, come spauracchio.</strong></p>
<p>La crisi esiste, inconfutabile, e allora quale migliore modo di uscirne se non chiudendo gli occhi?<br />
Questo è quanto stanno facendo molto Paesi, dove si stringono i cordoni della borsa, giustamente, senza al contempo ripensare al nostro modello di vita e lavoro , <strong>senza investire sulla nostra qualità di vita.</strong><br />
Se è vero che la crisi economica di questi anni è figlia della speculazione finanziaria e di una cattiva gestione della ricchezza, neanche il tempo di dirlo che già speculazione e profitto la fanno da padrone.</p>
<p>Investire sulla famiglia, comunque sia formata ( ci piace ribadirlo), sui lavoratori e sulle lavoratrici, sulle nuove generazioni, sui nostri giovani, sulla loro formazione costa troppo, non importa se questi costituiscono le fondamenta della nostra società presente e futura: <strong>le donne e gli uomini di domani ringraziano!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/12/maternita02.jpg"><img class="size-full wp-image-2823 aligncenter" title="maternita02" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/12/maternita02.jpg" alt="" width="160" height="234" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/la-miopia-dellunione-europea-sulla-maternita/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La dignità delle donne a &#8220;Vieni via con me&#8221;</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/la-dignita-delle-donne-a-vieni-via-con-me</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/la-dignita-delle-donne-a-vieni-via-con-me#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 13:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[donne pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[elenco]]></category>
		<category><![CDATA[Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[Lista Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Morante]]></category>
		<category><![CDATA[partito Radicale]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[Raitre]]></category>
		<category><![CDATA[Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[Vieni via con me]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=2787</guid>
		<description><![CDATA[Ieri sera nella trasmissione &#8220;Vieni via con me&#8221; ho apprezzato particolarmente i tre elenchi, della Bonino, della Camusso e quello letto dall&#8217;attrice Laura Morante che riportava un elenco scritto da una giovane in platea. Li ho trovati giusti, corretti, puliti, non lamentosi, ma rispettosi di realtà che ancora molti fingono di non conoscere o che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri sera nella trasmissione <strong>&#8220;Vieni via con me&#8221; </strong>ho apprezzato particolarmente i tre elenchi, della Bonino, della Camusso e quello letto dall&#8217;attrice Laura Morante che riportava un elenco scritto da una giovane in platea.</p>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c49ec686-0637-489b-887f-62baebd353fa.html?refresh_ce#p=0" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-2799" title="Emma Bonino a &quot;Vieni via con me&quot;" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/Schermata-2010-11-23-a-15.59.44-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: justify;">Li ho trovati giusti, corretti, puliti, non lamentosi, ma<strong> rispettosi di realtà che ancora molti fingono di non conoscere o che sottovalutano</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Anche queste volta le parole delle donne giungono schiette e vanno al punto, brave!<br />
e per chi non avesse avuto modo di ascoltarle, o chi avesse voglia di riascoltarle e fare qualche riflessione, vi diamo l&#8217;opportunità di farlo dal sito di <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c49ec686-0637-489b-887f-62baebd353fa.html?refresh_ce#p=0" target="_blank">Rai TV</a>.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/la-dignita-delle-donne-a-vieni-via-con-me/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da Aung San Suu Kyi a Liu Xiaobo, la battaglia per i diritti umani continua</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/da-aung-san-suu-kyi-a-liu-xiaobo-la-battaglia-per-i-diritti-umani-continua</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/da-aung-san-suu-kyi-a-liu-xiaobo-la-battaglia-per-i-diritti-umani-continua#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 11:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Aung San Suu Kyi]]></category>
		<category><![CDATA[Aung San Suu Kyi libera]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani in Cina]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione Aung San Suu Kyi]]></category>
		<category><![CDATA[Liu Xiaobo]]></category>
		<category><![CDATA[Liu Xiaobo premio Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel per la pace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=2774</guid>
		<description><![CDATA[Nel nostro blog abbiamo dedicato una sezione alle &#8220;cause in cui crediamo&#8221;. Abbiamo inteso segnalare quegli argomenti che ci stanno molto a cuore pur non avendo attinenza diretta con le tematiche che solitamente trattiamo in questa nostra finestra aperta alla conversazione che è il nostro blog. Tra le cause in cui crediamo avevamo inserito Aung [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel nostro blog abbiamo dedicato una sezione alle &#8220;cause in cui crediamo&#8221;. Abbiamo inteso segnalare quegli argomenti che ci stanno molto a cuore pur non avendo attinenza diretta con le tematiche che solitamente trattiamo in questa nostra finestra aperta alla conversazione che è il nostro blog.<br />
Tra le cause in cui crediamo avevamo inserito <strong>Aung San Suu Kyi</strong> e con grande gioia, dopo la sua liberazione, la togliamo da questo spazio pur non dimenticando la sua causa, <strong>i valori in cui Aung San Suu Kyi e tutti noi crediamo e soprattutto continueremo a darle moralmente il nostro supporto</strong>.<br />
Purtroppo quello spazio non rimarrà vuoto perchè metteremo un&#8217;altra causa in cui crediamo, quella di <strong>Liu Xiaobo, il Nobel per la pace 2010 che lotta per i diritti umani in Cina, dove è tenuto in prigione per &#8220;non nuocere&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci sono lotte che superano le barriere di una prigione e per le quali il mondo si mobilita. Anche noi daremo il nostro supporto a questa causa e <strong>ci auguriamo che lo spazio che prima era dedicato a Aung San Suu Kyi porti fortuna a Liu Xiaobo, così che presto si possa gioire anche per la sua liberazione.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/Free-Liu-Xiao-Bo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2776" title="Free Liu Xiao Bo" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/Free-Liu-Xiao-Bo-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/da-aung-san-suu-kyi-a-liu-xiaobo-la-battaglia-per-i-diritti-umani-continua/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Finalmente libera Aung San Suu Kyi</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/finalmente-libera-aung-san-suu-kyi</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/finalmente-libera-aung-san-suu-kyi#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 10:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lucini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aung San Suu Kyi]]></category>
		<category><![CDATA[Aung San Suu Kyi libera]]></category>
		<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[Burma]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura birmana]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione Aung San Suu Kyi]]></category>
		<category><![CDATA[premio Nobel]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=2759</guid>
		<description><![CDATA[Dopo 7 anni trascorsi agli arresti domiciliari, durante i quali a nulla sono valsi gli appelli provenienti da ogni parte del mondo e neppure il premio Nobel per la pace ricevuto nel 1991, Finalmente ora Aung San Suu Kyi è libera. Nonostante le difficoltà di questi anni di segregazione la sua energia e la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo 7 anni trascorsi agli arresti domiciliari, durante i quali a nulla sono valsi gli appelli provenienti da ogni parte del mondo e neppure il premio Nobel per la pace ricevuto nel 1991, <strong>Finalmente ora Aung San Suu Kyi è libera</strong>.<br />
Nonostante le difficoltà di questi anni di segregazione la sua energia e la sua voglia di lottare per portare la democrazia nel suo Paese non si sono spente, ma si sono anzi rafforzate. Già nel primo giorno di libertà la dissidente ha voluto parlare alla sua gente, e davanti alle circa 40 mila persone ha ribadito che “La base della democrazia è la libertà di parola” ed ha confermato di voler “lavorare con tutte le forze democratiche, <strong>senza perdere la speranza per un futuro migliore</strong>”. Ha poi sottolineato “di aver <strong>bisogno dell’energia della popolazione</strong>, perché niente può essere raggiunto senza la partecipazione della gente. Bisogna camminare insieme”.<br />
Inoltre durante gli incontri che ha già avuto con diplomatici di diversi paesi la coraggiosa leader ha lanciato un grido d’appello:</p>
<p>“<strong>la Birmania ha bisogno di aiuto</strong>. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, delle nazioni occidentali, di quelle orientali, di tutte”.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/Aung_San_Suu_Kyi04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2760" title="Aung_San_Suu_Kyi04" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/11/Aung_San_Suu_Kyi04.jpg" alt="" width="181" height="275" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/finalmente-libera-aung-san-suu-kyi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un popolo, una regina</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/un-popolo-una-regina</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/un-popolo-una-regina#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 07:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[donne manager]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione bambini poveri]]></category>
		<category><![CDATA[principessa rania]]></category>
		<category><![CDATA[rania]]></category>
		<category><![CDATA[rania di giordania]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=2395</guid>
		<description><![CDATA[Sono appena tornata dalla Giordania, paese che offre molte meraviglie…. Petra, Jerash, Betania, Mar Morto, il Monte Nebo… i giordani e la loro regina. Sono rimasta affascinata da un popolo umile e gentile e colpita dall’attaccamento e l’ amore che tutti provano per la loro regina: Rania. Non è stato facile, le sue idee moderne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono appena tornata dalla <strong>Giordania</strong>, paese che offre molte meraviglie…. Petra, Jerash, Betania, Mar Morto, il Monte Nebo… i giordani e la loro regina. Sono rimasta affascinata da un popolo umile e gentile e colpita dall’attaccamento e l’ amore che tutti provano per la loro regina: <strong>Rania</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/rania-di-giordania.jpg"><img class="size-full wp-image-2396 aligncenter" title="rania di giordania" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/rania-di-giordania.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2395"></span>Non è stato facile, le sue idee moderne non sono state subito accettate, ma con il suo coraggio è riuscita  a portare avanti battaglie a favore dell’infanzia e delle donne con risultati che si possono percepire anche girando il paese da comuni turisti.<br />
Alle donne sta donando la possibilità di poter difendere i propri diritti e di uscire dalla sottomissione.  Sta consentendo alle donne di attingere a microfinanziamenti per poter avviare una attività lavorativa e uscire dalla povertà.<br />
Oltre a lottare contro ogni forma di violenza verso i bambini è convinta che l’istruzione di base sia l’arma vincente per difenderli. Lancia campagne e raccoglie fondi a favore dell’<strong>istruzione per i bambini pover</strong>i nel mondo.<br />
Oggi la sua ultima sfida, in un paese dove l’acqua è il bene più prezioso, riuscire a lanciare un turismo basato su strutture eco-compatibili di lusso ad impatto zero per permettere di visitare, ma anche  proteggere l’ambiente che viene man mano trasformato in vere e proprie riserve naturali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/un-popolo-una-regina/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Noi siamo con Sakineh Mohammadi Ashtiani</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/noi-siamo-con-sakineh-mohammadi-ashtiani</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/noi-siamo-con-sakineh-mohammadi-ashtiani#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 13:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sakineh]]></category>
		<category><![CDATA[Sakineh Mohammadi Ashtiani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=2367</guid>
		<description><![CDATA[Noi siamo con lei]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/Immagine-2.png"><img class="size-full wp-image-2366 aligncenter" title="Immagine 2" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/09/Immagine-2.png" alt="" width="233" height="306" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Noi siamo con lei</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/noi-siamo-con-sakineh-mohammadi-ashtiani/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non abbassiamo la guardia!</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/non-abbassiamo-la-guardia</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/non-abbassiamo-la-guardia#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 08:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne / Violenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambito familiare]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Barabotti]]></category>
		<category><![CDATA[classi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio permanente sulla violenza alle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[scandalo]]></category>
		<category><![CDATA[università bicocca]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=1955</guid>
		<description><![CDATA[di Barbara Barabotti Tutti concordiamo sul fatto che la Violenza sulle donne sia uno scandalo per i diritti umani. Leggiamo articoli e partecipiamo a dibattiti, ma troppo spesso la sensazione è che il problema sia lontano da noi. Non abbassiamo la guardia. La violenza sulle donne non ha tempo né confini, non risparmia nessuna nazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Barbara Barabotti</em></p>
<p>Tutti concordiamo sul fatto che la <strong>Violenza sulle donne</strong>  sia uno scandalo per i diritti umani. Leggiamo articoli e partecipiamo a dibattiti, ma troppo spesso la sensazione è che il problema sia lontano da noi. </p>
<p>Non abbassiamo la guardia. La violenza sulle donne non ha tempo né confini, non risparmia nessuna nazione o paese. Gli aggressori appartengono a tutte le classi sociali e si possono trovare fuori, ma anche all’interno del proprio ambito familiare. </p>
<p>Per questo abbiamo accolto favorevolmente l’iniziativa presentata l&#8217;<strong>otto marzo</strong> a Palazzo Isimbardi dalla Provincia di Milano, Università Bicocca e alcune tra le più importanti associazioni che lottano contro la violenza e i maltrattamenti alle donne. </p>
<p><a href="http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano/cronaca/2010/03/08/301318-abusi_violenze_sulle_donne.shtml" target="_blank">Nasce l&#8217; &#8220;osservatorio permanente sulla violenza alle donne&#8221;</a>nuovo strumento per stimare l&#8217;incidenza e valutare caratteristiche di un fenomeno ancora troppo diffuso. </p>
<p>Nel 2009 nella Provincia di Milano sono stati raccolti 2 mila casi di violenze: il 60% subiti da donne italiane, il 90% tra le mura domestiche. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/non-abbassiamo-la-guardia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per non dimenticarlo</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/per-non-dimenticarlo</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/per-non-dimenticarlo#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 10:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista afgano]]></category>
		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[sayed perwiz kambaksh]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=769</guid>
		<description><![CDATA[Sayed Perwiz Kambaksh, il giornalista afgano accusato di blasfemia e condannato per aver scritto sul suo blog che uomo e donna sono uguali davanti a Dio. Lungo è ancora il cammino per la tutela dei diritti umani perchè poca è la nostra attenzione, tante storie dimenticate, troppe e l&#8217;attuale situazione economica rischia di relegare questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sayed Perwiz Kambaksh, <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_25/blogger-afgano-condannato-cremonesi_dbbb5f12-0350-11de-a752-00144f02aabc.shtml" target="_blank">il giornalista afgano accusato di blasfemia e condannato</a> per aver scritto sul suo blog che uomo e donna sono uguali davanti a Dio.</p>
<p>Lungo è ancora il cammino per la<strong> tutela dei diritti umani </strong>perchè poca è la nostra attenzione, tante storie dimenticate, troppe e l&#8217;attuale situazione economica rischia di relegare questo obiettivo tra ultimi nella lista dei valori del genere umano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/per-non-dimenticarlo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>We only have what we give</title>
		<link>http://donne.manageritalia.it/we-only-have-what-we-give</link>
		<comments>http://donne.manageritalia.it/we-only-have-what-we-give#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 08:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Persico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne / Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[foundation]]></category>
		<category><![CDATA[isabelle allende]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://donne.manageritalia.it/?p=330</guid>
		<description><![CDATA[Come sanno tutti coloro che sono appassionati di letteratura sudamericana, nel dicembre 1992 Isabel Allende perde sua figlia dopo mesi di straziante malattia. L’Allende racconta nel suo ultimo romanzo, alla figlia Paula appunto, quanto accaduto dopo la sua “dipartita”. Il dolore della sua perdita getta l’autrice in una prevedibile condizione di sconforto totale&#8230; Decide dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sanno tutti coloro che sono appassionati di letteratura sudamericana, nel dicembre 1992 Isabel Allende perde sua figlia dopo mesi di straziante malattia.</p>
<p><span id="more-330"></span><br />
L’Allende racconta nel suo ultimo romanzo, alla figlia Paula appunto, quanto accaduto dopo la sua “dipartita”. Il dolore della sua perdita getta l’autrice in una prevedibile condizione di sconforto totale&#8230;<br />
Decide dopo 4 anni di prendersi una vacanza che possa in parte compensare l’aridità del suo cuore tanto provato e si reca in India.</p>
<p>Nel romanzo riporta un episodio accaduto durante una gita quando incontra delle donne alle quali regala dei bracciali:</p>
<p><em>Salutammo le donne e cominciammo ad allontanarci, ma una ci seguì. Mi toccò la schiena, mi girai ed offrì un pacchetto. Era molto leggero, sembrava solo un fagotto di stracci, ma quando lo aprii vidi che conteneva un neonato minuscolo. Sirinder arrivò gridando di lasciarlo lì. Ma perché quella donna voleva darci il suo bambino? Era una bambina, nessuno vuole una bambina.</em></p>
<p><em>Ci sono storie che hanno il potere di guarire. L’episodio di quel pomeriggio sotto l’acacia sciolse il nodo che mi strangolava, spazzò via le ragnatele di pena per me stessa e mi obbligò a tornare nel mondo e a trasformare il mio lutto in azione. <strong>Non potei salvare quella bambina, né la sua disperata madre, ma promisi che avrei almeno cercato di alleggerire la loro sorte. Gli introiti che avevo ricevuto per il libro Paula erano congelati in una banca in attesa che mi venisse in mente come utilizzarli. In quel momento lo capii, solo una goccia d’acqua nel deserto dei bisogni dell’umanità, ma almeno non mi sarei  sentita impotente.<br />
Darò vita a una fondazione per aiutare donne e bambini. Non immaginavo che quel seme sarebbe divenuto negli anni un albero, come quella acacia.</strong></em></p>
<p>La <a href="http://www.isabelallendefoundation.org/" target="_blank">Fondazione Isabel Allende</a> è stata creata il 9 dicembre 1996 , per rendere omaggio alla memoria di sua figlia Paula Frias; una giovane donna graziosa e spirituale, la luce della sua famiglia.<br />
Durante la sua breve vita Paula aveva lavorato come volontaria presso comunità povere del Venezuela e della Spagna, offrendo il suo tempo, la sua assoluta passione e le sue competenze di educatrice e psicologa. Si interessava profondamente agli altri. Quando aveva un dubbio, il suo motto era: quale è la cosa più generosa da fare? La fondazione di sua madre è basata sui suoi ideali di servizio e compassione ed è stata creata per proseguire il suo lavoro.</p>
<p><a href="http://www.isabelallendefoundation.org/" target="_blank">The Isabel Allende Foundation</a><br />
116 Caledonia Street<br />
Sausalito, CA 94965<br />
U.S.A.<br />
Email: lori@isabelallendefoundation.org</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://donne.manageritalia.it/we-only-have-what-we-give/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

