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	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; evento</title>
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	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
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		<title>Convegno “Management della filiera agroalimentare: coniugare qualità e profitto”</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 13:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Pugi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri c’è stato il convegno “Management della filiera agroalimentare: coniugare qualità e profitto”, organizzato dal Gruppo Donne Manager di Manageritalia Milano e moderato da Luigi Rubinelli, Direttore di Mark-up. Un’occasione per mostrare come i manager in generale &#8211; e le manager donne in particolare &#8211; possano riuscire a portare in azienda profitto di lungo termine e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri c’è stato il convegno “Management della filiera agroalimentare: coniugare qualità e profitto”, organizzato dal Gruppo Donne Manager di Manageritalia Milano e moderato da Luigi Rubinelli, Direttore di <a href="http://www.mark-up.it/" target="_blank">Mark-up</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’occasione per mostrare come i manager in generale &#8211; e le manager donne in particolare &#8211; possano riuscire a portare in azienda profitto di lungo termine e responsabilità sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento si è aperto con l’intervento del Gen.le Bruno Bartoloni della Guardia di Finanza, che non si è tanto soffermato sugli illeciti, quanto piuttosto ha evidenziato come in una visione strategica del business alimentare, si debba guardare alla sostenibilità di lungo termine delle scelte; perchè le aziende per fare profitto (e le nazioni per prosperare) hanno bisogno di utilizzare le risorse in modo consapevole e, in definitiva, etico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/04/1.jpg"><img class="size-large wp-image-3294      aligncenter" style="margin: 10px;" title="filiera agroalimentare manageritalia" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/04/1-1024x682.jpg" alt="" width="393" height="262" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3282"></span>Roberta Prati ha portato la sua esperienza di tante aziende viste da <a href="http://www.bureauveritas.it/" target="_blank">Bureau Veritas</a>, evidenziando come negli anni il concetto di certificazione nell’agroalimentare si sia evoluto da quello di rispetto delle leggi (ormai un prerequisito) a quello di customer social responsability.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante l’evoluzione di <a href="http://www.mcdonalds.it/#/home/" target="_blank">McDonald’s</a> raccontata da Massimo Barbieri: il tradizionale hamburger nel 2010 è stato il protagonista di una campagna incentrata sulla valorizzazione dei prodotti italiani, il McItaly. Sicuramente un’operazione commerciale di successo, ma con dietro un importante e rigoroso lavoro sulla filiera di approvvigionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo Papetti di Heineken ha portato il punto di vista della produzione, dove la qualità è considerata un prerequisito per stare sul mercato. Non si parla di costo della qualità, ma di costo della non qualità, del danno d’immagine che può portare a un’azienda l’immissione sul mercato di un prodotto imperfetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Luisa Bortolomiol delle <a href="http://www.bortolomiol.com/" target="_blank">Cantine Bortolomiol Valdobbiadene</a> ha partecipato come paladina delle piccole produzioni di nicchia, dove solo l’eccellenza qualitativa, coltivata con passione anche con il marchio DOCG, consente di trovare una propria collocazione sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">E le donne? nelle aziende si trovano sempre più donne nelle posizioni di middle management, spesso come responsabili qualità o laboratorio, mentre sono ancora poche quelle che hanno raggiunto le posizioni top. Tanta strada è stata fatta e tanta ce n’è ancora da fare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/04/2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3295" style="margin: 10px;" title="filiera agroalimentare manageritalia" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/04/2-1024x682.jpg" alt="" width="498" height="331" /></a></p>
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		<title>L’impronta femminile sui paradigmi del futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 09:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da alcuni anni Accenture realizza a livello mondiale un appuntamento dedicato ai clienti e al suo personale per discutere e approfondire tematiche legate alla diversity. Quest’anno in particolare l’incontro ha avuto come tema “L’impronta femminile sui paradigmi del futuro” e ha visto tra le sue partecipanti alcune donne protagoniste dell’economia e della società italiana come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da alcuni anni <a href="http://www.accenture.com/it-it/Pages/index.aspx">Accenture</a> realizza a livello mondiale un appuntamento dedicato ai clienti e al suo personale per discutere e approfondire<strong> </strong>tematiche legate alla diversity. Quest’anno in particolare l’incontro ha avuto come tema “<a href="http://www.accenture.com/it-it/company/events/Pages/impronta-femminile-paradigmi-futuro.aspx">L’impronta femminile sui paradigmi del futuro</a>” e ha visto tra le sue partecipanti alcune donne protagoniste dell’economia e della società italiana come Rosalba Casiraghi, personaggio di spessore nell’economia italiana e considerata “una delle trenta donne che influenzano l’economia nel nostro paese”, e Monica Ramaioli, Direttore e Coordinatore dei progetti <a href="http://www.fondazioneveronesi.it/">Fondazione Umberto Veronesi</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/04/L’impronta-femminile-sui-paradigmi-del-futuro-1.jpg"><img class="size-large wp-image-3264 aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="L’impronta femminile sui paradigmi del futuro 1" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/04/L’impronta-femminile-sui-paradigmi-del-futuro-1-1024x644.jpg" alt="" width="398" height="250" /></a><span id="more-3263"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli spunti emersi durante la tavola rotonda, è emersa la volontà comune di superare il termine “diversity” o riuscire per lo meno a connotarlo in modo completamente diverso come un valore aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">E voi cosa ne pensate? La diversità è un bene o un concetto negativo da superare?</p>
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		<title>2 Luglio &#8211; Presentazione del &#8220;Progetto Donne@Work&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sportello Donne@Work]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 2 Luglio alle ore 12.30, presso la Sala Orologio di Palazzo Marino (Piazza della Scala 2), si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto Donne@Work. Non mancate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/06/invito_conf_stampa_donneatwork.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2255" title="Presentazione del progetto Donne @ Work" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/06/invito_conf_stampa_donneatwork.jpg" alt="" width="452" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 2 Luglio alle ore 12.30, presso la Sala Orologio di Palazzo Marino (Piazza della Scala 2), si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto Donne@Work.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancate!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Valore al femminile: generare e creare in azienda e in famiglia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 08:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi segnaliamo che venerdì 21 giugno nel Meeting Centre Sala Giove del Quanta Sport Village di via Assietta 19 si è tenuto il Workshop Valore al femminile: generare e creare in azienda e in famiglia organizzato da Manageritalia e da Quanta, Agenzia per il Lavoro. Tra gli altri speaker, c&#8217;è stato l&#8217;intervento della nostra Marisa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vi segnaliamo che venerdì 21 giugno nel Meeting Centre Sala Giove del <strong><a href="http://www.quantavillage.com/dove-siamo.html" target="_blank">Quanta Sport Village</a></strong> di <strong>via Assietta 19</strong> si è tenuto il Workshop <strong><a href="http://www.quanta.com/eventi/workshop-valore-al-femminile.html" target="_blank">Valore al femminile: generare e creare in azienda e in famiglia</a> </strong>organizzato da <a href="http://www.manageritalia.it" target="_blank"><strong>Manageritalia</strong></a> e da <a href="http://www.quanta.com" target="_blank"><strong>Quanta</strong>, Agenzia per il Lavoro</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Valore al femminile" src="http://www.quanta.com/images/stories/ValoreFemminile.jpg" alt="" width="449" height="196" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli altri speaker, c&#8217;è stato l&#8217;intervento della nostra <a href="http://donne.manageritalia.it/?author=6" target="_blank"><strong>Marisa Montegiove</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2211"></span><br />
Ecco il programma completo dell&#8217;incontro:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ore 18.00</strong> registrazione partecipanti.<br />
<strong>Ore 18.30</strong> workshop con gli interventi di:</p>
<ul>
<li> Enzo Mattina, Vice Presidente Quanta.</li>
<li> Mariolina Moioli, Assessore alla Famiglia, Scuole, Politiche Sociali del Comune di Milano.</li>
<li> Tavola Rotonda &#8211; moderata da Ketty Carraffa, Giornalista.</li>
<li> Marisa Montegiove, Vice Presidente Manageritalia Milano.</li>
<li> Sara Annoni, ALTIS &#8211; Universita&#8217; Cattolica del Sacro Cuore.</li>
<li> Beatrice Uguccioni, Presidente del Consiglio di Zona 9 del Comune di Milano.</li>
<li> Filomena Trizio, Segretaria Generale di NIdiL CGIL e altre rappresentanti delle organizzazioni sindacali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">a seguire cocktail e buffet.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per registrarsi al Workshop potete andare sul <a href="http://www.quanta.com/eventi/workshop-valore-al-femminile/201-workshop-valore-al-femminile-registrazione.html" target="_blank">sito Quanta dedicato</a>, per informazioni potete scrivere una mail a  <a href="mailto:valorealfemminile@quanta.com">valorealfemminile@quanta.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le avventure di una giovane madre: dal blog al romanzo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’appuntamento è per questa sera alle 18 presso la libreria Mondadori Multicenter di Piazza Duomo a Milano: Chiara Cecilia Santamaria (anche conosciuta come @machedavvero su twitter), giornalista freelance e blogger, presenterà il libro Quello che le mamme non dicono, un racconto in prima persona molto legato alla sua esperienza di mamma di 28 anni alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’appuntamento è per questa sera alle 18 presso la libreria Mondadori Multicenter di Piazza Duomo a Milano: <strong>Chiara Cecilia Santamaria </strong>(anche conosciuta come <a href="http://twitter.com/machedavvero" target="_blank"><strong>@machedavvero</strong></a> su <a href="http://twitter.com/manageritalia" target="_blank">twitter</a>), <strong>giornalista freelance e blogger</strong>, presenterà il libro <strong>Quello che le mamme non dicono</strong>, un racconto in prima persona molto legato alla sua esperienza di <strong>mamma</strong> di 28 anni alle prese con un pupo.<br />
L’abbiamo sentita al telefono mentre da Roma, città dove vive, stava raggiungendo Milano per la presentazione di stasera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2168 aligncenter" title="Quello che le mamme non dicono" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/05/mamme_non_dicono-1024x746.jpg" alt="" width="456" height="331" /></p>
<p><strong>Come nasce l’idea di un libro sull’esperienza della maternità?</strong><br />
Nasce dal mio blog, <a href="http://www.macheddavero.it" target="_blank">www.machedavvero.it</a> in cui racconto quello che mi è capitato. Lavoravo in un’azienda con prospettive di crescita, sono rimasta incinta del tutto inaspettatamente e <strong>al quinto mese di gravidanza il mio contratto è scaduto</strong>. I miei superiori mi hanno comunicato che non era previsto un rinnovo. Nel libro ho cercato di proporre una mia visione della maternità, diversa dagli stereotipi, con un po’ di ironia, attraverso un linguaggio leggero. Il mio obiettivo, nella vita così come nella scrittura, è quello di portare avanti la mia vita al 100% come prima, benché le mie giornate sia state stravolte da <strong>mio figlio</strong>, una sorpresa che resta per me meravigliosa.</p>
<p><strong>Quali sono le principali sfide di una giovane donna che diventa madre?</strong><br />
<strong>Conciliare la propria vita con quella del bambino</strong>, trovare un punto di incontro tra il fatto di essere <strong>donna</strong>, non trascurare quindi la vita di coppia, i propri interessi e passioni. Purtroppo<strong> in Italia non ci sono soluzioni valide da permettere una flessibilità per entrambi i ruoli</strong>. Siamo indietro, troppo indietro, rispetto ad altri paesi.</p>
<p><strong>In che termini, secondo lei è possibile conciliare il fatto di essere una giovane madre con il lavoro e la carriera?</strong><br />
È necessario studiare nuove forme di <strong>flessibilità</strong>. In Italia sopravvivono concezioni del lavoro anacronistiche. Quindi ben venga il <strong>telelavoro</strong>, il <strong>part-time verticale</strong>, non il finto part-time che in realtà è una copertura per pagare di meno. Occorre poi applicare in maniera rigida le <strong>leggi già in vigore</strong>, molte aziende fanno finta di niente. E per finire, un maggiore controllo e riconoscimento del lavoro al <strong>rientro dalla maternità</strong>. Ancora troppe donne smettono di fare carriera, vengono dequalificate o interrompono proprio il lavoro, come è successo a me.</p>
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		<title>Brazil: una foto per il futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 10:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lucini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, Giovedì 13, si aprirà una bella mostra e vendita di fotografie presso la prestigiosa Galleria Antonia Jannone di Milano (corso Garibaldi 125). Ci saranno opere bellissime offerte da artisti famosi come Gianpaolo Barbieri, Linn Edwards, Tom Schierlitz, Alessandro Busci, e tanti altri nomi davvero importanti. Il ricavato andrà totalmente devoluto per la costruzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, Giovedì 13, si aprirà una bella mostra e vendita di fotografie presso la prestigiosa <strong>Galleria Antonia Jannone</strong> di <strong>Milano</strong> (<a href="http://maps.google.com/maps?hl=it&amp;q=corso%20Garibaldi%20125%2C%20Milano%2C%20Galleria%20Antonia%20Jannone%20di%20Milano" target="_blank">corso Garibaldi 125</a>).<br />
Ci saranno opere bellissime offerte da artisti famosi come <strong>Gianpaolo Barbieri</strong>, <strong>Linn Edwards</strong>, <strong>Tom Schierlitz</strong>, <strong>Alessandro Busci</strong>, e tanti altri nomi davvero importanti.<br />
Il ricavato andrà totalmente devoluto per la costruzione di un ospedale in <strong>Brasile</strong>, nella regione del <strong>Pantanal</strong>.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/05/INVITOBrazil_13maggio.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2142" title="Brazil" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/05/INVITOBrazil_13maggio-1024x841.jpg" alt="" width="450" height="369" /></a></p>
<p>Ecco il <a href="http://www.hivevision.com/pantanal/home.html" target="_blank">catalogo completo</a> delle immagini presenti alla mostra.</p>
<p>Vale davvero la pena dare un&#8217;occhiata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un commento sul &#8220;Fiocco in Azienda&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 13:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo oggi un commento di un nostro collega, Giovanni Maio, che ci piace riportare sull&#8217;iniziativa &#8220;Un Fiocco in Azienda&#8220;. Sono trascorse alcuni mesi dall’evento “Un fiocco in azienda” organizzato al teatro Litta dal Gruppo Donne Manager di Manageritalia Milano e, ormai depositatasi l’emozione suscitata da quella serata, c’è forse spazio per qualche pensiero a ruota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo oggi un commento di un nostro collega, <a href="http://pensioni.manageritalia.it/author/giovanni-maio/" target="_blank"><strong>Giovanni Maio</strong></a>, che ci piace riportare sull&#8217;iniziativa &#8220;<a href="http://donne.manageritalia.it/un-fiocco-in-azienda" target="_blank"><strong>Un Fiocco in Azienda</strong></a>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Sono trascorse alcuni mesi dall’evento “<a href="http://donne.manageritalia.it/22-febbraio-un-fiocco-in-azienda" target="_blank"><strong>Un fiocco in azienda</strong></a>” organizzato al teatro Litta dal <strong>Gruppo Donne Manager</strong> di <strong>Manageritalia</strong> Milano e, ormai depositatasi l’emozione suscitata da quella serata, c’è forse spazio per qualche <em>pensiero a ruota libera</em>, aiutato dal fatto che è diverso conoscere l’esistenza di un problema solo intellettualmente (era il mio caso fino a quella sera), o essere invece costretti a <strong>riflettere</strong> dopo aver toccato con mano fatti, numeri, e perfino esperienze dei relatori e degli ospiti saliti sul palco.</p>
<p>L’indagine presentata dalla dr.ssa <strong>Valentina Fenaroli,</strong> la relazione letta dalla dr.ssa <strong>Viviana Garbagnoli</strong>, le parole accorate del prof. <strong>Giorgio Vittori</strong>, l’analisi del prof. <strong>Giuseppe Pellizzari</strong> e le testimonianze di alcuni ospiti hanno ricordato al pubblico che <strong>la maternità delle donne in azienda non si può ancora definire un momento tranquillo della loro vita professionale</strong> e, fatto ancora più grave, hanno puntato i riflettori sull’aspetto, spesso sottovalutato se non del tutto taciuto, della <strong>depressione post-partum</strong> che colpisce un numero significativo di donne.</p>
<p>Preso allora atto che <strong>il problema è reale</strong> e che in particolare, ancorché relativamente bassa, l’incidenza della depressione post-partum non è proprio marginale, il primo pensiero è che o si riesce ad intervenire efficacemente ed in fretta, o <strong>il fenomeno è destinato probabilmente ad aggravarsi</strong>, perché le sue cause sembrano essere molteplici, e tutte in qualche modo collegate al tipo di società e di vita verso cui siamo sempre più indirizzati.</p>
<p>Se diamo un occhio al <strong>passato</strong>, infatti, in tempi ancora relativamente recenti (tre, quattro generazioni fa) per la quasi totalità delle donne l’atto di <strong>divenire madre era forse l’unico momento davvero gratificante di una vita</strong> per il resto non particolarmente ricca di soddisfazioni né sul piano sociale, né sul piano personale: poche o nulle libertà di scelta, pochissima autonomia personale, nessuna autonomia economica, numerose carriere professionali precluse, e di conseguenza anche percorsi di studio molto circoscritti. In tal senso, il fatto che solo dopo la fine della seconda guerra mondiale sia stato esteso anche alle donne italiane il diritto di voto è solo l’elemento esteriore, quasi folcloristico, del fatto più generale che fino a non molto tempo fa le donne non si vedevano quasi mai riconosciuta una dignità propria, ma erano in qualche modo solo riflessi di un ‘capo famiglia’ (prima il padre, poi il marito, in assenza di entrambi il fratello o perfino il figlio maggiore) che ne costituiva il vero, e spesso l’unico, riferimento sociale.</p>
<p>Questa situazione personale aveva poche contropartite, ma in qualche modo poteva almeno offrire alle donne una qualche ciambella di salvataggio psicologico in alcuni momenti traumatici della vita femminile, e specificatamente al momento della <strong>nascita di un figlio</strong> e nei mesi immediatamente successivi.</p>
<p>Da un punto di vista sia sociale che personale, infatti, la vita avveniva pressoché tutta all’interno di una comunità, che garantiva allo stesso tempo gratificazione, formazione e sostegno al ruolo, aiutata paradossalmente proprio dal fatto che la nascita di bambini era lo scopo largamente prioritario della donna: i figli nascevano in casa, all’interno della famiglia allargata, e l’ambiente domestico dava ‘normalità’ alla nascita; le bambine si trovavano esposte fin dall’infanzia a questo evento familiare, reso ancor più naturale dalla frequenza delle nascite;<strong> la donna incinta era oggetto di attenzioni particolari all’interno della famiglia</strong>; il contorno di mamme e zie garantiva in ogni momento aiuto ed esempio, particolarmente nei mesi subito dopo la nascita; ed infine, per quanto tragico possa apparire, perfino l’eventualità che il bambino non fosse in buona salute o non riuscisse a sopravvivere fino all’età adulta esercitava sulle mamme una pressione emotiva relativamente più sostenibile, grazie alla numerosità dei figli ed al contesto prevalentemente contadino in cui si svolgeva la vita.</p>
<p>Per una serie di circostanze, peraltro non tutte ancora pienamente ‘metabolizzate’ e fatte proprie dalla totalità degli uomini (e perfino da una parte delle stesse donne), negli ultimi decenni l’orizzonte femminile è cambiato ed ha potuto allargarsi al di fuori delle mura domestiche e della famiglia, consentendo ora anche alle donne <strong>aspirazioni e dignità pari a quelle degli uomini</strong>.</p>
<p>Questa evoluzione positiva, però, è avvenuta in concomitanza con un insieme di cambiamenti sociali e personali che si sono rivelati per taluni aspetti controindicati, e che ‘stanno giocando contro’ alle donne anche nei casi in cui sarebbero positivi e generati solo da ‘buone intenzioni’.<br />
Un <strong>primo fattore di difficoltà</strong> è la progressiva disgregazione del contesto sociale di riferimento, con la scomparsa della cosiddetta <strong>famiglia allargata</strong> e con l’affermarsi di stili di vita che esaltano, ed a volte esasperano, l’importanza dell’individuo, accentuandone gli spazi di libertà e di <strong>affermazione personale</strong>, al prezzo però di un obbligo sempre più spinto di autosufficienza e con un rischio via via crescente di<strong> ‘solitudine’ psicologica</strong>.</p>
<p>E’ stato trasferito pressoché totalmente dalla <strong>famiglia</strong> alla <strong>scuola</strong> il compito della formazione dei giovani fino alla loro età adulta; si sono attenuati i momenti di aggregazione tra genitori e figli all’interno delle mura domestiche; si è spostato dalla famiglia ai media ed al gruppo dei coetanei <strong>il compito di individuare ed affermare modelli di riferimento </strong>negando fino a farlo scomparire il valore dell’esperienza intergenerazionale; si è affermato uno stile di vita sempre meno incline alla gestione delle difficoltà e sempre più orientato al loro rifiuto, di pari passo con un’insofferenza verso i doveri nel medio termine ed una esasperazione del soddisfacimento dei diritti nel breve. Tutto questo non aiuta gli individui, che rischiano di trovarsi a volte impreparati e spesso relativamente indifesi di fronte a difficoltà inattese o a fatti della vita che escano al di fuori della normalità quotidiana.</p>
<p>Ed in questo scenario enormemente più complesso, più articolato e perfino più competitivo il prezzo richiesto a quella che mi ostino a chiamare <strong>l’altra metà del cielo</strong> è sicuramente molto più alto, perché <strong>l’apertura di nuovi spazi non si è accompagnata ad una ridefinizione dei ruoli, ma si è per lo più sovrapposta ai vecchi compiti</strong>, resi più ardui e più gravosi dal venir meno di molti dei sostegni che in passato ne rendevano in qualche modo più sostenibile la responsabilità e l’esecuzione, e che non sono stati sostituiti da nuove alternative.</p>
<p>Così, da un lato le donne si trovano aperta la strada di una possibile <strong>carriera professionale</strong> propria, e sono spesso addirittura obbligate ad intraprenderla da necessità economiche obiettive prima ancora che da ambizioni personali, ma devono poi affrontare incomprensioni, sospetti ed ostacoli da parte di uomini per lo più restii a vedere ampliata la platea di competitori con cui dovrebbero confrontarsi ed insofferenti alla rimessa in discussione di diritti e ruoli ‘comodi’ e consolidati da secoli di abitudine.<br />
Dall’altro, le donne si ritrovano addosso pressoché invariato <strong>il carico di compiti e responsabilità più tradizionalmente ‘proprie’ </strong>– <strong>la cura della casa, la crescita dei figli, l’assistenza di malati ed anziani</strong> -, con in più l’aggravante che l’evouzione sociale intervenuta nel frattempo ha trasformato in gravoso e solitario impegno della ‘famiglia ristretta’ (ma più spesso della sola donna) quello che, ancora fino a poche generazioni fa, era un dovere condiviso da tutta la comunità al cui interno la famiglia era inserita.</p>
<p>Quanto l’aspetto fisico di questo accresciuto aggravio individuale possa pesare sulle donne e quanto la ridefinizione dei ruoli renda indispensabili ed imprescindibili una diversa <strong>conciliazione</strong> <strong>dei tempi e la disponibilità di servizi di sostegno</strong> adeguati ed economicamente sostenibili è da tempo oggetto di attenzione, di studi e, talvolta, di proposte concrete.<br />
Rimane invece un po’ più sotto silenzio, quasi relegato nell’ambito delle patologie individuali, l’aspetto dello <strong>stress</strong> <strong>psicologico</strong> <strong>latente</strong> sotto la pressione continua di aspettative e situazioni spesso antitetiche, e talvolta conflittuali al punto di poter far mettere in dubbio ad alcune donne perfino la propria <strong>adeguatezza</strong> rispetto a momenti traumatici della loro vita.</p>
<p>E, forse, nel nuovo contesto in cui si svolge la vita femminile, <strong>un momento traumatico per eccellenza è diventata ogni nuova nascita</strong>, per il modo in cui oggi viene gestita, e per le conseguenze che essa si trascina inevitabilmente con sé.</p>
<p>Come effetto di una maggiore attenzione a <strong>salute</strong> e <strong>sicurezza</strong>, infatti, un primo problema è che le nascite non avvengono più in casa, ma all’interno delle <strong>strutture sanitarie</strong>, e questo è un miglioramento obiettivo rispetto al passato, perché ha aumentato enormemente la possibilità di tenere sotto controllo ogni possibile imprevisto fisico associato al parto.</p>
<p>Accanto ai benefici, questo cambiamento ha però provocato una sottile <strong>modifica psicologica</strong>, perché gli ospedali sono tipicamente luoghi di cura delle malattie, e questo ha creato un <strong>collegamento</strong> che non era mai esistito prima <strong>tra malattia e gravidanza</strong> e che, anche se nessuno lo dice mai, è lì, ed è un tarlo che rode. E,<strong> se diventa una ‘malattia da curare’</strong>, la nascita perde qualcosa della sua cornice gratificante, e diventa un po’ più un fastidio, in cui la donna smette di essere l’indiscussa protagonista, e diventa l’oggetto del lavoro dei medici, gestito con i tempi e con i modi normali delle strutture sanitarie.<br />
Non deve essere allora per caso che negli ospedali sempre più <strong>nascite avvengano nei giorni feriali</strong>, e in orari ‘diurni’; non deve essere per caso che una percentuale di nascite così abnorme venga ‘aiutata’ per via chirurgica ad avvenire in momenti ‘<strong>comodi</strong>’ (il 40% di parti cesarei nel nostro Paese sarebbe incomprensibile, altrimenti); ed è sintomatico il <strong>poco rispetto per il corpo femminile</strong> implicito in questo abuso della chirurgia da parte di una classe medica che già qui da noi non è incoraggiata neppure ad applicare la terapia del dolore.</p>
<p>Dopo di che, la donna si ritrova a <strong>casa con il bambino</strong>, ed è costretta a toccare con mano qualcosa che media e pubblicità non l’avevano preparata ad affrontare: il simpatico pupattolo non è solo il cucciolo sorridente degli spot televisivi, ma è in realtà un piccolo essere che deve essere nutrito, ripulito, accudito, coccolato, curato quando si ammala, con bisogni ed orari propri che non sono necessariamente sempre e solo quelli della mamma, e che non può essere ‘spento’ e messo da parte quando doverne avere cura diventa troppo difficile, troppo faticoso, o semplicemente insopportabile.</p>
<p>Con un po’ di fortuna la donna ha qualche <strong>aiuto dalla propria madre</strong>, in casi ancora relativamente eccezionali può contare sull’<strong>aiuto di un compagno</strong> (più spesso solo sulla sua comprensione), e se vive in luoghi fortunati e gode di una adeguata disponibilità economica può sperare in un contorno di servizi che sono comunque solo il lavoro di estranei senza legami emotivi.</p>
<p>E questo scenario è solo una <strong>sfaccettatura</strong> di un quadro irreversibile e molto più complesso che, insieme ad una drastica diminuzione del tempo libero, comprende un diverso posizionamento verso le relazioni familiari e sociali, verso la carriera professionale, verso sogni e desideri e, più in generale, verso la gestione autonoma del proprio futuro.<br />
Siamo abituati a credere che le donne abbiano in sé una forza ed un equilibrio interiore sufficienti a rendere qualsiasi livello di stress solo un faticosissimo ‘compagno di viaggio’, ma questo può indurci a sottovalutare quanto possano essere intollerabili il peso della solitudine e la morte della speranza: in una parola, la <strong>stanchezza</strong> e la <strong>disperazione</strong> di non farcela più.<br />
E, di pari passo con la comprensione del fatto che la <strong>depressione</strong> non è una deviazione mentale di individui troppo fragili di cui è vergognoso parlare, ma una vera e propria <strong>sindrome con cause reali</strong>, diagnosi, e concreta possibilità di <strong>cura</strong>, è divenuto importante riconoscere ed affrontare il particolare tipo di <strong>depressione indotta dal parto</strong> e dal trauma che su un numero significativo di donne ciò esercita.<br />
Per questo diventa importante non abbassare la guardia di fronte al problema ed è fondamentale costruire una <strong>rete di azioni di sostegno concrete</strong> che, senza la pretesa di eliminarne alla radice tutte le cause e di essere una soluzione per ogni donna, diano almeno la convinzione che la gravità del problema è nota e non viene sottovalutata. Ed è i<strong>n questa direzione che va letto l’impegno di sensibilizzazione e di attenzione che l’evento “Un fiocco in Azienda”</strong> – indicando l’inizio di un percorso e non solo un semplice momento di attenzione da parte del Gruppo Donne Manager &#8211; ha voluto esprimere.<br />
In caso contrario, oggi e nei prossimi anni il nostro stupore non dovrebbe essere alimentato solo dalla gravità dei numeri già molto preoccupanti che sono stati presentati durante la serata, ma dal fatto che quei numeri non siano ancora più elevati. E, certamente, un peggioramento della situazione sarebbe lo sviluppo più probabile che dovremmo prevedere, se continuassimo a tenere gli occhi chiusi rinviando indefinitamente la realizzazione di soluzioni efficaci.</p></blockquote>
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		<title>Ready-for-board women: appuntamento oggi in Bocconi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 13:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi dalle 17,30 alle 19,30, nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università Bocconi (via Gobbi 5 &#8211; Milano), si terrà la presentazione del progetto Ready-for-Board Women, un evento organizzato dalla Professional Women&#8217;s Association of Milan con l&#8217;obiettivo di dare voce alle donne presenti nei CDA delle aziende italiane e presentare un dossier ad hoc sull&#8217;idoneità di alcune donne selezionate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi dalle 17,30 alle 19,30, nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;<strong>Università Bocconi </strong>(via Gobbi 5 &#8211; Milano), si terrà la presentazione del progetto <a href="http://www.sdabocconi.it/it/about_sda_bocconi/eventi/2010/04/ready_for_board_women_diamo_voce_alle_donne.htm" target="_blank"><strong>Ready-for-Board Women</strong></a>, un evento organizzato dalla <strong>Professional Women&#8217;s Association of Milan</strong> con l&#8217;obiettivo di dare <strong>voce alle donne presenti nei CDA</strong> delle aziende italiane e presentare un dossier ad hoc sull&#8217;idoneità di alcune donne selezionate per poter accedere ai board.</p>
<p>Noi del blog parteciperemo all&#8217;incontro. Ve ne parleremo domani.</p>
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		<title>6 Maggio &#8211; A.A.A. Azienda Family Friendly CERCASI</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 09:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle 14.30 alle 18.30 presso la Confindustria Mantova, di Via Portazzolo 9 si terrà la tavola rotonda A.A.A. AZIENDA FAMILY FRIENDLY CERCASI: soluzioni aziendali per la conciliazione famiglia–lavoro. Il tutto all&#8217;interno di SUI GENERIS manifestazione dedicata a donna e lavoro. Il welfare è ormai parte integrante delle politiche di sviluppo aziendali e territoriali e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle 14.30 alle 18.30 presso la Confindustria Mantova, di Via Portazzolo 9 si terrà la tavola rotonda <strong>A.A.A. AZIENDA FAMILY FRIENDLY CERCASI</strong>: soluzioni aziendali per la conciliazione famiglia–lavoro.</p>
<p>Il tutto all&#8217;interno di <a href="http://www.suigeneris-mantova.it/" target="_blank"><strong>SUI GENERIS</strong></a> manifestazione dedicata a donna e lavoro.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/COy8Wn8CBXQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/COy8Wn8CBXQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il welfare è ormai parte integrante delle politiche di sviluppo aziendali e territoriali e si inserisce nelle strategie di valorizzazione del personale e di diversity management attuando la cultura della differenza. Mettere le persone e il capitale umano nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie potenzialità significa favorire il passaggio verso un’economia della conoscenza senza penalizzare la competitività delle aziende stesse. La conciliazione famiglia-lavoro garantisce ai lavoratori e lavoratrici con esigenze famigliari la possibilità di partecipare al mercato del lavoro recuperando una sostanziale coincidenza di interessi con il datore di lavoro. L’evento è dedicato a quelle aziende che intendono acquisire maggiore consapevolezza rispetto alle soluzioni concretamente adottabili nel contesto produttivo e a quei lavoratori e lavoratrici che pensano sia difficile coniugare figli e lavoro.</p>
<p><strong>saluti</strong><br />
Maria Cristina Bertellini | vice-presidente Comitato nazionale Piccola Industria– Comune di Mantova in rappresentanza partenariato di progetto<br />
<strong>introducono e provocano la discussione</strong></p>
<p>Cinzia Sasso | giornalista de La Repubblica<br />
Simona Maiocchi | project manager pari opportunità e politiche di conciliazione – Variazioni Srl<br />
Simona Cuomo e Adele Mapelli | coordinatrici Osservatorio Diversity Management SDA Bocconi di Milano<br />
Silvia Stefanovichj | CISL Nazionale<br />
<strong>rispondono alle provocazioni</strong><br />
lean production per la conciliazione famiglia–lavoro<br />
Roberto Meneghinello | partner di “Business-Space”<br />
il portale del welfare aziendale<br />
Federico Isenburg | presidente Muoversi Srl<br />
gestione evento maternità/paternità<br />
<strong>Marisa Montegiove | Vicepresidente Manageritalia<br />
Responsabile Gruppo Donne Manager<br />
</strong>misure fiscali per la conciliazione e piani benefit<br />
Enrica Michelacchi | consulente del lavoro – Studio EQ<br />
coaching counselling e formazione ai lavoratori/trici e ai manager<br />
Anna Calvenzi | Amministratore Delegato Neosharper srl e consulente senior head hunting<br />
<strong>moms recruitment<br />
Anna Zavaritt | project consultant Moms@work </strong><br />
la rete territoriale i servizi per l’infanzia<br />
Letizia Bulli | consulente pedagogica<br />
*</p>
<p><strong>illustrano le soluzioni</strong><br />
Silvia Faller | HR responsabile reclutamento e selezione AccorServices Italia<br />
Daniela Arghetti | Responsabile sviluppo iniziative sociali &#8211; Direzione del personale Banca Popolare di Milano<br />
Chiara Faccioli | Responsabile amministrativo e comunicazione Codevintec (Milano), strumenti ad alta tecnologia per le scienze della terra</p>
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		<title>25 Marzo &#8211; “A ti per ti” con la tecnologia. Conoscere, divertirsi, comunicare nel mondo digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo appuntamento del Gruppo Donne Manager. 25 Marzo ore 18.00 Varese.  Ancora una volta i nostri partner Microsoft e Veuve Clicquot ci hanno supportato nell’organizzazione di questo importante incontro. Una serata speciale, pensata e dedicata alla nostra delegazione di Varese,  in cui parleremo della tecnologia, importante alleata per la gestione della vita quotidiana. Scopriremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo appuntamento del Gruppo Donne Manager. 25 Marzo ore 18.00 Varese.  Ancora una volta i nostri partner Microsoft e Veuve Clicquot ci hanno supportato nell’organizzazione di questo importante incontro.</p>
<p>Una serata speciale, pensata e dedicata alla nostra delegazione di Varese,  in cui parleremo della tecnologia, importante alleata per la gestione della vita quotidiana. Scopriremo come sfruttare la tecnologia per gestire al meglio gli impegni quotidiani, risparmiare tempo, essere più flessibili e conciliare la vita privata e professionale.  Non solo, importanti testimonial, sorprese per tutte le donne presenti e l’estrazione di un esclusivo premio (ovviamente super tecnologico).</p>
<p>Un&#8217;occasione unica a cui non puoi mancare.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/03/save-the-date-varese.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-1949" title="save-the-date-varese" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/03/save-the-date-varese-155x300.gif" alt="" width="155" height="300" /></a></p>
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