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	<title>Donne Manager @ Manageritalia &#187; famiglia</title>
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	<description>Conversazioni tra uomini e donne sulle pari opportunità</description>
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		<title>La miopia dell&#8217;Unione Europea sulla maternità</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 09:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo un paio di mesi fa avevamo sperato che il Parlamento Europeo migliorasse l’attuale normativa sulla maternità chiedendo a tutti i Paesi di estendere la maternità obbligatoria  da 14 a 20 settimane retribuite al 100%: Anche l’Italia che vanta sicuramente una buona legislazione in materia di protezione della maternità e che attualmente prevede l’astensione obbligatoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo un paio di mesi fa avevamo sperato che <strong>il Parlamento Europeo migliorasse l’attuale normativa sulla maternità </strong>chiedendo a tutti i Paesi di estendere la maternità obbligatoria  da 14 a 20 settimane retribuite al 100%: Anche l’Italia che vanta sicuramente una buona legislazione in materia di protezione della maternità e che attualmente prevede l’astensione obbligatoria di 5 mesi, avrebbe dovuto adeguare la stessa dal punto di vista economico portando al 100% la retribuzione (attualmente all’80% integrato del 20% dalle aziende solo per i CCNL).</p>
<p>Purtroppo però<strong> è giunta la doccia fredda</strong> (ma c’era già chi se l’aspettava visto  che comunque ad ottobre, in prima lettura, si preannunciava una forte opposizione da parte di alcuni Paesi che ritenevano la proposta troppo onerosa &#8211; 390 voti a favore , 192 contrari e 59 astensioni) .<br />
E così è stato: <strong>il Consiglio  dei ministri dell’Occupazione e Affari Sociali (Epsco) ha posto un freno alle modifiche</strong> (per l’Italia hanno partecipato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e Vincenzo Grassi come rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue).</p>
<p>Una grande maggioranza di ministri, infatti, <strong>ha rigettato la proposta esprimendo preoccupazione per le implicazioni di costo</strong> ritenendo che gli emendamenti proposti dal Parlamento, in particolare la richiesta di proroga del congedo di maternità minima a 20 settimane a stipendio pieno, non possa costituire una base adeguata per i negoziati.</p>
<p>Insomma <strong>investire sulla famiglia, sulle donne lavoratrici, sulla maternità costa troppo e la crisi economica viene usata, ancora una volta, come spauracchio.</strong></p>
<p>La crisi esiste, inconfutabile, e allora quale migliore modo di uscirne se non chiudendo gli occhi?<br />
Questo è quanto stanno facendo molto Paesi, dove si stringono i cordoni della borsa, giustamente, senza al contempo ripensare al nostro modello di vita e lavoro , <strong>senza investire sulla nostra qualità di vita.</strong><br />
Se è vero che la crisi economica di questi anni è figlia della speculazione finanziaria e di una cattiva gestione della ricchezza, neanche il tempo di dirlo che già speculazione e profitto la fanno da padrone.</p>
<p>Investire sulla famiglia, comunque sia formata ( ci piace ribadirlo), sui lavoratori e sulle lavoratrici, sulle nuove generazioni, sui nostri giovani, sulla loro formazione costa troppo, non importa se questi costituiscono le fondamenta della nostra società presente e futura: <strong>le donne e gli uomini di domani ringraziano!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/12/maternita02.jpg"><img class="size-full wp-image-2823 aligncenter" title="maternita02" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/12/maternita02.jpg" alt="" width="160" height="234" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Congedo obbligatorio anche per i Papà</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 12:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marisa Montegiove</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tempo tra le nostre proposte avanzate al Ministero delle Pari Opportunità e al Ministero del Lavoro abbiamo inserito quelle che vorrebbero innalzare il ruolo di padre a quello della madre. Lo abbiamo fatto chiedendo il congedo per i papà di 4 giorni da usufruire entro i primi quindici giorni dalla nascita del figlio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da tempo tra <a href="http://donne.manageritalia.it/info-sul-convegno/materiale-convegno-29-gennaio-dettaglio-delle-nuove-proposte-di-manageritalia" target="_blank">le nostre proposte</a> avanzate al Ministero delle Pari Opportunità e al Ministero del Lavoro abbiamo inserito  quelle che vorrebbero <strong>innalzare il ruolo di padre a quello della madre</strong>. Lo abbiamo fatto chiedendo il <strong>congedo per i papà </strong>di 4 giorni da usufruire <strong>entro i primi quindici giorni dalla nascita del figlio</strong> e proponendo il <strong>mese “sabbatico” per i padri,</strong> vale a dire obbligatorio e retribuito, da usufruire entro i primi tre anni del bambino.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/10/papà.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2699" title="papà" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/10/papà.jpg" alt="" width="333" height="151" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Strumenti per dare ai papà la possibilità di svolgere meglio il loro ruolo in famiglia, di conoscere e farsi conoscere meglio dai propri figli fin dai primi anni di vita, periodo in cui è la madre solitamente a dedicare più tempo al bambino e di  godersi pienamente la gioia di avere un figlio.<br />
Ora il <strong>Parlamento Europeo</strong>, con <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_21/congedo-ue-caizzi_2e8573a8-dcd1-11df-bdeb-00144f02aabc.shtml" target="_blank">l’approvazione  del congedo obbligatorio di 15 giorni  anche per i padri</a>, ha fatto un passo in avanti anche se ora lo sforzo sarà  di far adottare  questo provvedimento  anche da quei  paesi che hanno votato contro questo provvedimento o che lo hanno accettato con riserva. L’<a href="http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_21/congedo-ue-caizzi_2e8573a8-dcd1-11df-bdeb-00144f02aabc.shtml" target="_blank">articolo</a> riporta che  gli <strong>eurodeputati italiani lo hanno appoggiato compatti in modo trasversale</strong>. La cosa ci sorprende ma ci fa molto, moltissimo piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora vedremo quanto tempo impiegherà l’Italia a recepirlo e soprattutto a fare in modo che sia attuato. Mi pare già di vedere una levata di scudi, di voci che gridano all’eresia, di minacce perché i budget aziendali saranno stravolti da questo provvedimento.</p>
<p style="text-align: justify;">
A me piace riprendere alcune frasi di questo articolo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“La relatrice portoghese (<strong>Edite Estrela</strong>) ha aggiunto che un adeguato congedo parentale porta vantaggi economici riducendo l&#8217;assenteismo e favorendo il mantenimento delle donne nel mondo del lavoro. «Basta un aumento dell&#8217;1,4% delle donne nel mercato del lavoro per coprire tutti i costi della nostra proposta di congedo parentale».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">(si veda anche il nostro convegno “<a href="http://donne.manageritalia.it/info-sul-convegno" target="_blank">Uguaglianza e merito per la crescita economica e sociale</a>” del 5 giugno 2009). Ma soprattutto ha affermato:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Non è accettabile che le famiglie vengano penalizzate per il fatto cha abbiano dei bambini &#8211; ha continuato la Estrela -. I figli sono una ricchezza per l&#8217;Europa, che ha un problema di diminuzione del tasso di natalità».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ed ancora ha continuato:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“i governi Ue, dopo aver salvato le banche e le imprese, devono dimostrare la stessa disponibilità verso le famiglie»</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8230; e scusate se tutto questo è poco!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come trovare le risorse per il welfare italiano?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi su questo blog Massimo Fiaschi è intervenuto su una questione che sta assumendo una certa rilevanza nei dibattiti che animano le organizzazioni sociali: il confine tra il welfare privato e quello pubblico, le misure con le quali lo Stato deve intervenire per sostenere le famiglie che lavorano. In chiusura del suo post [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi su questo blog <strong>Massimo Fiaschi</strong> è intervenuto su una questione che sta assumendo una certa rilevanza nei dibattiti che animano le organizzazioni sociali: <strong>il confine tra il welfare privato e quello pubblico</strong>, le misure con le quali lo <strong>Stato</strong> deve intervenire per sostenere le <strong>famiglie</strong> che lavorano.<br />
In chiusura del suo post Massimo Fiaschi si chiedeva <strong>come lo Stato avrebbe potuto reperire le risorse per assicurare fin da subito quei servizi di cui necessitano le famiglie italiane</strong>.<br />
Vorremmo provare a continuare la sua riflessione avanzando alcune<strong> ipotesi di copertura finanziaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2231"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo Stato potrebbe intervenire non sacrificando le donne e il lavoro dipendente (come purtroppo  ha sempre fatto) ma c<strong>ontraendo tutte quelle spese in cui esiste un margine di spreco e inefficienza</strong> dovuto alla sovrapposizione delle funzioni dei livelli istituzionali (regioni, province, comuni), o ad un eccesso di componenti degli organi collegiali (es. il numero di consiglieri e assessori nei tre livelli indicati), o al ricorso eccessivo delle consulenze dall’esterno, spesso inutili e causa di demotivazione da parte delle strutture.<br />
In virtù di questi <strong>risparmi</strong> e grazie anche alle maggiori entrate conseguenti ad una seria <strong>lotta all’evasione</strong>, elemento imprescindibile per il miglioramento del <strong>welfare</strong>, lo Stato potrebbe disporre delle risorse necessarie ad offrire un nuovo <strong>modello di assistenza sociale</strong> che aiuti in maniera incisiva le <strong>famiglie</strong>.<br />
Contestualmente noi pensiamo che molto si possa fare a <strong>livello</strong> <strong>normativo</strong> per migliorare la <strong>conciliazione</strong> <strong>tra</strong> <strong>lavoro</strong> <strong>e cura</strong> <strong>familiare</strong>. Per esempio approvando il più presto possibile i progetti di legge bipartisan citati nel post di Massimo Fiaschi, che introducono il <strong>congedo di paternità</strong>.<br />
Si tratta di due proposte di legge presentate da <strong>Alessia Mosca</strong> (PD) e <strong>Barbara Saltamartini </strong>(PDL) che sono state calendarizzate in Commissione Lavoro alla Camera e hanno concrete possibilità di essere approvate in breve tempo (e sarebbe opportuno, sotto questo profilo, chiedere la sede legislativa).<br />
Il <strong>congedo di paternità</strong> (ovvero il <strong>diritto dei padri lavoratori di assentarsi 4 giorni per la nascita di un figlio con onere a carico delle aziende</strong>) non sarà una <strong>panacea</strong> per tutti i mali, ma l’<strong>esperienza</strong> <strong>maturata</strong> in altri paesi europei ci insegna che quando un Paese lo adotta, ciò ha un <strong>effetto</strong> <strong>positivo</strong> anche per la <strong>fruizione</strong> dei <strong>congedi</strong> <strong>familiari</strong>, che sono facoltativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine un’ultima considerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Piano Italia 2020</strong> (Programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro presentato dai Ministri Sacconi e Carfagna il 1° dicembre 2009) prevedeva un piano strategico di azione per la <strong>conciliazione</strong> e le <strong>pari opportunità</strong> composto di 5 linee d’azione, tra le quali figuravano il <strong>potenziamento dei servizi di assistenza per la prima infanzia</strong>, la <strong>sperimentazione dei buoni lavoro</strong> (ovvero dei voucher di cui si è parlato precedentemente), l’<strong>incentivazione del telelavoro</strong> e il <strong>sostegno al rientro dal congedo della maternità</strong>. Per l’attuazione di queste 5 linee d’azioni era stati stanziati 40 milioni di euro.<br />
Non sarebbe più utile iniziare a spendere queste risorse, che sono state appostate nel “<strong>Fondo per i diritti e le pari opportunità</strong>” prima di mettere in discussione<strong> l’età pensionabile delle donne</strong>?<br />
E’ così difficile far passare il principio che <strong>lo Stato debba reperire le risorse eliminando gli sprechi,</strong> le <strong>spese inutili </strong>(come le troppe auto blu), i <strong>privilegi</strong> (come le categorie alle quali viene ancora calcolata la pensione col sistema retributivo) ma soprattutto utilizzando le <strong>risorse già stanziate</strong>, prima di chiedere <strong>nuovi sacrifici alle donne lavoratrici</strong>?<br />
Concludendo, riteniamo che <strong>l’impostazione del pensiero della Bonino,</strong> citata da Massimo Fiaschi, <strong>vada rovesciata.</strong> <strong>Prima occorre assicurare i servizi alle famiglie</strong> e <strong>poi</strong>, proprio se necessario, <strong>si cominci a parlare dello spostamento in avanti dell’età pensionabile delle donne nel privato</strong>.<br />
Anche perché, <strong>in questo caso, l’Unione Europea non ha nulla da eccepire al legislatore italiano</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il parto di un papà</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 08:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vuoi più bene a mamma o a papà? Domanda ricorrente a cui nessun bambino riesce a rispondere… Mi sento di affermare che hanno ragione i bambini, come si fa a decidere qual è il bene più grande tra le due persone che ti hanno dato la vita? E come poter negare la gioia dei momenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Vuoi più bene a mamma o a papà</strong>? Domanda ricorrente a cui nessun bambino riesce a rispondere…</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sento di affermare che <strong>hanno ragione i bambini</strong>, come si fa a decidere qual è il bene più grande tra le due persone che ti hanno dato la vita?<br />
E come poter negare <strong>la gioia</strong> dei momenti della nascita del proprio bambino ad un <strong>papà</strong>. Come negare ad una <strong>mamma</strong> la vicinanza e il supporto della persona che ama per poter condividere questo momento importante e fondamentale per  il nucleo familiare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2215"></span>Il <strong>neo papà</strong> sta vicino alla <strong>mamma</strong> e al <strong>bambino</strong>, segue psicologicamente e operativamente eventuali altri figli, organizza il rientro, si occupa della casa e di gestire parenti ed amici, aiuta la mamma nella prime cure al bambino.<br />
<strong>Manageritalia</strong> da molto tempo si batte per il <strong><a href="http://donne.manageritalia.it/info-sul-convegno/materiale-convegno-29-gennaio-dettaglio-delle-nuove-proposte-di-manageritalia" target="_blank">congedo parentale obbligatorio</a> per i papà</strong>, almeno per i giorni immediatamente successivi all’evento.<br />
Finalmente<strong> i nostri sforzi hanno avuto successo</strong>, grazie anche al supporto di persone come le onorevoli <strong>Barbara Saltamartini</strong> e <strong>Alessia Mosca</strong>, alle quali confermiamo il supporto di tutto il <strong>Gruppo Donne Manager</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 10 giugno scorso <strong>la Camera ha iniziato a discutere sul progetto di legge che prevede il congedo obbligatorio per i neo papà </strong>per i quattro giorni immediatamente successivi al parto.<br />
Un <strong>obbligo</strong> che <strong>non incide sullo stipendio</strong> e che permette ad entrambi i genitori di prendersi cura del bambino.<br />
Attualmente<strong> il congedo parentale nel settore privato è facoltativo,</strong> ma prevede la riduzione a meno di un terzo dello stipendio, mentre per il settore pubblico è retribuito nei primi 30 giorni al 100%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aiutiamo la famiglia a “crescere”.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Valore al femminile: generare e creare in azienda e in famiglia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 08:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi segnaliamo che venerdì 21 giugno nel Meeting Centre Sala Giove del Quanta Sport Village di via Assietta 19 si è tenuto il Workshop Valore al femminile: generare e creare in azienda e in famiglia organizzato da Manageritalia e da Quanta, Agenzia per il Lavoro. Tra gli altri speaker, c&#8217;è stato l&#8217;intervento della nostra Marisa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vi segnaliamo che venerdì 21 giugno nel Meeting Centre Sala Giove del <strong><a href="http://www.quantavillage.com/dove-siamo.html" target="_blank">Quanta Sport Village</a></strong> di <strong>via Assietta 19</strong> si è tenuto il Workshop <strong><a href="http://www.quanta.com/eventi/workshop-valore-al-femminile.html" target="_blank">Valore al femminile: generare e creare in azienda e in famiglia</a> </strong>organizzato da <a href="http://www.manageritalia.it" target="_blank"><strong>Manageritalia</strong></a> e da <a href="http://www.quanta.com" target="_blank"><strong>Quanta</strong>, Agenzia per il Lavoro</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Valore al femminile" src="http://www.quanta.com/images/stories/ValoreFemminile.jpg" alt="" width="449" height="196" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli altri speaker, c&#8217;è stato l&#8217;intervento della nostra <a href="http://donne.manageritalia.it/?author=6" target="_blank"><strong>Marisa Montegiove</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2211"></span><br />
Ecco il programma completo dell&#8217;incontro:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ore 18.00</strong> registrazione partecipanti.<br />
<strong>Ore 18.30</strong> workshop con gli interventi di:</p>
<ul>
<li> Enzo Mattina, Vice Presidente Quanta.</li>
<li> Mariolina Moioli, Assessore alla Famiglia, Scuole, Politiche Sociali del Comune di Milano.</li>
<li> Tavola Rotonda &#8211; moderata da Ketty Carraffa, Giornalista.</li>
<li> Marisa Montegiove, Vice Presidente Manageritalia Milano.</li>
<li> Sara Annoni, ALTIS &#8211; Universita&#8217; Cattolica del Sacro Cuore.</li>
<li> Beatrice Uguccioni, Presidente del Consiglio di Zona 9 del Comune di Milano.</li>
<li> Filomena Trizio, Segretaria Generale di NIdiL CGIL e altre rappresentanti delle organizzazioni sindacali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">a seguire cocktail e buffet.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per registrarsi al Workshop potete andare sul <a href="http://www.quanta.com/eventi/workshop-valore-al-femminile/201-workshop-valore-al-femminile-registrazione.html" target="_blank">sito Quanta dedicato</a>, per informazioni potete scrivere una mail a  <a href="mailto:valorealfemminile@quanta.com">valorealfemminile@quanta.com</a></p>
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		<title>Mantova capitale delle Pari Opportunità per 3 giorni</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 14:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo felici di ospitare questo post di una nostra giovane ospite, Eleonora Cipolletta, che ci racconta la tre giorni di Mantova dedicata alle pari opportunità. Il 6, 7 e 8 maggio Mantova, grazie a SUI GENERIS, ha ospitato la manifestazione dedicata alle Pari Opportunità in Politica, Famiglia e Lavoro. La 3 giorni dedicata al tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo felici di ospitare questo post di una nostra giovane ospite, <a href="http://it.linkedin.com/pub/eleonora-cipolletta/17/b53/709" target="_blank"><strong>Eleonora Cipolletta</strong></a>, che ci racconta la tre giorni di Mantova dedicata alle pari opportunità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/COy8Wn8CBXQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/COy8Wn8CBXQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<blockquote><p>Il 6, 7 e 8 maggio <strong>Mantova</strong>, grazie a <a href="http://donne.manageritalia.it/6-maggio-azienda-family-friendl" target="_blank"><strong>SUI GENERIS</strong></a>, ha ospitato la manifestazione dedicata alle<strong> Pari Opportunità</strong> in <strong>Politica</strong>, <strong>Famiglia</strong> e <strong>Lavoro</strong>.<br />
La 3 giorni dedicata al tema donna e lavoro, trattato nelle sue differenti sfaccettature, ha adottato una formula originale e vincente, alternando conferenze, incontri e tavole rotonde ad eventi teatrali e momenti di intrattenimento, grazie anche alla partecipazione di <strong>Teatro Magro</strong> ed alle sue incursioni ironiche, anticonvenzionali e dissacranti. Ogni sessione di lavoro era affiancata da due “<em>inquietanti</em>” quanto brillanti figure: l’uomo cronometro, preposto a scandire il tempo e rendere agevole e veloce il dibattito; e l’uomo sui generis, ovvero l’uomo medio che interpretava, in modo volutamente provocatorio, gli interventi dei relatori.<br />
Il risultato è stato un <strong>intenso calendario di appuntamenti</strong>, ricco dal punto di vista degli spunti e dei dibattiti e allo stesso tempo veloce ed interattivo, rivolto a tutti, anche ai non esperti, in linea con l’intenzione di diffondere la tematica a tutti i livelli.</p>
<p>Non è un caso che sia stata scelta Mantova come meta di una tale manifestazione. All&#8217;interno di un&#8217;Italia, infatti, ancora fanalino di coda per l&#8217;<strong>occupazione femminile</strong>, il territorio mantovano ha dimostrato più volte di essere all&#8217;avanguardia per le <strong>politiche di genere</strong> e sensibile al problema della <strong>conciliazione</strong> <strong>famiglia-lavoro</strong> in misura superiore alla media nazionale, anche in settori <strong>prettamente</strong> <strong>maschili</strong>, come quello agricolo, come ci racconta <strong>Elisabetta Poloni</strong>, presidente Confederazione Italiana Agricoltori Mantovani.</p>
<p>Molti gli esperti che si sono confrontati, portando il proprio contributo e le proprie esperienze sul tema: scrittrici e giornaliste come <strong>Monica D’Ascenzo</strong> (autrice di “<strong>Donne sull’orlo della crisi economica</strong>”) e <strong>Caterina Soffici</strong> (autrice di “<strong>Ma le donne no</strong>”), politici-imprenditori come <strong>Matteo Colaninno</strong>, sindacaliste come <strong>Liliana Ocmin</strong> e <strong>Silvia Stefanovichj</strong>, giuristi come <strong>Carlo Dell&#8217;Aringa</strong>, economisti come <strong>Margherita Russo</strong> e <strong>Andrea Ichino</strong>, demografi come <strong>Alessandro Rosina</strong>, donne manager come <strong>Monica Poggio</strong> (Unicredit) e <strong>Marisa Montegiove</strong> (<strong>Gruppo DonneManager di Manageritalia Milano</strong>) oltre ad una cospicua rappresentanza istituzionale nazionale e locale.</p>
<p>Per il delicato tema della maternità e dell’abbandono del lavoro dopo la gravidanza, anche il Gruppo Donne Manager ha partecipato al dibattito presentando “<a href="http://donne.manageritalia.it/un-fiocco-in-azienda" target="_blank"><strong>Un fiocco in azienda</strong></a>”. Un progetto importante che mira ad <strong>aiutare</strong> sia le <strong>famiglie</strong> che le <strong>aziende</strong> ad <a href="http://donne.manageritalia.it/un-comment-fiocco-azienda" target="_blank">affrontare serenamente la <strong>maternità</strong></a>, facilitando il <strong>rientro in azienda delle mamme</strong> ed evitare così di perdere professionalità e competenze. I dati parlano chiaro a riguardo ed è allarmante il numero di <strong>madri che si dimettono durante il primo anno di vita del figlio</strong> e successivamente non riescono a trovare un’occupazione nel mondo del lavoro. Un programma concreto per non temere il momento del rientro e pensare che “<em>la persona che mi ha sostituito sarà tanto più brava da potermi rimpiazzare e magari lo avrà già fatto. Andrà che rientrerò e non ritroverò il mio lavoro, che sarò demotivata e non vedrò l’ora di tornare a casa da mio figlio</em>” come in modo esplicativo ed efficace viene detto nel video di presentazione di “<a href="http://donne.manageritalia.it/6-maggio-azienda-family-friendl" target="_blank"><em>Sui Generis</em></a>”.</p>
<p>C&#8217;è dunque bisogno di continuare a <strong>parlare di pari opportunità</strong> e mantenere viva l&#8217;attenzione sul tema, che non è solo sociale, ma anche economico e soprattutto c&#8217;è bisogno di formulare delle soluzioni.</p></blockquote>
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		<title>Una mamma spaziale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 08:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Persico</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I media nipponici hanno salutato con gli onori degni di una star il ritorno sulla Terra di <strong>Naoko Yamazaki</strong>, la mamma-astronauta divenuta involontariamente un caso nazionale come nuovo modello delle donne del Sol Levante. La scienziata nipponica, a bordo dello shuttle <strong>Discovery</strong> atterrato martedì al Kennedy Space Center in Florida, di ritorno dalla Stazione spaziale internazionale, è stata accolta dalla figlia <strong>Yuki</strong>, di sette anni, e dal marito Taichi, divenuto anche lui famoso in patria come casalingo a tempo pieno.</p>
<p style="text-align: center;">
<a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/naoko.jpg"><img class="size-medium wp-image-2067 aligncenter" title="La Mamma Spaziale" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/naoko-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>Siamo contente che questa donna abbia potuto realizzare il suo sogno professionale e che sia stata supportata dal suo compagno senza il quale ciò non avrebbe potuto avvenire.<br />
Personalmente non credo ci siano ruoli esclusivi per maschi o femmine ma, se la <strong>famiglia</strong> è una componente fondamentale della vita di una persona, allora diventa indispensabile trovare un equilibrio, qualsiasi esso sia, che soddisfi entrambi i partner con l’obiettivo comune di tutelare i propri figli.<br />
Semplice a dirsi ma non sempre a farsi.</p>
<p>Ci piace anche osservare che questo esempio ci arrivi da una società di forte tradizione, nella quale si ha abitudine ad interpretare il ruolo della donna in modo più limitato alla sfera domestica.</p>
<p>Complimenti dunque a questa famiglia  spaziale!!</p>
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		<title>Aiutiamo Alice!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 15:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabelle Poncet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alice è una bambina dolcissima e la sua famiglia sta vivendo un periodo di grande tribolazione, sosteniamola fattivamente iscrivendoci al gruppo nato su Facebook e se qualcuno ha qualche possibilità concreta di azione lo faccia subito! Tra poco non sarà più assistita&#8230; Per chi non la conosce, Alice ha 10 anni, è nata con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Aiutiamo Alice" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/1007/71/n104789202891637_1762.jpg" alt="" width="200" height="149" /></p>
<p>Alice è una bambina dolcissima e la sua famiglia sta vivendo un periodo di grande tribolazione, sosteniamola fattivamente iscrivendoci al <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=104789202891637" target="_blank">gruppo nato su Facebook</a> e se qualcuno ha qualche possibilità concreta di azione lo faccia subito!</p>
<p>Tra poco non sarà più assistita&#8230;</p>
<blockquote><p><em>Per chi non la conosce, Alice ha 10 anni, è nata con una malformazione cerebrale che l’ha tenuta fisicamente e mentalmente come una bimba di 7-8 mesi, ma è gioiosa ed ha tanta voglia di vivere. E’ tracheotomizzata dal 2006, per 12/14 ore al giorno respira grazie ad un ventilatore meccanico portatile, e frequenta una scuola speciale strettamente collegata ad un centro di “degenza riabilitativa diurna” dell’ASL, la Fondazione Don Gnocchi di Pessano con Bornago, inutile dire che come un bimbo di 7 mesi deve essere seguita 24 ore su 24.<br />
Da un mese circa e senza motivi riscontrati fino ad ora, Alice non deglutisce più, (tutti gli esami che abbiamo fatto hanno dato esiti negativi) per cui la alimentiamo con un sondino naso-gastrico.</em></p>
<p><em>In questo scenario, come madre di Alice, posso qui affermare e confermare che la Fondazione Don Gnocchi, per i 5 anni che ha gestito e curato i problemi di salute ma anche di benessere della bambina, si è sempre comportata in modo corretto e onesto,ineccepibile, ma&#8230;.</em></p>
<p><em>&#8230;Ma arriviamo purtroppo a circa un mese fa, dove, vuoi<br />
per lo stress, vuoi per &#8220;incomprensioni&#8221;, vuoi per cattivo utilizzo delle parole, per difetto o per colpa, nella buona o nella cattiva fede, qualcosa non ha funzionato.<br />
E secondo i fatti, che non sono interpretabili, per tre giorni ho dovuto assistere mia figlia nell&#8217;alimentazione forzata, secondo i fatti, con un pessimo utilizzo delle parole, alcuni responsabili avevano paventato la concreta possibilità che la bambina non fosse più assistita presso la Fondazione (in quanto la loro struttura sembra che non sia più in grado di gestire le problematiche della bambina) con decorrenza immediata.</em></p>
<p><em>Arrivando cosi alla creazione del gruppo Facebook: &#8220;Aiutiamo Alice!&#8221;</em></p>
<p><em>Ieri, Martedi 6 Aprile 2010, la sottoscritta, Raffaele, il papà di Alice e Luigi, il fondatore di questo gruppo, abbiamo fatto un&#8217;incontro con la direzione del Don Gnocchi dove, una volta manifestato il mio disagio e le motivazioni della protesta, chiarite le divergenze e smorzati i toni della discussione, l&#8217;Istituto ci ha comunque confermato la loro impossibilità a seguire Alice per le ragioni sopra descritte ovvero, la struttura, secondo il loro parere, non è in grado di soddisfare i requisiti socio-sanitari che le condizioni di Alice richiederebbero.<br />
Nell&#8217;attesa che l&#8217;istituto trovi una soluzione alternativa, sono disposti a continuare ad accogliere Alice per il tempo necessario a questa transizione.</em></p>
<p><em>Io desidero, io voglio che Alice rimanga presso l&#8217;Istituto Don Gnocchi di Pessano con Bornago perchè è un&#8217;ottima struttura che unisce un&#8217;eccellente assistenza sanitaria con una struttura scolastica per disabili eccezionale ed è relativamente vicino casa il che mi permette di respirare.</em></p>
<p><em>Quindi? Dove verrà trasferita Alice? Perche&#8217; continuano a dichiarare un peggioramento di Alice che la realtà non mostra? Perchè vogliono &#8220;ospedalizzare&#8221; mia figlia?<br />
La struttura che potrebbe essere verosimilmente più idonea è a 25Km dalla mia abitazione, 45Km dal mio posto di lavoro, come riuscirò a gestire questa situazione?</em></p>
<p><em>Dunque, non è finita ed io non mollo, e voi?</em></p>
<p><em>da dopo pasqua (7 aprile) Alice ha ricominciato a frequentare la fondazione, e nonostante tutte le parole spese, nessuno si occupa di alimentarla in modo corretto, per cui per l&#8217;ennesima volta, devo andare io, prendendo un&#8217;ora e mezzo di ferie al giorno (la mia giornata lavorativa è di 6 ore)<br />
ieri 14 aprile la fondazione ha finalmente accettato di alimentarla correttamente.</em></p>
<p><em>Dunque, va meglio, ma non è finita ed io non mollo, e voi?</em></p>
<p><em>Alice e mamma Giordana </em></p></blockquote>
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		<title>Un mese dopo il parto Ilaria D&#8217;Amico torna a presentare Exit</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 16:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Persico</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2032" title="Ilaria D'Amico" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/damicoexit.jpg" alt="" width="250" height="298" /></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ilaria_D%27Amico" target="_blank">Ilaria D&#8217;Amico</a>, la bella giornalista <strong>neomamma</strong>, forse avrebbe voluto prendersela un po&#8217; più comoda: però ha deciso di<strong> <a href="http://www.direttanews.it/2010/04/19/ilaria-d-amico-avere-figli-in-italia-e-contro-il-mondo-del-lavoro/" target="_blank">tornare subito al lavoro</a></strong>.<br />
In primo luogo perchè sente questo programma, <a href="http://exit.la7.it/" target="_blank">Exit</a> in onda su <a href="http://www.la7.it" target="_blank">La7</a>, come una sua creatura; e poi, probabilmente, perchè in un mondo che viaggia a velocità incredibili è meglio non assentarsi troppo a lungo.</p>
<p>Questo non avviene soltanto nel mondo della televisione ma in ogni contesto lavorativo.</p>
<p>La signora D&#8217;amico ci tiene a sottolineare il fatto che <a href="http://familyweb.blogosfere.it/2010/04/ilaria-damico-in-italia-se-fai-un-figlio-devi-quasi-giustificarti.html" target="_blank"><strong>alcuni editori si sono dimostrati particolarmente concilianti nei suoi confronti</strong></a> (speriamo non solo nei suoi) e noi crediamo che queste realtà esistano e che debbano essere da esempio per ogni altro contesto lavorativo.</p>
<p>Posso testimoniare in prima persona che, quando una donna diventata mamma, riceve dal proprio contesto lavorativo gli strumenti di <strong>conciliazione </strong>che le consentano di gioire della propria <strong>maternità</strong>, reagisce all&#8217;inevitabile complessità del momento con un&#8217;energia positiva che ha effetti benefici sulla sua prestazione professionale.</p>
<p>Torniamo convinte a parlare del tema della <strong>cultura della conciliazione</strong> ribadendo il concetto che mettere a disposizione delle proprie dipendenti neo mamme degli strumenti di conciliazione sia un investimento sulle proprie risorse e come tale, nella maggior parte dei casi, darà i suoi frutti.</p>
<p>A tale proposito vogliamo ricordare una importante iniziativa promossa dal gruppo donne manager: <a href="http://donne.manageritalia.it/un-fiocco-in-azienda" target="_blank"><strong>Un fiocco in azienda</strong></a> è un programma concreto che si propone di <strong>aiutare genitori ed aziende ad affrontare serenamente la maternità</strong>, facilitare il rientro in azienda delle mamme, sostenerle per non cadere nella depressione post-partum e valorizzare la genitorialità.</p>
<p>Questo progetto si rivolge alle aziende con dipendenti in maternità o prossime a entrare in maternità.</p>
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		<title>Home sweet home</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 07:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Barabotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quante volte ci troviamo a riflettere su temi legati all’apparenza e alla realtà. Quante volte ci rallegriamo osservando famiglie felici che ci raccontano la loro storia che sembra uscita da una fiaba. Tutto sembra perfetto… ”sembra”. Approfondiamo la conoscenza e pian piano alcune domande iniziano ad insinuarsi nella nostra testa, ci sono situazioni, atteggiamenti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte ci troviamo a riflettere su temi legati all’apparenza e alla realtà.  Quante volte ci rallegriamo osservando famiglie felici che ci raccontano la loro storia che sembra uscita da una fiaba.<br />
Tutto sembra perfetto… ”<em>sembra</em>”. Approfondiamo la conoscenza e pian piano alcune domande iniziano ad insinuarsi nella nostra testa, ci sono situazioni, atteggiamenti che non sono chiari. A volte sono solo sensazioni: &#8220;Non è possibile, no, non può essere, sono troppo felici”, rimuoviamo e andiamo avanti.<br />
Purtroppo la realtà a volte è nascosta, tragica e dolorosa.<br />
Con il patrocinio della <strong>Provincia di Milano</strong> e della <strong>Regione Lombardia</strong> viene presentato dalla Compagnia Teatrale Quelli di Grock lo spettacolo “<a href="http://www.happyticket.it/milano/teatro_leonardo_da_vinci_-_quelli_di_grock/e9372/biglietti-home-sweet-home" target="_blank"><strong>Home sweet home</strong></a>” di <strong>Valeria Cavalli</strong>.</p>
<p><a href="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/8269.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2027" title="home sweet home" src="http://donne.manageritalia.it/wp-content/uploads/2010/04/8269.jpg" alt="" width="167" height="250" /></a></p>
<p>La rappresentazione, che si svolgerà <strong>dal 21 aprile al 9 maggio</strong> al <strong>teatro Leonardo da Vinci di Milano</strong>, avrà come tema la violenza tra le mura domestiche.<br />
Lo spettacolo è stato scritto in stretta collaborazione con alcune Associazioni tra cui “Cerchi d’acqua” un centro antiviolenza che dal 2000 opera sul territorio Milanese. Una bella iniziativa culturale che ci permetterà di “aprire gli occhi” su questa terribile verità.</p>
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