In un periodo in cui si parla della corsa ai facili guadagni da parte di giovani donne di bell’aspetto in modi non sempre degni della massima stima, torniamo a parlare di quelle donne che già con fatica si erano guadagnate un lavoro onesto, non sempre retribuito nel modo giusto, fuori dalle mura domestiche, in aggiunta quindi al lavoro svolto per la propria famiglia.
Negli ultimi tre anni molte di queste donne hanno perso il lavoro a causa della crisi economica; difficile, molto spesso impossibile ritrovarlo e allora, senza piangersi troppo addosso, e pressate dai bisogni della propria famiglia, si rimettono in gioco accettando un tipo di lavoro che negli ultimi tempi era stato affidato ad altre donne, il pesante lavoro di cura dei nostri anziani, spesso non autosufficienti.
E allora le nostre donne italiane tornano al tradizionale “lavoro da donna” come lo chiama Chiara Saraceno in questo suo articolo che però giunge ad una conclusione molto triste: se per le donne emigranti questo lavoro è una fonte di guadagno e la possibilità di una migliore vita futura rispetto alle tristi aspettative nei loro Paesi di origine, per le italiane rischia di diventare una interruzione definitiva di un percorso, “una strada senza uscita:dignitosa, certo, ma senza sbocchi”.
Proprio perché comunque dignitose a noi piace comunque parlare di queste donne.






Buon giorno, sono una ragazza di trentanni con una grande voglia di lavorare e, nonostante una laurea, non riesco a realizzarmi nel settore per il quale ho studiato.
E’ assurdo sentirsi inadeguata: a 25 anni si è ritenute giovani ed inesperte, a partire dai 28 anni si è considerate “pericolose” perchè donna fertile.
Sinceramente è da mesi che penso di abbandonare questo sogno e di dedicarmi alla cura degli anziani.
Possiedo un grande rispetto per questa categoria, ma ritengo sia veramente uno spreco di risorse!
Ed oggi, leggendo alcune proposte di lavoro, mi trovo davanti all’ennesima discriminazione. Nulla di nuovo, ma non mi era mai capiato un annuncio di lavoro simile:
“Importante catena della Grande Distribuzione cerca tecnologo alimentare (sesso maschile)per controllo qualità su piattaforma distributiva di prodotti ortofrutticoli. Luogo di lavoro ….”
Rimango dell’idea che non ci possa accontentare!
Grazie
18 febbraio 2011 alle 16:08Distinti saluti
L’annuncio segnalato daElena non è solo profondamente ingiusto, ma anche fuori legge e chi l’ha pubblicato dovrebbe essere denunciato! Purtroppo però assisstiamo sempre di più ad un deterioramento della professionalità e delle pratiche di chi opera nel campo della selezione del personale e delle direzioni delle cosiddette “risorse umane”, nonostante il fiorire di corsi universitari e di master su questi argomenti.Per questo Il Gruppo Donne di Manageritalia si impegna per contrastare questa tendenza, portando avanti progetti che favorendo ed evidenziando la professionalità delle donne in tutti i campi, vogliono con i fatti contrastare la tendenza, spesso anche delle stesse donne, a subire supinamente pregiudizi e schemi mentali.
19 febbraio 2011 alle 18:33