Prendo spunto da un incisivo articolo pubblicato su Repubblica.it per riportare in vita un’annosa questione: carriera… figli … o tutte e due?
Noi donne ci giochiamo una bella parte della nostra vita a cercare di rendere compatibili e … sostenibili queste scelte.
In Italia sembra che questa conciliazione sia sempre più una chimera.
Da una parte le cause sociali:

  • uomini e padri che non si assumono compiti domestici e famigliari
  • strutture di supporto che mancano o hanno livelli di servizio inadeguati
  • datori di lavoro che licenziano le lavoratrici mamme
  • prospettive di carriera decisamente ridotte

(tutti questi fatti sono liberamente tratti dai dati e dalle discussione apparsi in questi mesi sul nostro blog)
L’articolo di Repubblica di oggi ci ricorda che anche la natura gioca contro.
“I nuovi ruoli sociali e l’emancipazione  femminile hanno spostato la maternità dopo i 30 anni, in alcuni casi anche dopo i 35”. Solo che, ci spiegano gli esperti della Società di endocrinologia ginecologica, l’aspettativa di avere un figlio per una coppia nella quale è presente una donna di età superiore ai 35 anni è ridotta del 50% rispetto a chi ha un’età inferiore. 
E anche le nuove frontiere della procreazione medicalmente assistita (Pma) non risolvono il problema: la percentuale di successo passa dal 25% al 5-7% se il ciclo di Pma viene praticato su una ultra quarantenne
Sono cambiati i tempi, continua a spiegare l’esperto, ma per la biologia della donna il periodo migliore per la gravidanza resta sempre la fascia 20-30 anni; dai 30 ai 40 anni è ancora possibile concepire figli, ma dopo i 40 la fertilità spontanea decresce in maniera drastica.
Andrea Genazzani, professore ordinario presso il dipartimento di medicina della procreazione dell’università di Pisa, sentenzia: “Il mio consiglio è ‘lavorare’ sui giovani per creare la consapevolezza che non tutto è possibile, che ognuno è libero di scegliere, ma che la biologia continua, pur con gli enormi progressi della medicina, ad imporci le sue leggi”.
Si vorrà mai affrontare le conseguenze di questa legge della natura sulla società attuale?
Nell’attesa, per come si stanno mettendo le cose durante questi periodi di slow economy, la prospettiva più probabile è di trovarsi senza figli e senza carriera!
Troppo pessimista?