Ho letto un articolo su Repubblica “Tutti in pensione alla stessa età? Per le donne non è una vittoria“.

Condivido pienamente quanto si dice nell’articolo ed ho sempre sostenuto che la parità per la pensione (a cui fondamentalmente non vogliamo sottrarci) sia auspicabile nel momento in cui il nostro paese avrà attuato le strutture di sostegno al lavoro femminile, cosa che ci risulta assolutamente non attuata nè, al momento, appare nel programma come un provvedimento prioritario.

Al di là delle discriminazioni su stipendi e carriere per i quali invochiamo la meritocrazia come valutazione unica, ci piace ricordare che gli impegni della donna lavoratrice in ambito famigliare, non coincidono solo con il periodo della maternità, o successivamente per l’accudimento dei figli piccoli, ma anche più avanti in età matura, quando in presenza di genitori anziani e spesso disabili, oltre all’impegno economico, la loro cura è ancora una volta affidato alle famiglie, e quindi alle donne.

Mi piacerebbe sapere ad esempio quante sono le donne che decidono di andare in pensione appena raggiungono le condizioni di contribuzione e anagrafiche previste, perchè si sentono in dovere (e piacere naturalmente) di prendersi cura dei genitori, quei genitori che un tempo sono stati proprio l’unico sostegno che ha permesso alle figlie di entrare nel mondo del lavoro e magari di riuscire nella carriera professionale… Io sono una di queste!

A proposito di donne e pensione, leggete il post di Angela Padrone.