Ho letto un articolo su Repubblica “Tutti in pensione alla stessa età? Per le donne non è una vittoria“.
Condivido pienamente quanto si dice nell’articolo ed ho sempre sostenuto che la parità per la pensione (a cui fondamentalmente non vogliamo sottrarci) sia auspicabile nel momento in cui il nostro paese avrà attuato le strutture di sostegno al lavoro femminile, cosa che ci risulta assolutamente non attuata nè, al momento, appare nel programma come un provvedimento prioritario.
Al di là delle discriminazioni su stipendi e carriere per i quali invochiamo la meritocrazia come valutazione unica, ci piace ricordare che gli impegni della donna lavoratrice in ambito famigliare, non coincidono solo con il periodo della maternità, o successivamente per l’accudimento dei figli piccoli, ma anche più avanti in età matura, quando in presenza di genitori anziani e spesso disabili, oltre all’impegno economico, la loro cura è ancora una volta affidato alle famiglie, e quindi alle donne.
Mi piacerebbe sapere ad esempio quante sono le donne che decidono di andare in pensione appena raggiungono le condizioni di contribuzione e anagrafiche previste, perchè si sentono in dovere (e piacere naturalmente) di prendersi cura dei genitori, quei genitori che un tempo sono stati proprio l’unico sostegno che ha permesso alle figlie di entrare nel mondo del lavoro e magari di riuscire nella carriera professionale… Io sono una di queste!
A proposito di donne e pensione, leggete il post di Angela Padrone.



Ho letto e capisco, anche se non condivido. Bisogna prendersi onori e oneri. Avevo fatto anche io un commento sul messaggero
26 novembre 2008 alle 18:27qui http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20081114&ediz=20_CITTA&npag=31&file=H_661.xml&type=STANDARD
Marisa, non condivido. Oltretutto, perché non potrebbe essere un uomo a prendersi cura di genitori anziani o disabili? Forse che per l’uomo non è un dovere (o un piacere) allo stesso modo?
26 novembre 2008 alle 19:50sono assolutamente convinta che non sia giusto che le donne vadano in pensione alla stessa età degli omini. non gli viene così rionosciuto un ruolo di cura che hanno all’interno della famiglia che sostituisce uello che lo sttao non fa: assistenza agli anziani, educazione dei giovani…..
26 novembre 2008 alle 21:53sono anche molto contraria al salario alle casalinghe perchè è come riconscere un ruolo alle donne sostitutivo e un contentito per cui non ci si possa più lamentare rispetto a mancanza di riconoscimenti di stipendi….è come istituzionalizzare il fatto che le donne debbano rendersi cura e quindi non si lamentino più
Il tema è annoso… E la condanna della Corte Europea all’Italia obbligherà il Governo a dover prendere delle decisioni ma speriamo che non siano solo quelle di adeguare tout court l’età pensionabile delle donne agli uomini senza considerare il tema del lavoro femminile nel suo complesso e quanto sia ancora difficile oggi riuscire a conciliare lavoro e vita familiare in mancanza di servizi efficienti.
Che gli uomini si prendano in carico maggiormente gli oneri di accudimento familiare (prima i figli e poi i genitori) è un trend in atto ma c’è ancora tanta strada da percorrere perchè ci sia una percentuale equivalente tra uomini e donne su questo fronte.
La nostra opera di sensibilizzazione iniziata il 5 giugno su istituzioni continua e speriamo di riuscire a raccogliere qualche frutto anche in questo periodo di contenimento dei costi generalizzato!
1 dicembre 2008 alle 10:45Nella presentazione della notizia ho volutamente sottolineato come “non vogliamo sottrarci” all’uguaglianza dell’età pensionabile.
Lo ritengo giusto nel momento in cui le donne siano messe nella possibilità di farlo senza gravare ulteriormente sul doppio, triplo ruolo che hanno in questa società.
L’uguaglianza è auspicabile non solo per una questione di giustizia, ma soprattutto per una questione economica che gioverebbe alle donne che potrebbero usufruire di pensioni di importi più “pesanti”.
Però, mi chiedo e vi chiedo, perchè dobbiamo aggiungere questo onere senza avere l’aiuto, il sostegno nello svolgimento dei ruoli di cura che solitamente dobbiamo svolgere?
Certo, anche gli uomini potrebbero prendersi cura di figli e anziani, nessuna del gruppo Donne Manager ha mai sostenuto il contrario, anzi: noi stesse nelle nostre proposte inviate recentemente al Ministero per le Pari Opportunità abbiamo chiesto, tra le altre cose, di avere l’assenza obbligatoria di un mese anche per i neo padri. Anche noi abbiamo più volte in varie sedi, promosso i congedi parentali e denunciato come di questi solo pochissimi uomini ne usufruiscono (per vergogna, per cultura, perchè guadagnando mediamente più delle donne la famiglia soffrirebbe di una maggiore decurtazione di stipendio?).
Diciamocela tutta, con il pretesto di recepire le linee della Comunità Europea, si sceglie, ancora una volta, la strada più facile: portiamo le donne alla stessa età degli uomini e dimostriamo che stiamo lavorando sulla parità.
Per il resto, chi se ne importa, le donne sono abituate a sgobbare.
Amiche mie, non vi sentite ancora una volta prese in giro? Io si e molto!
1 dicembre 2008 alle 12:15leggo solo ora i vari commenti a proposito dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne.
19 aprile 2009 alle 07:46io ho 36 anni di contributi e 58 di età, perciò con molta probabilità le nuove regole non mi toccheranno, comunque tengo a dire che smettere di lavorare a 65 anni credo sia decisamente giusto, e non sono d’accordo con quelle che sostengono sia impossibile conciliare il lavoro con le mansioni quotidiane che da secoli svolgiamo in casa. Insomma, io sono sempre riuscita a gestire me stessa come casalinga, madre e moglie e me stessa come lavoratrice ottimamente, anche usufruendo degli aiuti messi a disposizione dallo stato, o dai Comuni, come per esempio gli asili nido. Si tratta solo di smetterla con le lamentele e i piagnistei ,così tanto all’italiana, che non portano a nulla di concreto e casomai darsi da fare attivamente per ottenere maggiori , migliori e meno costose strutture a sostegno di chi ha figli piccoli. C’è anche da dire che la mentalità degli uomini è molto cambiata: ora anche loro aiutano in casa e si danno da fare coi figli. E se da voi non va così, perché marito e figli vi schiavizzano…beh…la colpa è solo vostra perché non li avete “educati” bene. So per eserienza, per esempio, che moltissime donne non vedono l’ora di andare a casa per preparare da mangiare e stirare e che ben poche di loro esigono, per esempio, di poter gestire a proprio gradimento parte del loro tempo, magari chiacchierando in un caffé alla moda, o andando in palestra. Io che sono una donna del 1951…cersciuta in tempi davvero maschilisti, non ho mai permesso a marito e figli di prendere in ostaggio la mia vita e loro si sono adeguati perfettamente. fate così anche voi.
il nostro governo vuole “fare cassa” sulle spalle delle donne che si sobbarcano già tutto il peso della famiglia. Non ci vengano però a dire che lo fanno per darci la parità, dal momento che stanno tagliando anche quei pochi servizi che permettevano alle donne di lavorare anche fuori casa, come La scuola a tempo pieno)
28 luglio 2010 alle 12:41