Questa volta parlerò di una sentenza che si pronuncia in favore dei padri.
Con vera soddisfazione ho accolto la sentenza del giudice fiorentino con la quale si dà diritto ai neo padri di “andare in paternità“. Fino ad ora si riconosceva al padre la possibilità di restare a casa con l’80% dello stipendio per tre mesi successivi al parto della compagna. Ora invece il padre potrà godere di un diritto autonomo e speculare a quello della madre potendo usufruire di tutti i 5 mesi di astensione nei casi in cui la madre sia casalinga, sia in malattia, o sia una lavoratrice autonoma (che come si sa non usufruisce del periodo di astensione obbligatoria).
In oggi caso potrà usufruire di un congedo che sommato a quello della madre non potrà superare i 5 mesi. La decisione del giudice parte da un cambiamento di principio secondo il quale il periodo di maternità è inteso prevalentemente come tutela del bambino.
A mio parere di tratta di una conquista non da poco: innanzi tutto si sansisce una parità di ruolo all’interno della famiglia, del resto sempre più gli uomini dimostrano (finalmente!) una maggiore sensibilità al loro ruolo di genitori, chiedendo a buon diritto un maggiore coinvolgimento nella crescita e nell’educazione dei figli.
Un principio che noi Gruppo Donne Manager abbiamo da sempre sostenuto tanto da aver inserito nelle proposte portate al Ministero delle Pari Opportunità e al Ministero del Welfare quella del 4+1, vale a dire un mese di astensione obbligatoria per i padri.
Proposta questa troppo “azzardata” per una Italia non ancora “matura” a recepirla ma la sentenza di cui sopra, credo, faccia fare un piccolo passo anche in questa direzione. Altro passo significativo è costituito dal fatto che si prendono in considerazione tutte quelle donne che fanno parte della categoria delle libere professioniste e che non godono del periodo di astensione obbligatoria della maternità. Anche in questo caso la soluzione logica sarebbe quella di prevedere anche per loro il pagamento dei 5 mesi da parte dell’INPS, proposta che noi di Manageritalia porteremo avanti.
C’è ancora molto da fare per migliorare la qualità della vita di noi cittadini, specialmente di quelli futuri a cui noi (Guppo Donne Manager)rivolgiamo la nostra attenzione, ancora molto deve essere fatto dalle Istituzioni per mettere in condizione le donne che lavorano e quelle che non lavorano ma un lavoro lo vorrebbero, e le famiglie, di affrontare la nascita di un figlio con grande serenità per il futuro.
Questi piccoli passi ci danno la certezza che continuare con tenacia a sostenere le nostre cause è indispensabile.



sono lieta di osservare la continuità dell’ informativa che pone molta attenzione al femminile e al contesto donna con vocabolario moderato e fermo.
29 novembre 2009 alle 23:43