Sì, nel paese della Milonga, dove a guidare è l’uomo e dove la donna segue. Perché dopo un paio di giri di tango, il cavaliere lo chiede sempre: lasciati portare e chiudi gli occhi. È la regola e non si discute. Neanche le donne lo discutono.

Nel frattempo, sui loro tacchi alti si avviano verso le maggiori cariche della società, politica e non: in Argentina il “matriarcato” è il nuovo modello politico (iniziato già da Cile e Brasile) e non ha dovuto sciacquare corsetti e gonne in una rivolta femminista.

A partire dalla “Presidenta” Cristina Fernández de Kirchner, rieletta lo scorso ottobre. I media l’hanno presa di mira:  spende troppo in borse e scarpe! Titolano. Ora, avrà pur diritto di spendere il suo stipendio come crede! E comunque sta conducendo il paese, sì con austerità, ma verso uno sviluppo continuo e crescente.

Solo perché non si adegua al manuale del potere politico che vuole le donne androgine, senza femminilità? Insomma, sempre il vecchio concetto che bella=scema e intelligente=brutta… ma basta con i luoghi comuni, su!

La Signora (che ha la foto di Evita nel suo ufficio) ha messo donne anche in ministeri non femminili come l’Industria e la Difesa, oltre che alla presidenza della Banca Centrale. Altra donna è  vicepresidente della Corte Suprema.

I suoi mandati (questo e il precedente) hanno nel programma di governo:  il matrimonio omosessuale (ma non è il paese del machismo tanguero?), la regolamentazione della fecondazione assistita e della “morte degna”, il divorzio rapido senza necessità di colpa, i contratti economici prematrimoniali. E li sta portando a conclusione!

Un modello trasgressivo, nominato “fattore K” (il kirchnerismo definito dall’altra curva dell’elettorato), che ha valso una biografia alla Presidenta.