
Ilaria D’Amico, la bella giornalista neomamma, forse avrebbe voluto prendersela un po’ più comoda: però ha deciso di tornare subito al lavoro.
In primo luogo perchè sente questo programma, Exit in onda su La7, come una sua creatura; e poi, probabilmente, perchè in un mondo che viaggia a velocità incredibili è meglio non assentarsi troppo a lungo.
Questo non avviene soltanto nel mondo della televisione ma in ogni contesto lavorativo.
La signora D’amico ci tiene a sottolineare il fatto che alcuni editori si sono dimostrati particolarmente concilianti nei suoi confronti (speriamo non solo nei suoi) e noi crediamo che queste realtà esistano e che debbano essere da esempio per ogni altro contesto lavorativo.
Posso testimoniare in prima persona che, quando una donna diventata mamma, riceve dal proprio contesto lavorativo gli strumenti di conciliazione che le consentano di gioire della propria maternità, reagisce all’inevitabile complessità del momento con un’energia positiva che ha effetti benefici sulla sua prestazione professionale.
Torniamo convinte a parlare del tema della cultura della conciliazione ribadendo il concetto che mettere a disposizione delle proprie dipendenti neo mamme degli strumenti di conciliazione sia un investimento sulle proprie risorse e come tale, nella maggior parte dei casi, darà i suoi frutti.
A tale proposito vogliamo ricordare una importante iniziativa promossa dal gruppo donne manager: Un fiocco in azienda è un programma concreto che si propone di aiutare genitori ed aziende ad affrontare serenamente la maternità, facilitare il rientro in azienda delle mamme, sostenerle per non cadere nella depressione post-partum e valorizzare la genitorialità.
Questo progetto si rivolge alle aziende con dipendenti in maternità o prossime a entrare in maternità.



Condivido la necessità di una “cultura della conciliazione” a proposito della maternità e del lavoro. Purtroppo oggi le possibilità che sono state offerte ad Ilaria D’ Amico, sono ancora un’ eccezione. Non solo le mamme non hanno il più delle volte la possibilità di tornare al lavoro presto, sia per la carenza di asili nido (aziendali e non) che degli aiuti necessari per potersi occupare della famiglia e del lavoro, ma quando tornano spesso sono relegate a svolgere mansioni meno importanti rispetto a quelle che svolgevano prima della maternità e penalizzate sul piano della crescita professionale…(“sei impegnata come mamma, sicuramente non hai il tempo di occuparti di un nuovo progetto, quindi sei fuori dalla gara…”) per non parlare degli spostamenti di sede volti a penalizzare le neo-mamme, che rendono impossibile di fatto il ritorno al lavoro. Fortunatamente esistono realtà diverse, ma sono ancora delle eccezioni, quindi ben vengano iniziative come quella sopra descritta, volte a stimolare un cambiamento nell’ attuale visione della maternità in Italia, d’ impronta maschile e piuttosto arretrata, per riuscire ad intenderla per quello che è: un’ OPPORTUNITA’.
21 aprile 2010 alle 11:52