Sul blog La 27esima Ora di Corriere.it è in corso una discussione sulle donne al potere. Lo spunto che ha dato il via alle riflessioni della giornalista Giovanna Pezzuoli è il caso della nuova giunta del Comune di Genova, dove le donne costituiscono la maggioranza: 6 assessori su 11. Incoraggianti i criteri di scelta: “Il rigore, la serietà, la competenza e una particolare attenzione alla presenza femminile”.
È un tema, quello delle donne al potere, su cui abbiamo scritto diverse volte. Dal recente post dedicato a Cristina Fernàndez de Kirchner a quello sugli stereotipi legati alle donne nelle posizioni di vertice.
Ricordiamo inoltre le interviste a Cristina Bombelli, a Chiara Lupi e a Marcella Mallen (anche qui).
Insomma, un argomento attuale: il confronto si arricchisce di nuovi contributi, anche alla luce degli importanti risultati che si stanno raggiungendo nella politica e nelle realtà aziendali sul fronte delle pari opportunità.
Rilanciamo anche noi la discussione: esiste una gestione del potere al femminile? Quanto è importante sostenere e parallelamente “controllare” le donne che ci rappresentano?






Evitare che le donne al potere diventino uomini è davvero una sfida. Sono tornata da poco da un congresso nazionale molto importante dove ho potuto essere presente per “quella faccenda delle quote rosa”. Eppure i maschi hanno ragione quando dicono che di “Pari Opportunità” vogliono (eventualemnte) parlarne con donne e non con generali d’armata (con tutte le cartteristiche degli uomini, ma non tutti gli uomini, i meno simpatici). Mi è capitato più volte di trovarmi in aziende dove le donne manager hanno le seguenti caratteristiche: abbigliamento severo e abiti sempre scuri (chissà perchè non mettono la cravatta), tono di voce alto e perentorio, postura rigida e braccia conserte, movimenti a scatti e quella strana antipatia da … donna che si atteggia ad uomo! … Forse sono state scelte proprio per questo: assomigliavano così tanto ad un uomo da piacere agli uomini in quanto riconosciute e considerate, appunto, come tali. Per fortuna il tempo passa e, almeno in alcune aziende, si cominciano a vedere donne graziose e simpatiche sicuramente portatrici di grande comptenza e preparazione … e proprio per questo apprezzate anche dagli uomini. Credo che la sfida sia quella di superare il dualismo presente nella testa di alcuni uomini della “donna bella” e della “donna brava”. Poi anche alcune donne pensano che, tutto sommato, un uomo bello difficilemente sia bravo. Io no, ho avuto la fortuna di conoscere uomini belli e bravi e di apprezzarne entrambe le caratteristiche ensable.
1 giugno 2012 alle 19:36Interessante il punto di vista di Catina Balotta ma vorrei sottolineare che il rigore dell’abbigliamento e la rigidità nei comportamenti di molte donne in ruoli di vertice è spesso legata alla necessità di non essere fraintese ed equivocate. Mi spiego. Per molti anni le donne graziose erano considerate “coreografiche”, per questo erano nelle stanze del potere ma non lo condividevano con gli uomini. Poi, quando sono riuscite ad affermare la loro qualità e la competenza professionale hanno dovuto fare i conti con la credibilità e l’autorevolezza verso l’esterno delle loro strutture di appartenenza che aveva “osato” in un impeto di modernità dar loro un ruolo. Bisognava, quindi, assumere atteggiamenti rigidi, impersonali, per poter esercitare quel ruolo ed essere legittimate in quelle posizioni di potere.
4 giugno 2012 alle 17:37Non è stato facile, anche per esperienza personale, gestire e presiedere riunioni importanti quando sei donna, magari più giovane di tanti dei tuoi interlocutori, in una posizione di potere che legittima le tue scelte e le tue decisioni ma sempre lì a dover conquistare la credibilità. E farlo è passato anche attraverso abiti rigorosi e comportarmenti poco femminili, ma non da maschio. Oggi è più facile essere disinvolte e non per questo meno spendibili dal punto di vista professionale.
Sono quelle stesse donne che oggi non hanno più bisogno del tailleur pantaloni blue per essere top manager ad esercitare il potere!