Ci uniamo all’indignazione collettiva e alle proteste di associazioni e numerosi esponenti del mondo politico in seguito alla recente sentenza della corte di Cassazione, secondo cui il giudice non è più obbligato a disporre e mantenere la custodia in carcere dell’indagato per violenza sessuale di gruppo, applicando misure cautelari alternative.
Su questa materia occorre senz’altro valutare caso per caso e siamo d’accordo che il carcere dovrebbe essere l’extrema ratio, ma l’idea che di fronte a un atto così grave e devastante per una donna la giustizia si mostri “tiepida” è inaccettabile e può avere conseguenze sociali preoccupanti.
Il Gruppo Donne Manager, che fa sentire spesso la sua voce sui temi legati ai diritti della donna all’interno della società e sulle pari opportunità esprime pubblicamente tutto il suo sdegno e auspica un ripensamento della giurisprudenza su questo punto.
Qual è la vostra opinione sulla sentenza?




La paura, il terrore, lo schifo, lo sgomento, l’aberrazione dell’essere umano. Non è necessaria la custodia cautelare in carcere? Mi domando perchè si possa arrivare ad una decisione del genere. Mi domando chi abbia fatto questa scelta. E vorrei che ce lo spiegassero, personalmente. Perchè la società è fatta di persone e io voglio vederle in faccia queste persone. Che ognuno si prenda la sua responsabilità. Tra le risposte per ora mi viene in mente solo una mancanza di umanità, di morale, di capacità di immedesimazione, di senso civile. Io sono una donna e vivo con la paura che un giorno possa accadere a me, ad un’amica, ad una nipote o “semplicemente” ad un’altra donna. Certo non è una questione sono femminile, ma lo è in forma prevalente. Il tutto mi indigna, e ora che si faccia rumore. Ma tanto.
3 febbraio 2012 alle 14:14