Ci uniamo all’indignazione collettiva e alle proteste di associazioni e numerosi esponenti del mondo politico in seguito alla recente sentenza della corte di Cassazione, secondo cui il giudice non è più obbligato a disporre e mantenere la custodia in carcere dell’indagato per violenza sessuale di gruppo, applicando misure cautelari alternative.

Su questa materia occorre senz’altro valutare caso per caso e siamo d’accordo che il carcere dovrebbe essere l’extrema ratio, ma l’idea che di fronte a un atto così grave e devastante per una donna la giustizia si mostri “tiepida” è inaccettabile e può avere conseguenze sociali preoccupanti.

Il Gruppo Donne Manager, che fa sentire spesso la sua voce sui temi legati ai diritti della donna all’interno della società e sulle pari opportunità esprime pubblicamente tutto il suo sdegno e auspica un ripensamento della giurisprudenza su questo punto.

Qual è la vostra opinione sulla sentenza?