Non so se qualcuno di voi ha visto il film We Want Sex; la storia di Rita O’Grady, che nel 1968 guidò lo sciopero delle 187 operaie della fabbrica Ford nell’Essex che pose le basi per la legge sulla parità di diritti e di salario tra uomo e donna.
Parliamo di quasi 50 anni fa. Tanti, ma allo stesso tempo troppo pochi. Le leggi oggi esistono e nessuna azienda può apertamente discriminare una donna, ma nella realtà cosa è cambiato? La differenza salariale tra uomini e donne si attesta ancora intorno al 17,5% e numerose associazioni si mobilitano per l’Equal Pay.
Visto che le leggi non bastano, cosa serve per innestare questo cambio culturale?
Sicuramente allora come oggi la sveglia delle donne suona forte e necessaria.





No No No. You have privileges and you want other privileges, this is the truth !
3 maggio 2012 alle 16:06Alcune domande:
1)Gradirei capire come si arriva a stabilire con certezza che le donne sono meno retribuite degli uomini per la stessa tipologia di lavoro. (Ricordiamoci che sono 4 mesi che in questo paese si discute sul reale numero di “esodati” con cifre che vanno dalle 65000 unità ad oltre 300000 unità.)
2)Che senso ha farlo?
3) Cosa volete chiedere in concreto? Una legge per alzare gli stipendi alle donne a prescindere dalla situazione e competenze della risorsa?
4) Non si andrebbe ad annullare lo stimolo alla competitività?
Considerazioni in riferimento alla prima domanda.
Per fare un’analisi reale e completa, bisognerebbe innanzi tutto mettere a confronto esattamente le stesse tipologie di lavoro, il problema è che è molto difficile farlo. Prendiamo ad esempio a riferimento la figura dell’impiegato/a, ovviamente nelle piccole e medie realtà la risorsa è più versatile (più completa) mentre nelle grandi multinazionali la figura è mediamente più “ specializzata” ma probabilmente ha maggiore conoscenza delle lingue straniere e dei sistemi gestionali, quindi a parità di mansione le competenze sono diverse e anche il budget dell’azienda è diverso.
Inoltre per ogni figura dello stesso tipo bisognerebbe verificare: Curriculum, anni di esperienza per quella mansione, disponibilità di orario, disponibilità a trasferte, lingue conosciute, livello delle lingue straniere conosciute, skills , resa sul posto di lavoro, numero di anni di esperienza eventualmente avuti presso un’altra azienda con la stessa mansione, numero di anni trascorsi nella stessa azienda etc. Tutte queste competenze inoltre, possono essere più o meno allettanti per una azienda e la sua disponibilità a pagare di più sarà anche influenzata dalla situazione del mercato del lavoro e dalla posizione geografica. Per le posizioni di vertice in Italia i lavoratori maschi sono più vecchi e le lavoratrici sono più giovani e quindi sono pagate di meno perché hanno accumulato meno esperienza e hanno meno anni di anzianità.
Per i dipendenti under 30 anni la situazione è ribaltata, ossia guadagnano di più le donne. Quindi di cosa stiamo parlando?
Inoltre bisognerebbe fare uno studio dedicato per ogni tipologia di lavoro. Es. nei lavori usuranti e che comportano l’uso della forza fisica, la donna ha ovviamente meno resistenza e sarà considerata meno interessante. Le figure tecniche informatiche sono solitamente maschili e sono ben pagate soprattutto se hanno responsabilità elevate. Quindi?
Pe finire ammesso che si riesca a fare uno studio completo o quasi completo, bisogna livellare comunque tutti? Allora dove finisce lo stimolo alla competitività? Un’azienda non è più nemmeno liberà di premiare con un compenso più alto chi è più meritevole o chi ha dedicato anima e corpo per la sua azienda? Bisogna guardare al sesso e a parità di mansione pagare di più una donna anche se ozia tutto il giorno o viceversa?
Caro o cara Cla,
4 maggio 2012 alle 15:12l’elenco degli studi che riferiscono questa disparità salariale è infinito e sono puntualmente redatti da istituti ed enti accreditati. Ma il punto del tuo commento non credo sia questo. Tu parli di dare la possibilità alle aziende di premiare liberamente con un compenso più alto chi è più meritevole. Bene, diciamo esattamente la stessa cosa. Quello per cui ci battiamo non è uno stipendio più alto da riconoscere alle donne in quanto tali ma una vera e propria cultura della meritocrazia. Se fosse così solo chi merita ed è capace guadagnerebbe di più o dirigerebbe le aziende (indipendentemente da tutto). A te sembra che sia già così?
Gentile sig,ra Quarta,
non sempre è premiato il merito, il mondo non è perfetto ma regolare in modo ossessivo i salari con altre leggi o lasciare alla discrezionalità di un giudice le decisioni in merito ad un ipotetico divario salariale, calcolato su un ipotetico salario medio nazionale è assurdo. Inoltre, recentemente è stata approvata una legge col pretesto delle pari opportunità che agevola le assunzioni femminili e sicuramente non è volta a premiare il merito, quindi, considerando quello che è stato appena fatto (vedi dl 201/2011 art 2 convertito poi in legge) mi auguro che la situazione rimanga immutata almeno per le buste paga. Le aziende che hanno l’intenzione di aumentare i compensi o premiare le loro risorse, hanno già tutti gli strumenti, compresi i benefit, per procedere in quella direzione. Se non intendono farlo avranno i loro buoni motivi. Inoltre, i contratti collettivi mettono già dei “paletti”, lasciamo un minimo di sana discrezionalità all’azienda.
Del resto, chi se non il personale direttivo dell’azienda è meglio in grado di valutare una risorsa che lavora all’interno della propria struttura. La discrezionalità deve essere lasciata all’azienda che ha tutti gli strumenti per fare una valutazione completa e meglio conosce le sue risorse.
Bisogna porre poi un freno a questa tendenza a regolamentare qualsiasi cosa che produce solo un aumento della spesa pubblica, un danno alle aziende e un freno agli investimenti.
Non si è mai chiesta perché c’è questa fuga delle aziende dai paesi occidentali? Ovviamente non è la mancanza di infrastrutture come si vuol far credere, bensì l’eccessiva regolamentazione presente nei paesi occidentali.
Per finire , non credo che nessun ente o istituto abbia una mole di dati così completa e accurata da fornire un dato certo e anche se fosse, quello da voi proposto è un dato medio e come tale non è significativo. Provi a pensare al reddito pro capite medio nazionale in una realtà come la Libia, ovviamente non fornisce un informazione reale di quella che è la situazione dei redditi. A contestare il dato non sono l’unico, anzi, negli USA c’è l’intero partito repubblicano con i sui sostenitori.
Pensiamo a crescere o almeno a uscire dalla recessione e non a mettere i sessi in lotta,
7 maggio 2012 alle 13:59ATTENZIONE A METTERE IN GUERRA I SESSI CON EGEVOLAZIONI CHE RIGUARDANO UN SOLO SESSO.!
Se devo essere sincero l’attenzione sulle diversità di genere che si è venuta a creare in questi ultimi anni la considero molto pericolosa e dannosa
Queste leggi fatte con riferimento al genere non hanno senso e negli USA e Uk hanno già portato all’esasperazione e una lotta continua tra i due sessi al punto che più del 50% delle donne americane non sono sposate e più si scende con l’età più la percentuale aumenta. Molto spesso queste donne sono single o madri fuori dal matrimonio. I due sessi si accusano e disprezzano reciprocamente
La invito a visitare qualche blog americano dove si discute di Pay Gap, leggi sul divorzio o norme inerenti le differenze di genere e non potrà far altro che constatare l’odio e il risentimento reciproco che si è venuto a creare tra i sessi. Anche l’indice di felicità tra le donne affermate e non nella carriera si è abbasato
http://www.youtube.com/watch?v=dEfxn912acE
Il problema è, che quando la famiglia si distrugge o non è mai esistita, si rimane più soli e quindi più vulnerabili, più depressi, più manipolabili e con tanto tempo a disposizione . Se poi aggiungiamo qualche difficoltà economica, direi che ci sono tutti i presupposti per arrivare Ad accettare queste situazioni.
http://www.youtube.com/watch?v=t6ekAvcd1lU
7 maggio 2012 alle 15:12Non è che forse qualche compenso a qualche super manager porta a far sballare la media? Magari a qualche super bancario? Noo?
Forse si pensa a comprare il quarto tailleur di Armani e non ci si pensa. Perché poi, tra trucco, borsa in coccodrillo, tailleur a certe cose non ci si pensa.
Tutti uomini nessuno lo dice. Ancora agevolazioni per le donne! contente?
http://www.ragusanews.com/articolo/26531/scicli-si-e-tolto-la-vita-un-ragazzo-di-28-anni
http://www.palermoreport.it/notizie/altro-suicidio-a-catania-un-ragazzo-si-sentiva-inutile
http://www.caiazzorinasce.net/2012/05/capua-si-suicida-nel-vivaio-del-padre.html
http://www.intopic.it/notizia/3772892/
http://www.cronacamilano.it/cronaca/10370-suicida-si-butta-dal-duomo-volo-di-40-metri-pochi-minuti-fa.html
9 maggio 2012 alle 21:45