Nella sede del Sole 24 Ore ieri sera è stato presentato il libro di Avivah Wittenberg-Cox e Alison MaitlandRivoluzione Womenomics”.

Non è un altro neologismo d’effetto, womenomics, ma un termine che non lascia dubbi: il lavoro delle donne è oggi il più importante motore dello sviluppo economico mondiale. Va da sé allora che promuovere il talento femminile e favorirne l’ascesa alle posizioni di vertice delle imprese è essenziale.
Il 50% della forza lavoro negli Usa e il 46% in Europa è costituito da donne. Le donne dirigenti in Italia sono tuttavia solo il 13% e nei CdA la loro presenza è pari al 6%. Eppure le donne costituiscono un immenso serbatoio di talento nel mondo del lavoro e rappresentano oltre la metà del mercato dei beni di consumo (il 73% dei prodotti di largo consumo in Italia sono scelti da donne).
Tra le indagini citate all’incontro, anche quelle di Manageritalia sull’occupazione femminile e sugli ostacoli in azienda al rientro dopo la maternità.
Il dibattito, moderato da Laura La Posta, è stato molto interessante, un confronto anche tra generazioni e settori professionali diversi (editoria, università, ricerca, impresa, associazionismo, spettacolo) con Avivah Wittenberg-Cox, ceo di 20-First, una delle principali società di consulenza sulle tematiche di genere e presidente onorario della “European Professional Women’s Network”; Marina Brogi, professore Economia Mercati Finanziari Università La Sapienza Roma e membro Fondazione Bellisario; Martina Colombari e Mariavittoria Rava per la Fondazione Francesca Rava-NPH Italia; Daniela Del Boca, professore Economia Università Torino; Andrea Ichino, professore Economia Politica Università Bologna; Renato Mannheimer, presidente Ispo; Claudia Parzani, partner Linklaters e associato Valore D. Special guest: la cantante Malika Ayane, che ha ripercorso il suo percorso fatto di impegno e sacrifici, un po’ emblematico della ragazza under 30 che riesce a farcela.
Qualcosa sta cambiando, forse, e anche se il nostro Paese sembra indietro sui temi delle pari opportunità, la fiducia nel talento, nel merito e nelle differenze come punti di forza sta crescendo, almeno nell’universo femminile, sempre più consapevole che sia naturale conquistare spazi nel mondo del lavoro, alla faccia di modelli anacronistici destinati, grazie al cielo, a tramontare.

E voi cosa ne pensate?